Ora a Bucaletto spuntano le antenne
Autore: NIM | Nuova Identità Meridionale

Dopo il caso di Via Pesaro, di Via Ligure, di rione Cocuzzo, di Via Viviani, tanto per citare solo gli ultimi, il tentativo di posizionare una nuova antenna di telefonia mobile provoca la protesta della gente. Sono gli abitanti di Bucaletto a ribellarsi adesso. Le inevitabili polemiche questa volta investono direttamente gli amministratori con un palleggio di responsabilità.

Da tempo Nuova Identità Meridionale si batte per dare attuazione alla Legge Regionale n°30 del 2000, l’unico modo per regolamentare la materia adottando i Piani Comunali previsti dall’articolo 5, in considerazione che il Codice delle Telecomunicazioni (Dlgs 259/2003) stabilisce che le infrastrutture delle reti di comunicazione sono assimilate alle opere di urbanizzazione primaria (art.86, capo 3) e che tali opere sono definite dal DPR 6 giugno 2001 n.380 e debbono essere pianificate dal Comune anche nel rispetto di zonizzazioni previste dal PRG. In attesa dei piani, una localizzazione può essere negata proponendo un’alternativa. Altre soluzioni non c’è ne sono. O si percorre questa strada o i gestori possono operare come meglio credono. Apprendiamo che l’Assessore all’Ambiente del Comune di Potenza con un duro comunicato apparso ieri sul portale Basilicatanet addossa le responsabilità all’Ufficio Urbanistica del Comune di Potenza che ha rilasciato l’autorizzazione. Sul Quotidiano della Basilicata del 2 aprile 2006 c’è la replica del Sindaco che, in pratica, ribalta le accuse al “suo” Assessore all’Ambiente. Noi, come Associazione, concordiamo con il sindaco.

E’ bene fare chiarezza sull’intricata questione precisando che già dal 2004 il Sindaco ha pubblicamente dichiarato che entro la fine di quell’anno la città di Potenza si sarebbe dotata dell’importante strumento urbanistico. Fu chiaramente spiegato che la redazione del documento era affidata all’Assessorato all’Ambiente. Nel corso dei due anni trascorsi, senza che il Piano vedesse la luce, ci sono stati vari interventi in consiglio comunale tra cui le interrogazioni presentate da tre consiglieri comunali (Travaglini di PRC, Napoli di AN, Liccione della Margherita) tutti critici verso i ritardi con cui si procedeva. Verso la fine del 2005 veniva varato un “atto di indirizzo” inutile e dannoso per le casse comunali con cui si autorizzava l’Unità di Direzione Ambiente, Energia, Qualità Urbana ad individuare un “ soggetto professionale qualificato” per effettuare attività di rilievo e monitoraggio delle fonti elettromagnetiche in città e la successiva individuazione delle aree per ospitare le SRB. Per tale attività le casse comunali dovranno essere alleggerite di 50.000 euro.

Tale attività è assolutamente inutile per la redazione del Piano di Localizzazione, è priva di fondamento tecnico, scientifico e amministrativo; serve soltanto a ritardare il varo di uno strumento che deve essere esclusivamente di tipo tecnico e che riguarda il Piano regolatore ed il regolamento edilizio. Numerosi comuni italiani hanno già adottato i “piani di localizzazione”,ed hanno trovato, in accordo con le compagnie telefoniche, le soluzioni tecniche per non lasciare porzioni di territorio senza segnale. Non è necessario innalzare tralicci dappertutto, si può utilizzare tranquillamente la nuova tecnologia delle microcelle (GSM) e nanocelle (UMTS). Basta scrivere le regole per il loro utilizzo, cosa che il Comune di Potenza, non ha ancora fatto.

Alla luce delle dichiarazioni e delle inevitabili polemiche che seguiranno sarebbe opportuno accertare, una volta per tutte, le responsabilità di questo clamoroso ritardo nell’adozione del Piano di Localizzazione che tante sofferenze e preoccupazioni arreca a molti abitanti di Potenza.