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Il
Porto degli Argonauti non sa da fare!
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Autore:
Lipu Basilicata|Associazioni per la Difesa della Costa jonica
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Sono trascorsi quasi due anni da quando una buona parte del cantiere, nei pressi della foce del fiume Basento, è ancora sotto sequestro giudiziario (sequestro del giorno 1 ottobre 2004) e il Porto degli Argonauti, di fatto, è bloccato per gravi reati evidenziati dall'autorità giudiziaria. Il sequestro giudiziario è un dato di fatto. Il Porto degli
Argonauti non sa da fare! Dopo il rigetto della istanza di dissequestro
da parte dal Tribunale del riesame i costruttori hanno sventolato,
in timidi comunicati stampa, che il porto si farà a tutti
i costi. Ancora in questo periodo balneare abbiamo letto frequentemente,
a piena pagina sulla Gazzetta del Mezzogiorno, una pubblicità
del villaggio degli Argonauti e del relativo porto che non c'è.
Vendere per un dato di fatto un porto inesistente o è una
iniziativa dettata da oscure verità che noi comuni mortali
non conosciamo oppure è ostentare una sicurezza per darsi
coraggio in una situazione davvero drammatica. Non vi è il
porto degli Argonauti, perché evidentemente non poteva bastare
la variante al Piano Paesistico d'Area Vasta del metapontino realizzata
in un battibaleno dalla precedente Giunta Regionale. Una Giunta
Regionale che aveva completamente fallito la programmazione turistica
relativa alla costa jonica, favorendo insediamenti e strutture di
cui oggi leggiamo -con evidenza- i limiti strutturali e i deficit
tecnici: da CIT Holding agli Argonauti (temi rispetto ai quali la
LIPU e il Comitato di associazioni per la difesa della costa jonica
si sono battuti anche nelle aule giudiziarie), passando per altre
strutture non idonee e insostenibili per questo territorio. Ad aprile
del 2005 il Sole 24 ore pubblicava la notizia che a fine del medesimo
anno solare ci sarebbero stati, sulla costa jonica lucana, oltre
700 posti barca, peccato che dimenticavano di dire "salvo problemi
di irrealizzabilità delle opere", ad oggi, ormai nel
vivo della stagione balneare 2006, di posti barca non vi è
neanche l'ombra. Ma l'attuale Giunta Regionale deve porsi il problema
di fare quello che non ha fatto, o di fare meglio di ciò
che aveva provato a fare la precedente Giunta. Non può essere
demandato alla iniziativa privata, e solamente a quella, la possibilità
di intrapresa per lo sviluppo turistico del territorio, specie quando
questo si presenta vorace e incapace di essere equo nei confronti
di quei lavoratori (e per esempio a Scanzano, per il caso CIT) cui
aveva pensato di trovare per qualche mese una soluzione a tanti
problemi del non-lavoro, grazie ad accordi di programma ampi dal
punto di vista economico, ma asfittici sotto il profilo delle garanzie
per il territorio e per la qualità stessa del lavoro di coloro
(pochi) che vengono introiettati in un meccanismo quanto meno bizzarro,
nel quale i soldi finiscono prima che le maestranze possano essere
pagate, con buona pace di quei sindacati che prima avevano chiuso
un occhio di fronte alla mancata programmazione e poi hanno giustamente
(ma ormai poco utilmente) alzato la voce per difendere dei lavoratori
non pagati. |
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Pubblicato
il: 03 Maggio 2006 - Ore 11:29
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