Home » Osservatorio Politico, Rifiuti Connection - 19 aprile 2011

Inceneritore EDF-Fenice: continua il tutt’apposto dell’Arpab?

Interrogazione dei consiglieri del Pdl per conoscere le informazioni dettagliate relative all’esito dei controlli in merito alla salubrità ambientale nell’area dell’inceneritore Fenice. I consiglieri regionali del Pdl, Gianni Rosa e Nicola Pagliuca, hanno presentato un’interrogazione riguardante l’inceneritore Fenice, ubicato nell’area industriale di San Nicola di Melfi, da sempre oggetto di discussioni e querelle attorno agli effetti su uomo ed ambiente a causa della sua attività. “I lucani – affermano i due consiglieri – hanno il diritto di conoscere la verità rispetto a quanto accaduto in questi anni. Lo spunto – continuano – ci viene fornito dalle informazioni contenute nella relazione progettuale allegata alla delibera della Giunta regionale n. 2263 del 29 dicembre 2010 che approva il finanziamento di 360.000 euro in favore dell’Arpab sullo studio e la valutazione delle emissioni e dei livelli di ricaduta dell’impianto Fenice. Tra le altre cose – riferiscono i consiglieri – la relazione evidenzia che ‘per quanto riguarda le risorse idriche l’Arpab in questi anni ha provveduto a controllare, così come previsto dal già citato piano di monitoraggio regionale, il fiume Ofanto e i pozzi spia siti all’interno dell’impianto Fenice. Nell’ambito di questa attività, i controlli hanno evidenziato dei superamenti della concentrazione soglia previsti dalla Tabella 2, Allegato 5. Parte IV del decreto legislativo 152/2006 relativamente ai seguenti parametri: nichel, mercurio, fluoruri, nitriti, tricolorometano’, e ancora ‘a seguito di questi superamenti l’Arpab ha proceduto all’attivazione delle procedure di cui all’art. 244 comma 1 del decreto legislativo’.

Poiché – spiegano Rosa e Pagliuca – l’art. 244 comma 1 del decreto legislativo 152/2006 prevede che ‘le pubbliche amministrazioni che nell’esercizio delle proprie funzioni individuano siti nei quali accertino che i livelli di contaminazione sono superiori ai valori di concentrazione soglia di contaminazione, ne danno comunicazione alla Regione, alla Provincia e al Comune competenti’ e nella relazione citata non sono chiarite le date in cui sono state riscontrate le anomalie evidenziate, i provvedimenti adottati a seguito dell’attivazione della procedura di cui all’art. 244 del decreto legislativo 152/2006 e l’attuale situazione ambientale delle risorse idriche anche rispetto all’eventuale uso in agricoltura, con l’interrogazione sono state chieste alla Giunta regionale proprio tutte queste informazioni mancanti”.

“Visti gli anni di ‘informazioni sigillate’ e dei ‘monitoraggi mancati’ della vecchia gestione Arpab – sostengono gli esponenti del Pdl – è auspicabile che il nuovo corso dia una vita diversa all’Ente. L’importante impegno finanziario che la Giunta regionale ha assunto nel confronti dell’Arpab in questi mesi, si traduca – affermano Rosa e Pagliuca – in azioni efficaci nell’esclusivo rispetto della mission attribuita all’ente, per giungere anche a quella trasparenza e quell’attenzione per le procedure che troppo spesso in passato sono mancate proprio in un settore così delicato e importante. Un ennesimo banco di prova – concludono – per poter verificare se qualcosa sta cambiando in Basilicata e poter constatare, così come ben evidenziato nel suo programma dal presidente De Filippo, l’ambiente è davvero un ‘risorsa del territorio’ e non solo il solito slogan da programma elettorale”.

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