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APPELLO
TRISAIA DI ROTONDELLA
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Nucleare
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DOPO
3 ANNI DI GESTIONE SOGIN RESTANO I PERICOLI PER LE POPOLAZIONI A
CAUSA
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DELLA
MANCATA MESSA IN SICUREZZA E ATTIVITA' DI DECOMMISSIONING |
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Al
Presidente del Consiglio, Romano Prodi; al Ministro dello Sviluppo
Economico, Pier Luigi Bersani; Al Ministro dellAmbiente,
Tutela del Territorio e del Mare, Alfonso Pecoraro Scanio; al
Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo economico, Filippo
Bubbico; al Sottosegretario al Ministero delle Finanze, Mario
Lettieri; al Sottosegretario alle Riforme Istituzionali ed ai
Rapporti con il Parlamento, Gianpaolo DAndrea; a tutti
i Parlamentari lucani; al Prefetto di Matera, Francesca Adelaide
Garufi; Al Prefetto di Potenza, Luciano Mauriello; al Presidente
della Regione Basilicata, Vito De Filippo; allAssessore
allAmbiente della Regione Basilicata, Gianni Rondinone;
allAssessore alla Sanità della Regione Basilicata,
Rocco Colangelo; al Presidente del Consiglio Regionale della
Basilicata, Maria Antezza; A tutti i Consiglieri della Regione
Basilicata; al Sindaco del Comune di Rotondella, Vito Agresti;
a tutti i Sindaci della Basilicata; allAutorità
di Bacino, Potenza; allApat; al Presidente della Regione
Puglia, Nichi Vendola; al Presidente della Regione Calabria,
Agazio Loiero; Al Presidente della Regione Campania, Antonio
Bassolino; a tutte le Segreterie dei Partiti Politici; alle
Organizzazioni sindacali; A tutte le Associazioni Territoriali,
AllArpab...
La OLA
(Organizzazione Lucana Ambientalista) che si pone come
Coordinamento territoriale di Associazioni, Movimenti e Comitati
la
presenza sul territorio lucano del Centro Nucleare Enea/Sogin
della Trisaia di Rotondella. Esso è considerato il
secondo sito italiano per pericolosità dopo quello
di Saluggia: per i rifiuti nucleari di terza categoria ivi
contenuti (ossia quelli più pericolosi la cui radioattività
decade in migliaia di anni), per lo stato di conservazione
e per le modalità di gestione sino ad ora adottate;
la
mancata messa in sicurezza del materiale nucleare presente
nel Centro (che costituisce grave pericolo per le popolazioni)
da circa tre anni sotto la gestione della Sogin Spa;
la
presenza di materiale nucleare di proprietà americana:
64 barre di uranio/torio più altri prodotti ad alta
attività, residui del riprocessamento di altre barre
lavorate (rifiuti di terza categoria) di circa 3 metri cubi
di liquidi ad alta attività;
la
dichiarata pericolosità delle stesse barre di origine
militare che possono essere utilizzate per la fabbricazione
di armi nucleari;
la
presenza di un impianto di riprocessamento (Itrec) altamente
pericoloso per le popolazioni ed il territorio sia qualora
fosse rimesso in funzione, sia perché contaminato;
la
presenza di numerose fosse interrate (una definita fossa
irreversibile dalla stessa Sogin - Enea) dove, per alcune,
non è noto il contenuto radioattivo, mentre per altre
ne è nota lalta radioattività;
la
presenza di una condotta contaminata che dal Centro arriva
sulla spiaggia del litorale jonico;
la
presenza dellinvaso della Diga di Monte Cotugno (500
milioni di metri cubi dacqua) che si trova a monte del
centro nucleare. Per essa non sono stati effettuati studi
accurati per escludere danni alla struttura nucleare con devastanti
conseguenze per le popolazioni in caso di tracimazione o rottura.
i
notevoli ritardi nellattuazione del crono-programma
dei lavori presentato da Sogin alle autorità regionali
per la messa in sicurezza del sito della Trisaia;
il
fallimento del Tavolo della Trasparenza istituito dal Governo
ed espletato in Regione per garantire trasparenza sui lavori
di messa in sicurezza del centro nucleare. Si sono persi oltre
due anni senza assicurare sicurezza e tranquillità
alle popolazioni locali;
gli
incidenti nucleari denunciati (e non) che si sono verificati
nel territorio per la presenza del centro nucleare già
oggetto di inchieste giudiziarie da parte della Procura di
Matera e di Potenza.
le
altre inchieste giudiziarie che vedono coinvolta la Dirigenza
e il centro nucleare della Trisaia per traffico di rifiuti
radioattivi (vedi rifiuti tossici nei calanchi di Pisticci
e traffici con la Somalia);
l
assoluta mancanza di trasparenza sulle attività
condotte per oltre 40 anni del centro nucleare della Trisaia;
la
mancanza di condizioni di trasparenza sulle attuali attività
svolte presso il centro;
che
lo stesso centro potrebbe diventare deposito provvisorio-definitivo
per ospitare altri rifiuti radioattivi provenienti dallItalia
e dal riprocessamento del combustibile nucleare italiano inviato
in Francia ed in Inghilterra, cosi come prevede la Legge Marzano;
che
tutti gli impianti nucleari italiani saranno svuotati
del combustibile nucleare che sarà riprocessato allestero,
ad esclusione del Centro della Trisaia, che nel 2020 (data
del rientro dei residui del riprocessamento) rischia di ospitare
i rifiuti nucleari divenendo di fatto sito definitivo;
la
mancanza di un operativo piano di emergenza esterna al Centro
che tuteli le popolazioni in caso di incidente nucleare (piano
di evacuazione ed interventi sanitari immediati);
la
mancanza nel piano di emergenza dighe delleventualità
di evacuazione della popolazione che interessi larea
in cui è ubicato il centro nucleare. Le conseguenze
potrebbero essere catastrofiche (Il Centro non è stato
progettato per resistere a tale eventualità);
la
mancanza di un monitoraggio completo dei parametri ambientali
(aria, acqua, suolo) e sulle matrici alimentari (carne, uova,
pesce, flora, frutta, latte, etc) per la tutela delle popolazione
dal rischio contaminazione radioattiva;
la
mancanza di una indagine epidemiologica sulla popolazione,
trasparente anchessa nella impostazione e gestione delle
rilevazioni e magari realizzata con il coinvolgimento attivo
dei cittadini;
la
mancanza di tutti gli strumenti sanitari pronti a fronteggiare
una eventuale emergenza radioattiva;
la
militarizzazione del Sud ed in particolare la neonata base
Nato di Taranto che rischia di ospitare i sommergibili nucleari
della VI Flotta Americana in procinto di lasciare la Maddalena
in Sardegna, con conseguente nuclearizzazione del Mar Jonio.
Ciò creerebbe ulteriori e drammatici risvolti sul pericolo
nucleare nel nostro mare ed evocherebbe il pericolo di nuovi
depositi nucleari a scopo militare.
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CHIEDE
AGLI ENTI PREPOSTI E AI RISPETTIVI RESPONSABILI:
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La
messa in sicurezza delle scorie italiane nei siti ove attualmente
sono ubicate;
La
restituzione di tutto il materiale nucleare non italiano
ai legittimi proprietari; in particolare la restituzione delle
barre di combustibile nucleare di Elk River e di tutto il
combustibile riprocessato: 64 Barre di Uranio/Torio e i rifiuti
delle lavorazioni (liquidi ad alta attività) dopo la
sistemazione in sicurezza e, garantita linutilizzabilità
futura per fini militari, agli Stati Uniti dAmerica.
La risoluzione della controversia in merito alle barre di
Elk River non è di natura giuridica, ma di natura politica.
Come Coordinamento di associazioni lucane riteniamo responsabili
della materia i rappresentanti lucani nel Governo Nazionale
ed in particolare i sottosegretari lucani Bubbico, Lettieri
e DAndrea; gli altri parlamentari lucani dovrebbero
esercitare potere di controllo e pressioni, informando
e coinvolgendo i cittadini, pretendendo risposte alle interrogazioni
effettuate;
la
creazione di un Ente pubblico, quindi controllabile, che dia
garanzie di trasparenza e garantisca tutte le operazioni di
sistemazione in sicurezza di tutto il materiale radioattivo
presente nel centro nucleare della Trisaia, considerata linaffidabilità
attualmente espressa dalla Sogin Spa;
che
si faccia luce su tutte le vicende legate alle inchieste giudiziarie
che vedono coinvolto il centro nucleare della Trisaia e che
vengano perseguite eventuali responsabilità per la
gestione dellEnea e della Sogin;
il
risarcimento economico da destinare ad iniziative di sviluppo
economico e sociale del Metapontino per i danni indotti per
la presenza del centro nucleare;
uno
studio sulle possibili conseguenze correlate ad una tracimazione
dellinvaso di Monte Cotugno e il suo impatto sul centro
nucleare posto a valle;
che
tutte le attività inerenti la conoscenza, la verifica
e il controllo della sistemazione in sicurezza del materiale
nucleare presente presso la Trisaia di Rotondella venga fatto
coinvolgendo sopratutto le popolazioni locali;.
La
convocazione delle sedute del Tavolo della Trasparenza, a
rotazione, presso lo stesso centro nucleare, presso il comune
di Rotondella e presso tutti gli altri Comuni satelliti;
che
i sindaci del Metapontino, i loro tecnici di fiducia e le
associazioni interessate siano parte integrante del Tavolo
della Trasparenza (per cui si rende necessario ladozione
di un nuovo regolamento di gestione); tutti i cittadini interessati
devono poter avere conoscenza di quando si realizza al Tavolo
della Trasparenza ed accesso alla documentazione;
di
assicurare al più presto un monitoraggio ambientale
per tutelare la salute di flora, fauna, cose e persone effettuati
anche con metodi innovativi, quali il biomonitoraggio con
insetti e/o piante in grado di rilevare con estrema attendibilità
e semplicità levolversi dei parametri ambientali.
Le sole centraline sullaria montate dallArpab
non bastano, i valori delle analisi devono essere accessibili
a tutti per questioni di trasparenza e sicurezza sociale.
Questo tipo di monitoraggio dovrebbe essere avviato prima
delle attività di decommissioning e messa in sicurezza,
operazioni estremamente pericolose sia per i lavoratori che
per le popolazioni circostanti;
di
non cedere alla logica delle compensazioni (già
aborrite nel dopo Scanzano), così come stanno riproponendo
i sindaci auto-convocati (ed in questo ci chiediamo dove sia
il Governo);
di
realizzare tramite le strutture sanitarie unindagine
epidemiologica utile per la programmazione delle attività
di prevenzione sul territorio, non solo inerente il rischio
radiologico;
di
attrezzare le strutture sanitarie presenti sul territorio
per gestire una eventuale emergenza di contaminazione radioattiva;
di
attivare con risorse ordinarie disponibili una riconversione
totale del centro nucleare dopo il decommissioning e la denuclearizzazione
del sito per listituzione di facoltà universitarie
al servizio del territorio (nelle specialità consone
ad uno sviluppo sostenibile del Metapontino quali Agricoltura,
Energie Rinnovabili e Turismo). In questo modo si darebbe
un nuovo impulso al territorio con il mantenimento degli attuali
livelli occupazionali; il centro può essere riconvertito,
inoltre, in un incubatore tecnologico per lo sviluppo delle
imprese così come avviene con altri centri Enea ; le
aree denuclearizzate possono essere riconvertite in aree di
sviluppo commerciale industriale, per la presenza delle principali
arterie di comunicazione (ferrovia, strada statale, porto
di Taranto);
di
tutelare il nostro ecosistema e di istituire al più
presto il Parco della Magna Grecia e il Parco dei Calanchi,
listituzione dei parchi in oggetto oltre a tutelare
lecosistema è occasione di sviluppo per i territori
coinvolti oggi purtroppo interessati da fenomeni di forte
inquinamento e da inchieste giudiziarie collegate alle ecomafie.
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ALLA
PREFETTURA DI MATERA E DI POTENZA CHIEDIAMO
|
di
attuare al più presto il Piano di Emergenza nucleare
per la tutela delle popolazioni ai sensi del Decreto legge
320/95;
di
redigere ed attuare un Piano di Emergenza dighe per tutelare
le popolazioni a valle degli invasi, in particolare per la
diga di Senise, del Pertusillo e di tutte le altre dighe ed
invasi minori.
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AI
SINDACI DI ROTONDELLA, DEL METAPONTINO E DELLA BASILICATA
CHIEDIAMO:
|
in
qualità di responsabili della salute pubblica, di attuare
concretamente il rispetto e lapplicazione delle leggi in
materia di tutela della salute delle popolazioni, avviando, in
primo luogo campagne di messa in sicurezza e bonifica delle innumerevoli
micro e mega discariche, anche di rifiuti pericolosi, spesso oggetto
di indagini della Magistratura;
di
costituirsi in un coordinamento permanete per la denuclearizzazione
del metapontino, formalizzando la richiesta di un nuovo regolamento
del Tavolo della Trasparenza che contemperi una più ampia
partecipazione e con sedute a rotazione, come prima
esemplificato;
di
ribadire che lo sviluppo economico passa attraverso la tutela
del territorio e che nessuna compensazione ambientale potrà
mai salvaguardare.
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ALLE
ASSOCIAZIONI, AI MOVIMENTI E AI PARTITI POLITICI CHIEDIAMO:
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di
far propria la volontà dei lucani e del popolo del Sud
per una denuclearizzazione del territorio manifestata nel 2003
affinchè il centro della Trisaia divenga sede di facoltà
universitarie per la ricerca in Agricoltura, Turismo, per lapplicazione
le Energie Rinnovabili.
LETTO E SOTTOSCRITTO
- per conto della OLA [Organizzazione Lucana Ambientalista],
che se ne fa portavoce, coordinatrice e promotrice - da:
M.A.P.
N.S.T. Movimento Antinucleare Pacifista NoScorie Trisaia
Comitato
Lucano per il Controllo delle Scelte Energetiche
Comitato
per la Difesa di Bosco Mangarrone di Rivello
Comitato
per il No alle Antenne Selvagge nel Lagonegrese
Lipu
Nazionale
Lipu
Basilicata
Forum
Ambientalista Nazionale
Osservatorio
Nazionale Biodiversità della Lipu
Italia
Nostra Calabria
Associazione
Verdi per la Pace, Policoro
Osservatorio
Internazionale per la Tutela dei Diritti dei Lucani nel Mondo,
Zurigo
Associazione
Culturale Allelammie
Rete
Jonica per l'Ambiente
PeaceLink,
Taranto
Arci,
sezione di Pomarico (Matera)
Accademia
Kronos Basilicata
Associazione
Lucana Internazionale, Zurigo
Il
Brigante Lucano
CE.ST.RI.M. Centro Studi e Ricerche sulle Realtà Meridionali
Presidio
Antinucleare di Metaponto
Co.S.A. Comitato Salute Ambiente Pollino
Archeoart,
Policoro
Fare Verde Calabria
Archivio
Lucano delle Voci
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