in Italia
è un proliferare di mega impianti eolici ed a biomassa
industriali, con il conseguente e ripetuto ricorso da parte
delle lobby energetiche alluso del ricatto economico
ed al non rispetto delle leggi, al solo scopo di accaparramento
dei certificati verdi, ovvero gli incentivi che
lo Stato mette a disposizione;
in moltissimi
casi le società energetiche e gli enti titolari delle
autorizzazioni non prendono in considerazione la sostenibilità
territoriale e le norme di tutela dei territori ove tali
impianti industriali sorgono, unitamente alle garanzie di
trasparenza ed informazione ai cittadini;
le grandi
potenze dispiegate per leolico sui crinali montuosi
dellAppennino avvengono in assenza di linee guida
nazionali in materia che tengano conto dellallocazione
degli impianti e leffettiva convenienza dal punto
di vista della produttività energetica e spesso la
lobby del vento agisce come se fosse nel Far
West, al solo scopo di accaparrarsi i certificati verdi,
peraltro in presenza di una totale reticenza da parte dei
gestori degli impianti a fornire i dati sulleffettiva
produzione di elettricità che, oltre a non garantire
la trasparenza necessaria a queste attività industriali,
solleva forti dubbi anche sulla validità tecnica
di queste scelte;
le società
che realizzano grandi impianti a biomassa, con potenze mediamente
pari o superiori a 10 MW, talvolta di ben 35-40 MW (Mercure,Calabria,
Basilicata, Liguria, Sannio, etc) impongono una insostenibilità
rispetto al reperimento in loco della biomassa vegetale,
dal momento che per far funzionare una centrale da 30 MW
è necessario bruciare non meno di 400.000 tonnellate
di biomassa vegetale e che tale fatto innesca
un vero e proprio "disboscamento feroce", in molti
luoghi allinterno di aree protette con futuro degrado,
dissesti idrogeologico, ed effetti nefasti per le condizioni
microclimatiche locali, così come sta avvenendo in
silenzio sulla Sila e sul Pollino, dove nellarea dellOrsomarso
una società del nord si è dichiarata pronta
a prendere in gestione i boschi comunali in cambio di "un
piatto di lenticchie" per trasformali in biopellets
o cippato vergine.
A meno che
non si voglia importare legname dall'est o dall'Amazzonia
questo disegno perverso mira a riconvertire le biomasse
in impianti funzionanti a CDR (Combustibile Derivato da
Rifiuti) ovvero in veri e propri inceneritori di rifiuti
camuffati, così come purtroppo sta accadendo in molte
località italiane;
Le scriventi
associazioni, comitati e cittadini, nel denunciare torbidi
"affarismi avallati sia a destra sia a sinistra
con lo scopo di accaparrarsi i soldi dello Stato, con alcune
associazioni di ispirazione ambientalista a fare da sirene
contro i comitati di cittadini e associazioni schierate
a favore del rispetto della legalità e delle garanzie
per la salute dellambiente e dei cittadini che rischiano
di pagare con i propri soldi in molti casi vere e proprie
speculazioni ai danni dei contribuenti;
La OLA
(Organizzazione Lucana Ambientalista), Coordinamento territoriale
di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini - promotrice
dellappello - e le Associazioni firmatarie,