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Home » Petrolio, Watch - 21 agosto 2013

Tabarelli (Nomisma Energia) contro i No Triv e per abolizione delle royalties

Davide Tabarelli al convegno dell'ordine dei Geologi di Potenza

Davide Tabarelli al convegno dell’ordine dei Geologi di Potenza

Esce allo scoperto Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, lanciando il suo anatema attraverso una dichiarazione all’agenzia Ansa, scagliandosi contro comitati No Triv con riferimenti alla Basilicata ed alle organizzazioni che come la Ola si battono per la difesa del territorio e dell’acqua dalle attività petrolifere e dalle trivelle… L’Italia è “ostaggio” dei comitati ‘no trivelle’ – scrive Davide Tabarelli – e rinuncia a raddoppiare la produzione di petrolio e gas, a investimenti per 5 miliardi di euro, a migliaia di posti di lavoro e a maggiori entrate (royalties e tassazione dei profitti) per 1,5 miliardi di euro preferendo importare idrocarburi, trasferendo cosi’ ricchezza all’estero”….

Si può sintetizzare così il ragionamento del presidente di Nomisma energia, Davide Tabarelli, secondo cui i timori ambientali sono poco fondati mentre i ‘No Triv’ mettono in dubbio le decisioni di organismi istituzionali (dove lavorano centinaia di professionisti pagati bene con le tasse degli italiani) e fanno richieste che tendono a protrarsi all’infinito con costi diretti crescenti per i cittadini e indiretti per mancata realizzazione di infrastrutture.

Insomma oltre al danno – scrive Tabarelli – la beffa. Intanto, osserva, in questo istante nel mondo esiste “oltre un milione e mezzo di pozzi su terra e circa 30 mila su piattaforme in mare che stanno producendo il gas e il petrolio che verrà consumato nei prossimi giorni, che coprono il 55% dei consumi mondiali di energia, quota che rimarrà simile nei prossimi decenni. Sono circa 10.000 i pozzi che producono i 118 milioni di tonnellate che importiamo mentre altri 12 milioni li produciamo in casa”.

“La recessione ma anche l’avanzare delle fonti energetiche rinnovabili – spiega il presidente di Nomisma energia – non riduce la dipendenza dell’Italia dagli idrocarburi visto che anche nel 2013 incidono per l’80% sui consumi finali di energia. E la domanda al 2030 è stimata solo in lieve calo, al 76%. Attualmente l’Italia consuma circa 130 milioni tonnellate equivalenti di petrolio, di cui 118 importate”.

“La produzione di petrolio e gas in Italia potrebbe raddoppiare grazie all’abbondanza di riserve, ai bassi costi di produzione e alla volontà delle compagnie di investire subito circa 5 miliardi di euro. Le riserve di gas e petrolio sono dello Stato e pertanto di tutti gli italiani – spiega Tabarelli – e l’obiettivo deve essere di favorirne la valorizzazione a beneficio di tutti i cittadini. Il raddoppio della produzione a 24 milioni di tonnellate comporterebbe maggiori entrate, in termini di royalties (cioè la parte del ricavo dato allo stato per lo sfruttamento delle riserve ai privati) e di tassazione dei profitti, dell’ordine di 1,5 miliardi che si aggiungerebbero all’attuale miliardo”.

Sono 7.000 i pozzi perforati in Italia dalla fine dell’800, di cui circa 200 ancora attivi, spiega Tabarelli, aggiungendo che le potenzialità geologiche sono ancora abbondanti, “ma gli ostacoli di carattere ambientale ne impediscono lo sfruttamento. I crescenti poteri affidati agli organi locali, rendono difficili e onerosi, a volte impossibili, i progetti in Italia”.

Secondo Tabarelli, inoltre, è ora di “togliere le royalties agli enti locali che le interpretano come una compensazione di un danno che, in realtà, non esiste”. Una dichiarazione questa di Tabarelli – secondo la Ola – che anticipa i contenuti dei decreti attuativi dell’art.16 sulle liberalizzazioni e il Memorandum.

Le royalties che in Italia sono intorno ai 300 milioni di euro l’anno e che “potrebbero triplicare se si raddoppiasse la produzione, sono state eliminate in Gran Bretagna e in Norvegia, aumentando le tasse sui profitti. Lo stesso occorre fare qui”. E per il futuro, conclude Tabarelli, è “necessario pensare a qualche forma di penalizzazione per quelle regioni che ostacolano lo sfruttamento di una risorsa che appartiene a tutti gli italiani. Ogni anno le mancate entrate, che lo Stato fa gravare su altre voci, sono circa 1 miliardo di euro”.

L’autunno si preannuncia caldo sul fronte petrolifero con la Basilicata che svolge suo malgrado il ruolo di capofila per gli interessi delle compagnie petrolifere che attraverso Tabarelli fanno intendere che non sono intenzionate a rinunciare ai loro affari, nonostante le opposizioni sempre più forti in Basilicata.

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10 Comments »

  • Graziano said:

    Tabarelli, presente al convegno dell’ordine dei geologi a Potenza, ha anticipato i contenuti del Memorandum ed ha tolto la maschera a se stesso ed a chi oggi in Basilicata ha la spudoratezza di rilanciare il Memorandum: abolire le royalties e negare i danni ambientali. Tutto questo grazie alla complicità dei poteri istituzionali regionali. Non ci sono più alibi per la corrotta classe politica che governa la Basilicata che oggi vuole ricandidarsi alla regione per continuare a fare disastri ed alimentare questo andazzo.

  • vincenzo portoghese said:

    Ma la proposta di abolire le royalties, non era già stata avanzata anche da un esponente politico giusto un paio di mesi fa ? Coincidenza ??!!!

  • Graziano said:

    Giusta constatazione, Vincenzo. Il M5S spero si sia ricreduto sulla richiesta di chiedere l’abolizione delle royalties. In Basilicata oggi non sentiamo la loro voce in proposito contro lo sciagurato progetto del Memorandum e del raddoppiodelle estrazioni petrolifere, assieme al silenzio assordante di una intera classe istituzionale dimessa dall’inchiesta della magistratura sulla rimborsopoli

  • mario di giovanna said:

    Guardate chi compare tra gli azionisti di Nomisma?
    http://www.nomisma.it/index.php?id=60&L=1%27

    Si vedete bene, proprio la Edison, tra i maggiori protagonisti della corsa al petrolio italiano.

    Come si fa a non pensare che stiano facendo gli interesi del padrone di casa?

    Mi sarei aspettato quantomeno più stile.

    Ma d’altronde siamo l’Italia, dove il conflitto d’interessi è la regola.

  • nst said:

    ma chi ti credi di essere ….tabarelli per decidere il futiro di nilioni di italiani, ma chi rappresenti se non te stesso ,è chiaro che sei al sercizio dei petorlieri ,ti sei sputtanato da tempo ,uno tr I Tanti cultore del catrame .

  • CINZIA PASI said:

    ….BELLA FORZA. SE SI VA A FARE UNA VISURA DI NOMISMA SI TROVERA’ AL SUO INTERNO ANCHE EDISON.
    ALLA FACCIA DEL CONFLITTO DI INTERESSI. D’ALTRONDE ANNI FA A RAVENNA, ALLA FESTA DEL PD, LO STESSO TABARELLI DEFINI’ IL CARBONE UNA FONTE DI ENERGIA DEMOCRATICA IN QUANTO A BASSO COSTO E ALLA PORTATA DI TUTTI

  • rocco said:

    tbarelli vieni a berti un poco di acqua del pertusillo e falla bere alla tua famiglia , vieni a vivere con la tua fanmiglia vicino al centro oli e respira a pieni polmoni ,quando avrai fatto tutte queste cose di daremo i tuoi trena denari delle royalites .la fine qualcuno l’ha scritta già

  • No Triv Cento said:

    E per il futuro, conclude Tabarelli, è “necessario pensare a qualche forma di penalizzazione per quelle regioni che ostacolano lo sfruttamento di una risorsa che appartiene a tutti gli italiani. Ogni anno le mancate entrate, che lo Stato fa gravare su altre voci, sono circa 1 miliardo di euro”. PROPONIAMOLO ANCHE PER LA MANCATA PRODUZIONE DI ENERGIA DAL SOLE, SIAMO UN PAESE MEDITERRANEO CON RICCHEZZA DI ENERGIA SOLARE NON SFRUTTATA, NON DIMENTICHIAMOLO!
    INOLTRE RICORDIAMOCI CHE DOBBIAMO RIDURRE LE EMISSIONI DI GAS SERRA ENTRO IL 2020, NON AUMENTARLE!

  • Gilberto Toselli said:

    Tabarelli…..NOMISMA…, ma è quella di PRODI???, gran fautore dell’euro e dei tanti benefici che ne avremmo ricavati????
    SE E’ COSI’ BISOGNA FIDARSI DEL CONTRARIO DI QUANTO AFFERMA QUEL SIG.

  • 6 aprile 2015: Italy Overshoot Day | Risorse Economia Ambiente said:

    […] imprese sull’opportunità di sfruttare un bene nazionale come le riserve di idrocarburi(vedi qui e qui ad esempio) […]

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