|
La collocazione
delle stazioni radio per la telefonia cellulare UMTS è
sicuramente una materia poco pacifica. La mancanza di certezze
scientifiche sugli effetti prodotti da questo tipo di impianti
nel lungo periodo, unitamente al forte incremento delle installazioni,
suscita da qualche anno un diffuso allarme sociale a livello
internazionale. Non è un caso che molte città
del nord dellEuropa come Copenhagen hanno
deciso di bloccare linstallazione delle antenne sulle
proprietà pubbliche. Il Parlamento olandese è
stato il primo ad inviare un report alla Commissione Europea
su una ricerca condotta su persone esposte alle frequenze UMTS.
Da un po di tempo le società di assicurazione hanno
lasciato fuori del loro mercato le grandi aziende produttrici
dei cellulari, benché manchino sicure prove scientifiche
sulla pericolosità dei telefonini.
L'Unione europea recepisce nel Trattato istitutivo il Principio
di Precauzione, principio che si intende esteso anche
ambiti diversi dall'ambiente. Era del tutto ovvio che anche
a Lagonegro una vicenda come linstallazione di una stazione
UMTS sul Palazzo Municipale (che è pure sede della biblioteca
e della scuola primaria) suscitasse le più che giustificate
perplessità e reazioni allarmate. Sicuramente la legge
italiana, dovendo disciplinare dei temi molto sensibili
come la tutela della salute pubblica e dellambiente e
la garanzia di un servizio di pubblica utilità come la
telefonia mobile, non ha aiutato gli Enti locali nellindividuare
gli appositi spazi di intervento. A prova di tutto ciò
sono i sempre più numerosi contenziosi innanzi al giudice,
che hanno alimentato una giurisprudenza amministrativa che può
essere utile a capire come i Comuni possono esercitare un legittimo
intervento regolatore in questo campo. Innanzitutto gli Enti
locali non hanno competenza nellemanare norme di tipo
sanitario, in altre parole nel caso delle antenne spetta solo
allo Stato di fissare i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici.
Rientra invece tra le competenze del Comune quella di emanare
norme regolamentari con valenza urbanistico-edilizia, come per
esempio quelle disposizioni che indicano la localizzazione degli
impianti basate sul rispetto delle distanze dalle aree intensamente
frequentate. Infatti, la legge e la giurisprudenza amministrativa
riconoscono ai Comuni il potere di adottare dei regolamenti
urbanistici che assicurino linsediamento degli impianti
in modo tale da minimizzare lesposizione della popolazione
ai campi elettromagnetici, rispettare lassetto del territorio
e garantire comunque il servizio UMTS. Ad esempio, lARPA
dellEmilia Romagna suggerisce in un apposito studio di
collocare le stazioni per il servizio UMTS su pali di
illuminazione pubblica di rotatorie stradali o di campi da calcio
che offrono la possibilità di utilizzare strutture portanti
già esistenti e ad altezze rilevanti rispetto al suolo
piuttosto che orientare la scelta verso la collocazione su edifici
spesso a quote confrontabili con laltezza degli edifici
limitrofi.
La stessa giurisprudenza invita più volte, Comuni e gestori,
ad una pianificazione concertata in modo da evitare gli inevitabili
contenziosi. L'ANCI, l'Associazione nazionale dei Comuni, ha
siglato un protocollo dintesa con il Ministero delle Comunicazioni
che recepisce questa indicazione stabilendo il principio della
concertazione come norma, extra legem, che di fatto
dovrebbe far superare i molti punti di dissidio.
Nel caso specifico di Lagonegro, se lamministrazione Costanza
in fase di stesura di un regolamento di questo genere avrebbe
previsto - per esempio - la localizzazione delle antenne UMTS
sul monte Iatile, sarebbe stato compito del gestore di telefonia
quello di dimostrare la necessità di installare la stazione
radio proprio sul Palazzo municipale o in un altro sito. Purtroppo
negli atti con cui la Giunta municipale, da Giugno a Novembre
2005, ha espresso parere favorevole sulla realizzazione degli
impianti di telefonia cellulare, di questo piano di localizzazione
delle antenne non vi è traccia. Voci maliziose vogliono
che quella stessa amministrazione abbia pagato un tecnico per
redigerlo e al solito tenerlo nel cassetto o dimenticarsene
per scelleratezza. Quella stessa amministrazione unitamente
allopposizione silenziosa e distratta - sapeva bene che
la legge ha stabilito per le antenne UMTS una corsia preferenziale,
nel senso che se di potenza fino a 20 watt, per la società
telefonica basta una semplice "denuncia di inizio attività"
e lARPAB deve pronunciarsi sulla compatibilità
elettromagnetica (e le emissioni rientrano quasi sempre nella
norma). Scaduto il termine della denuncia di inizio attività
è veramente arduo sospende i lavori di realizzazione
di una stazione radio, anche se nel frattempo nelledificio
la stessa amministrazione ha deciso di trasferire la scuola
primaria. Basti citare il TAR di Catania che afferma lillegittimità
di unordinanza emanata sul presupposto di proteste e manifestazioni
di cittadini, che non sia preceduta da unistruttoria volta
a verificare se la presenza di più fonti di emissione
elettromagnetica rappresenti un concreto pericolo a causa del
cumulo di effetti dannosi..
A frittata fatta e vista la difficoltà nel far togliere
una stazione di telefonia installata, ci vorrebbe un grande
movimento di mobilitazione sociale che affermarmi il primato
della partecipazione pubblica e democratica a difesa dei nostri
diritti, in primis quello alla salute. Un movimento del genere
si è avuto a Scanzano Jonico e a Rapolla. A Lagonegro
un paese intero si mobilitò per la difesa dellospedale.
Nemmeno a farlo apposta cerano gli stessi amministratori,
incapaci ieri come oggi di prendere una posizione. Cari amministratori,
consapevoli dei passaggi burocratici che si sono consumati a
norma di legge ma con nessuna trasparenza e pubblicità
adeguata, siete o non siete daccordo con linstallazione
di una antenna UMTS in pieno centro abitato e su di una scuola?
|