Salvare la sorgente Favarulo a Bonifati
Autore: Movimento Ambientalista del Tirreno

Cresce sempre di più la preoccupazione da parte dei cittadini di Bonifati per la sorgente d'acqua “Favarulo” ubicata nelle vicinanze della contrada San Candido di Bonifati. La causa sembra l'uso indiscriminato di concimi da parte di qualche proprietario di terreni ubicati a monte, di detta sorgente. L'acqua che sgorga dalla sorgente presenta una composizione chimica, biologica e temperatura ottimali dal punto di vista della potabilità. Infatti oltre ai residenti della località San Candido, altri abitanti del comune, e molti cittadini dei comuni limitrofi si servono dell'acqua della sorgente “Favarulo”. E, non è per caso che, nella stessa Calabria ricchissima d'acqua, le norme nazionali e regionali in materia di valorizzazione e razionale utilizzazione delle risorse idriche e di tutela delle acque dall'inquinamento restano ampiamente non applicate.

La sorgente “Favarulo”, una delle fonti dalla quale sgorga acqua fresca ed abbondante, con caratteristiche oligominerali ritenute da molti anche terapeutiche,può inoltre costituire per il paese una caratteristica ambientale e turistica. Si tratta di un patrimonio che l'Amministrazione comunale di Bonifati deve tutelare e valorizzare. Nel comune di Bonifati vi sono varie sorgenti d'acqua e pertanto si rende necessario localizzarle e conoscere la circolazione idrica sotterranea che le alimenta per poter proteggere le zone ad esse connesse ed evitare cosi' danni irreparabili. Infatti, quanto piu' piccole sono le sorgenti, tanto piu' il loro equilibrio biologico ed ecologico e' vulnerabile e puo' essere compromesso.Si comincia a porre il problema di come preservare questa inestimabile ricchezza naturale. E' opinione comune che sia fondamentale non intaccare l'ambiente con interventi ed opere che potrebbero comprometterne l'equilibrio. Inoltre, e' sempre piu' avvertita la necessita' di sorvegliare la sorgente per scongiurare eventuali possibile inquinamento accidentale dell'acqua che avrebbe gravi conseguenze per la popolazione. Infatti la normativa prescrive che l'area di salvaguardia sia suddivisa in zona di tutela assoluta e zona di rispetto. La zona di tutela assoluta: è costituita dall'area immediatamente circostante le captazioni deve essere adeguatamente protetta e adibita esclusivamente ad opere di captazione o presa e ad infrastrutture di servizio, mentre la zona di rispetto: è costituita dalla porzione di territorio circostante la zona di tutela assoluta da sottoporre a vincoli e destinazioni d'uso tali da tutelare qualitativamente e quantitativamente la risorsa idrica captata.

La zona di rispetto è costituita da un'area circostante la zona di tutela assoluta che si sviluppa a monte dell'opera di presa interessante il corso d'acqua e le relative sponde. L'estensione longitudinale, ove possibile non inferiore a 200 m, mentre l'ampiezza laterale dell'area, rispetto all'asta del corso d'acqua,dovrà essere valutata in relazione alle condizioni di pericolo di inquinamento. L'inquinamento puo' essere causato inoltre anche da attivita' apparentemente compatibili, come la pastorizia. Chiediamo un immediato intervento da parte del Sindaco che è massima autorità sanitaria del paese perché ogni inconveniente venga immediatamente risolto, sperando che non subentrino questioni di natura politica nel difendere qualche proprietario terriero, come al solito, amico degli amici degli amici.

Pubblicato il: 03 Maggio 2006 - Ore 11:27