Lagonegro, antenna Umts sul Comune: tutto così scontato?
Autore: Gianluca Rossi (Prc Lagonegro)

La collocazione delle stazioni radio per la telefonia cellulare UMTS è sicuramente una materia poco pacifica. La mancanza di certezze scientifiche sugli effetti prodotti da questo tipo di impianti nel lungo periodo, unitamente al forte incremento delle installazioni, suscita da qualche anno un diffuso allarme sociale a livello internazionale. Non è un caso che molte città del nord dell’Europa – come Copenhagen – hanno deciso di bloccare l’installazione delle antenne sulle proprietà pubbliche. Il Parlamento olandese è stato il primo ad inviare un report alla Commissione Europea su una ricerca condotta su persone esposte alle frequenze UMTS. Da un po’ di tempo le società di assicurazione hanno lasciato fuori del loro mercato le grandi aziende produttrici dei cellulari, benché manchino sicure prove scientifiche sulla pericolosità dei telefonini.

L'Unione europea recepisce nel Trattato istitutivo il ‘Principio di Precauzione’, principio che si intende esteso anche ambiti diversi dall'ambiente. Era del tutto ovvio che anche a Lagonegro una vicenda come l’installazione di una stazione UMTS sul Palazzo Municipale (che è pure sede della biblioteca e della scuola primaria) suscitasse le più che giustificate perplessità e reazioni allarmate. Sicuramente la legge italiana, dovendo disciplinare dei temi molto “sensibili” come la tutela della salute pubblica e dell’ambiente e la garanzia di un servizio di pubblica utilità come la telefonia mobile, non ha aiutato gli Enti locali nell’individuare gli appositi spazi di intervento. A prova di tutto ciò sono i sempre più numerosi contenziosi innanzi al giudice, che hanno alimentato una giurisprudenza amministrativa che può essere utile a capire come i Comuni possono esercitare un legittimo intervento regolatore in questo campo. Innanzitutto gli Enti locali non hanno competenza nell’emanare norme di tipo sanitario, in altre parole nel caso delle antenne spetta solo allo Stato di fissare i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici. Rientra invece tra le competenze del Comune quella di emanare norme regolamentari con valenza urbanistico-edilizia, come per esempio quelle disposizioni che indicano la localizzazione degli impianti basate sul rispetto delle distanze dalle aree intensamente frequentate. Infatti, la legge e la giurisprudenza amministrativa riconoscono ai Comuni il potere di adottare dei regolamenti urbanistici che assicurino l’insediamento degli impianti in modo tale da minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, rispettare l’assetto del territorio e garantire comunque il servizio UMTS. Ad esempio, l’ARPA dell’Emilia Romagna suggerisce in un apposito studio di collocare le stazioni per il servizio UMTS “su pali di illuminazione pubblica di rotatorie stradali o di campi da calcio che offrono la possibilità di utilizzare strutture portanti già esistenti e ad altezze rilevanti rispetto al suolo piuttosto che orientare la scelta verso la collocazione su edifici spesso a quote confrontabili con l’altezza degli edifici limitrofi”.

La stessa giurisprudenza invita più volte, Comuni e gestori, ad una pianificazione concertata in modo da evitare gli inevitabili contenziosi. L'ANCI, l'Associazione nazionale dei Comuni, ha siglato un protocollo d’intesa con il Ministero delle Comunicazioni che recepisce questa indicazione stabilendo il principio della concertazione come norma, ‘extra legem’, che di fatto dovrebbe far superare i molti punti di dissidio.

Nel caso specifico di Lagonegro, se l’amministrazione Costanza in fase di stesura di un regolamento di questo genere avrebbe previsto - per esempio - la localizzazione delle antenne UMTS sul monte Iatile, sarebbe stato compito del gestore di telefonia quello di dimostrare la necessità di installare la stazione radio proprio sul Palazzo municipale o in un altro sito. Purtroppo negli atti con cui la Giunta municipale, da Giugno a Novembre 2005, ha espresso parere favorevole sulla realizzazione degli impianti di telefonia cellulare, di questo piano di localizzazione delle antenne non vi è traccia. Voci maliziose vogliono che quella stessa amministrazione abbia pagato un tecnico per redigerlo e – al solito – tenerlo nel cassetto o dimenticarsene per scelleratezza. Quella stessa amministrazione – unitamente all’opposizione silenziosa e distratta - sapeva bene che la legge ha stabilito per le antenne UMTS una corsia preferenziale, nel senso che se di potenza fino a 20 watt, per la società telefonica basta una semplice "denuncia di inizio attività" e l’ARPAB deve pronunciarsi sulla compatibilità elettromagnetica (e le emissioni rientrano quasi sempre nella norma). Scaduto il termine della denuncia di inizio attività è veramente arduo sospende i lavori di realizzazione di una stazione radio, anche se nel frattempo nell’edificio la stessa amministrazione ha deciso di trasferire la scuola primaria. Basti citare il TAR di Catania che afferma “l’illegittimità di un’ordinanza emanata sul presupposto di proteste e manifestazioni di cittadini, che non sia preceduta da un’istruttoria volta a verificare se la presenza di più fonti di emissione elettromagnetica rappresenti un concreto pericolo a causa del cumulo di effetti dannosi.”.

A frittata fatta e vista la difficoltà nel far togliere una stazione di telefonia installata, ci vorrebbe un grande movimento di mobilitazione sociale che affermarmi il primato della partecipazione pubblica e democratica a difesa dei nostri diritti, in primis quello alla salute. Un movimento del genere si è avuto a Scanzano Jonico e a Rapolla. A Lagonegro un paese intero si mobilitò per la difesa dell’ospedale. Nemmeno a farlo apposta c’erano gli stessi amministratori, incapaci ieri come oggi di prendere una posizione. Cari amministratori, consapevoli dei passaggi burocratici che si sono consumati a norma di legge ma con nessuna trasparenza e pubblicità adeguata, siete o non siete d’accordo con l’installazione di una antenna UMTS in pieno centro abitato e su di una scuola?

Pubblicato il: 7 Settembre 2006 - Ore 11:18