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I
Sindaci lombardi vincono la battaglia dell'acqua
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Fonte:
Repubblica.it [28 Gennaio 2009]
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Ora è ufficiale.
L' acqua in Lombardia è e resterà pubblica. La vittoria
dei 144 sindaci che avevano promosso un referendum contro la legge regionale,
che apriva le porte alla privatizzazione è stata sancita dal
consiglio regionale. Che con voto unanime ha modificato la legge 18
del 2006 sul servizio idrico integrato. Vengono meno alcuni obblighi
che erano stati contestati dai comuni. Quello di mantenere separate
la gestione delle reti e degli impianti dall' attività di erogazione
del servizio idrico e quello di affidare la gestione degli acquedotti
esclusivamente tramite gara. La nuova legge, inoltre, non prevede più
l' ingresso di soggetti diversi dagli enti locali nelle società
patrimoniali costituite dai comuni. «Una vittoria dei sindaci
e dell' opposizione» - sottolinea con soddisfazione tutto il centrosinistra.
«Una vittoria del buon senso che farà risparmiare ai lombardi
50 milioni di euro del costo del referendum - replica stizzito l' assessore
regionale alle Reti e ai Servizi pubblici Massimo Buscemi di Forza Italia
- La privatizzazione dell' acqua non è mai stata all' ordine
del giorno di questa giunta. Né ha mai fatto parte del programma
di Formigoni. L' acqua è un bene pubblico e sfido chiunque a
provare il contrario». Il suo compagno di partito e relatore del
nuovo testo Giovanni Bordoni, però, ammette: «Si ripristina
la libertà di autodeterminazione dei comuni, risolvendo anche
il problema normativo che era stato oggetto di un ricorso della Corte
Costituzionale». Mentre la presidente della commissione Ambiente,
l' azzurra Margherita Peroni aggiunge: «Anche nella nostra regione
sono presenti criticità che solo il rispetto delle leggi in vigore
e delle regole stabilite possono contribuire a superare». Di tutt'
altro avviso il centrosinistra che canta vittoria. A partire dal Pd.
«è stata una battaglia importante quella che abbiamo appena
vinto - sottolineano i consiglieri regionali Pippo Civati e Francesco
Prina - è stata una vittoria della politica, in difesa e non
contro l' efficienza del settore idrico». Dello stesso avviso
Marco Cipriano di Sinistra democratica: «L' aspetto essenziale
è che è stato riaffermato il principio secondo cui le
reti e gli impianti devono rimanere di proprietà interamente
pubblica». Proprio ieri i sindaci che avevano promosso il referendum
avevano manifestato sotto il Pirellone. «Grazie alla loro mobilitazione
e alla mobilitazione dell' opposizione - spiega il verde Carlo Monguzzi
- è stata modificata una legge che di fatto affidava l' erogazione
dell' acqua ai privati e impediva l' efficiente funzionamento degli
ambiti territoriali ottimali. Ora non ci siano più ambiguità
nella gestione dell' acqua».
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Pubblicato
il: 30 Gennaio 2009 - Ore 12:19
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