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Abbiamo incontrato
il vice-presidente del Comitato "Diritto alla Salute" di Lavello
per parlare del tema ahinoi attuale della localizzazione dei ripetitori
di telefonia mobile. Abbiamo chiesto a Nicola Abbiuso innanzitutto di
fare il punto della situazione.
Il Comitato si è mosso per segnalare al Sindaco di Lavello e
allUfficio tecnico siti ubicati fuori del centro abitato per la
localizzazione delle antenne. Liniziativa si è rivelata
fruttuosa, poiché vi sono già circa 50 cittadini che hanno
proposto le loro proprietà per linstallazione dei ripetitori.
Il Comitato ha inoltre portato alla visione dellamministrazione
le visure catastali per localizzazioni non pericolose delle antenne.
I gestori avevano proposto tre siti per le antenne, tutti nel centro
abitato, e il Comitato si è opposto fermamente, reagendo a questa
proposta anche con una raccolta firme, con lo scopo di sensibilizzare
la popolazione ad un problema che dovrebbe starle a cuore: la sua salute.
Del resto, è da segnalare il fatto che il Comitato si muove a
360 gradi su tutti i fattori che minano la salute della comunità.
Vi sarà, sicuramente, lincontro dellUfficio tecnico
con un esperto, che dovrà segnalare due siti adeguati per installare
le antenne.
Il Comitato, dopo queste azioni, ha ottenuto, se non una garanzia dal
Sindaco, quanto meno la sua attenzione. La sua azione fa pressioni sullamministrazione,
come è giusto che sia, perché si riguardi il problema
da tutti i punti di vista, non solo da quello degli interessi delle
compagnie telefoniche. Il problema è scottante, poiché
gli impianti di telefonia mobile sono considerati impianti di prima
urbanizzazione, come le fogne, come gli impianti idrici, come decreta
la Legge Gasparri. Visti gli studi sui gravi problemi alla salute che
le antenne provocano, la questione diventa problematica, a dir poco.
" Non si vuole ricorrere al terrorismo", certo, sostiene Abbiuso,
ma far sentire la propria voce sì. La voce della salute pubblica,
far emergere quello che la gente non sa, informarla, e destarla dallignoranza,
intesa come mancanza di informazione. Certo, chiunque, finché
non viene toccato in prima persona, pensa a campare, bene e in maniera
autosufficiente. Per questo motivo, sostiene Abbiuso, occorre che la
gente sia sensibilizzata, e che ognuno faccia la sua parte.
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