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Spunti
di riflessione sulle antenne Umts
Dire di
avere certezze oggi è una delle imprese più difficili.
Soprattutto quando si vorrebbe sapere di più sui rischi
che possono comportare sulla salute umana, oggetti (tv, radio,
telefonini, elettrodomestici a microonde, e altri ancora) che
sul mercato mondiale determinano i profitti e gli incassi di
grandi colossi economici. Infatti, i magnate si premuniscono
di finanziare, e di istruire come devono, ricercatori e scienziati,
al fine di ottenere da questi le più spregiudicate falsificazioni
di dati che garantiscono lignoranza popolare e larricchimento
privato, anche se ciò potrebbe provocare la morte di
centinaia di migliaia di uomini e donne, perché esposte
a campi elettromagnetici in grado di provocare mutazioni genetiche,
neuroma acustico, tumori, insomma, di uccidere profondamente
e lentamente.
Sono stati casi eclatanti come quello di Radio Vaticana, in
Italia, a incoraggiare gli scienziati più sensibili alla
ricerca della verità, a rendere pubblici gli effetti
dellelettrosmog. In realtà, non si può parlare
di effetti, ma di rischi, poiché la sperimentazione è
in corso, oltre che in laboratori di ricerca, anche nella società.
Anziché dei topolini, siamo noi stessi ad essere sottoposti,
per le generazioni future, a test sulle nostre capacità
di adattamento. Un articolo, pubblicato di recente
sul web dallUnione Sarda, avverte che i ricercatori dellUniversità
di Lundt, guidati dal professor Salford, che si occupa da 25
anni del problema, hanno scoperto che irradiando gruppi di topi
di età compresa tra le 12 e le 26 settimane per due ore
consecutive a valori bassissimi, di 1,2 v/m, la barriera emato-encefalica
si altera e lascia passare nel cervello sostanze nocive quali
la sieroalbumina. E siccome letà di quei ratti
corrisponde a quella degli adolescenti di 12-14 anni, estrapolando
il risultato dal ratto alluomo, Salford ha messo in guardia
sul fatto che stiamo allevando una generazione di giovani che
andrà incontro a fenomeni di senescenza cerebrale estremamente
anticipata. Lallarme lanciato dai primi studi indipendenti,
in merito ai principali tipi di effetti possibili come quello
termico, cioè il riscaldamento del corpo umano oggetto
di radiazioni, ha fatto sì che le Istituzioni italiane
e le Autorità europee ed internazionali stabilissero
dei limiti di applicazione. In Italia il Decreto Ministeriale
381 del 1998 definisce 6 volt/metro come limite da non superare
mai e impone la minimizzazione dei valori di esposizione. Fissati
limiti condivisi da istituti di ricerca pubblici, Aziende multinazionali
di telefonia e Autorità, la questione, comunque, è
tuttaltro che chiusa, poiché mentre la ricerca
continua il proprio lavoro, la tecnologia sinnova.
LUMTS, "Universal mobile telephone system",
è la terza generazione di servizi telefonici mobili.
La prima era la rete analogica, la seconda quella Gsm, che ha
invaso l'Italia con 56,7 milioni di utenti nel 2003. Con l'Umts
(500.000 abbonati in Italia nel 2003), che usa potenze più
basse, ma frequenze più alte, intorno ai 2250 MegaHerz,
alla telefonia mobile si aggiungono Internet, e-mail, fax, banche
dati da scaricare o trasmettere. Se per le prime tecniche di
radiotrasmissione cerano dei rischi elevati, logica vorrebbe
che per le seconde e le terze, innovazione significhi
riduzione dei danni scientificamente rilevabili. Purtroppo la
logica di chi scrive, che metterebbe al primo posto la salute
pubblica, non è la stessa dei grandi padroni della produzione
e del commercio. La logica del profitto, oggi dominante, spinge
per linstallazione su tutto il pianeta, a partire dai
paesi più industrializzati, di Antenne sempre nuove,
senza che ci siano risultati certi sulla loro innocuità.
Al contrario, cè uno studio del 1997, del dottor
Henry Lai, statunitense, che ha dimostrato come queste particolari
frequenze (Umts) siano in grado di rompere i filamenti del Dna.
Lo Stato, in questo contesto, avrebbe un ruolo importante. Se
in Paesi come Svezia, Danimarca ed Olanda, i cittadini congiuntamente
ai governi, decidono di non permettere linstallazione
sulle abitazioni; nel nostro Paese il governo di centrodestra,
ha promulgato una legge, il decreto 198/2002 Gasparri (Alleanza
Nazionale), che liberalizza il mercato, cosicché con
unofferta di svariate migliaia di euro, le multinazionali
della telefonia (Tim, Vodafone, ecc.) possono comprare da privati
cittadini il loro tetto per installare antenne UMTS, le quali
hanno bisogno di un campo dazione di massimo 500 metri
tra Stazione Radio Base e telefono cellulare per funzionare
correttamente. Perciò, potremmo ritrovarci a vivere in
un permanente campo elettromagnetico: perché la videochiamata
funzioni cè bisogno di campo, quindi, in teoria,
di unantenna ogni 500 metri. Sarebbe proprio così,
se non fosse per la legge regionale 30/2000 che, ad esempio,
in Basilicata prevede che ogni Comune abbia un proprio Piano
controllato di Localizzazione di Antenne, in modo da ridurre
il danno di una proliferazione selvaggia.
A Lauria il Consiglio Comunale dell11 Agosto 2006, ha
riaperto la questione (dopo la vicenda Siemens che coinvolse,
più di tutti, la contrada Seta) e sembra che le forze
politiche vogliano risparmiarci una mobilitazione per evitare
che il nostro Comune, come purtroppo tanti altri, si trasformi
in una specie di comunità con gli uomini appendici delle
antenne.
Nonostante questi primi passi che sembrano muoversi in difesa
di un principio elementare come quello di precauzione e di tutela,
noi, però, non ce la sentiamo di mantenere la calma.
Tuttaltro, vorremmo che ogni cittadino si informi senza
delegare. Ci aspettiamo che la scienza e le autorità
ci diano al più presto delle risposte, non dopo lennesima
epidemia di tumori, ma prima. Secondo noi, non è
in dubbio il valore del progredire tecnico che ci permetterebbe
di pensare una vita diversa, di accorciare le distanze tra paesi
e popolazioni lontane, di far circolare informazioni e beni
di grande importanza. Più precisamente ci chiediamo se
la scienza e le sue scoperte non possano essere finalizzate
alla difesa dei diritti umani, tra cui quelli allinformazione
ed alla salute, ed a liberare luomo attraverso la macchina,
piuttosto che renderlo sempre più suo schiavo. Come per
esempio potremmo cominciare a fare con le energie alternative
rispetto al petrolio e al nucleare, probabilmente, le stesse
utilità dellUmts potrebbero aversi attraverso altri
strumenti, magari più sicuri. Ora come ora, sappiamo
ciò che non vogliamo, e cioè diventare delle cavie
solo perché lha deciso laristocrazia che
governa il mondo. Non è una questione di morale salutista,
per cui la difesa di ciò che è sano viene prima
di tutto. Pensiamo che debba essere rispettato il diritto a
poter scegliere sulla propria vita, quindi anzitutto il diritto
alla conoscenza, senza il quale ogni libertà è
unillusione o una parola che significa il suo contrario.
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