Caro Rutelli,
approfittiamo delle tua visita in Lucania per farti conoscere di questa regione alcuni aspetti che, per pudore o vergogna, nelle grandi occasioni vengono nascosti sotto il tappeto dellipocrisia.La Lucania (a noi piace questo nome) sta subendo una grave aggressione che fa seriamente temere per la sua stessa sopravvivenza come regione e come identità di un popolo.
Le estrazioni petrolifere nella Val dAgri Val Camastra, limpianto della Fenice nel Melfese, il caso della Trisaia di Rotondella, rappresentano emblematicamente i tre lati di un triangolo maledetto dentro il quale si consumano irreparabili violenze ed offese al territorio, allambiente ed alla legalità, in nome del profitto e del capitale. Il progresso è unaltra cosa.
In questa regione si sono consentite e si consentono attività assolutamente incompatibili con la sua grande valenza ambientale e naturalistica, pregiudicando irreversibilmente le grandi potenzialità di sviluppo legato alla rispettosa utilizzazione del territorio.
In questa regione, attraverso la sistematica violazione della legge, per una fonte di energia ormai da tutti ritenuta dannosa e non conveniente, si mette a repentaglio la salute dei cittadini ed il bene più prezioso della Lucania: lacqua. Si consente che lavidità delle multinazionali del petrolio trivellino ed avvelenino le ricche e preziose sorgenti acquifere delle nostre montagne, senza il minimo controllo sugli effetti nellambiente di tali attività ed in barba a tutti gli accordi-farsa tra governo, regione ed ENI. Ai cittadini di Potenza non viene detto che il greggio fuoriuscito delle autocisterne per i diversi incidenti verificatisi è andato a finire in fiumi che sono tutti affluenti della Camastra, la diga che fornisce loro lacqua per uso alimentare.
Ma la lobby petrolifera, con a capo lex ente di stato, riesce addirittura a bloccare la perimetrazione del parco nazionale della Val dAgri e del Lagonegrese, a ritardare il decreto definitivo, anche quando, paradossalmente, a capo del ministero per lambiente ci sono ambientalisti.
Sono solo alcuni spunti di riflessione che vorremmo che portassi con te e che approfondissi.
Non dimenticare, come altri hanno fatto, questa terra nonostante tutto ricca e generosa.
S.O.S. LUCANIA
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Articolo
tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno
lunedì 19 febbraio 2001
Dice la
Comunità montana
Sviluppo in Val
d’Agri “Meno petrolio: sono ambiente e Parco la nostra vera forza”
POTENZA – Gli unici cartelloni
notevolmente visibili all’arrivo del candidato premier del centrosinistra,
Rutelli, alla stazione di Potenza sono stati quelli della Val d’Agri. Gialli,
con il cane a sei zampe, condannavano l’attuale politica del petrolio e
chiedevano l’istituzione del Parco. Meno inquinamento, più ambiente. Meno
sfruttamento più opportunità di sviluppo. E’ la filosofia della nuova Giunta
della Comunità Montana «Alto Agri», formata dal presidente Rino Ponzio (Ppi),
dal vicepresidente Antonio Imperatrice (Ds) e dagli assessori Nino Venece (Ppi),
Antonio Carile (Ri) e Giovanni Prestera (Ds). Dopo un anno, succede al «Governo
istituzionale» retto de Pasquale Robortella e dagli assessori-sindaci e segna
“il risveglio di una proficua concertazione tra le componenti politiche
dell’intero Centrosinistra”.
La Val d’Agri, da una
posizione di attesa, spesso diventata emarginazione, vuole diventare cuore dello
sviluppo, guidando e non subendo “l’effetto petrolio” che tanti vantaggi
potrebbe portare anche a popolazioni che non subiscono direttamente i disagi
dello sfruttamento della risorsa energetica. Non è un caso che il nuovo governo
del maggiore ente territoriale della Valle, uscito fuori dalla rinnovata intesa
tra la Margherita e la sinistra, veda proprio «nel prossimo quadriennio il
periodo di straordinaria importanza per il futuro» della zona, con la necessità,
avverte il presidente Ponzio, di «considerare le royalty risorse aggiuntive al
territorio e non sostitutive».
Una battaglia che potrà essere vinta solo «con una
forte azione di coinvolgimento di tutte le componenti politiche e di tutti gli
amministratori», anche in vista dell’istituzione del Parco.
Insomma, una Comunità Montana
che non vuole accettare supinamente “le scelte operate altrove”, che non
vuole rassegnarsi “ad una sopravvivenza nella marginalità” ma che intende
reagire e riappropriarsi del ruolo che le compete nel contesto della realtà
regionale.
Da qui, il programma del governo
comunitario fondato sulla riorganizzazione interna dell’ente; proiettato verso
il protagonismo del Leader Plus; basato sul rilancio delle attività produttive
e commerciali; imperniato su interventi infrastrutturali e sociali: decollo
dell’aviosuperficie di Grumento, gestione del vivaio Bosco Galdo, diffusione
della rete del sistema informatico della montagna, nuove forme di gestione della
discarica comprensoriale, interventi nelle campagne, uso delle risorse giacenti
per i prodotti tipici e tanto altro ancora.
Ma la novità introdotta dalla
nuova Giunta, al di là della collaborazione con i Comuni del comprensorio, con
l’associazionismo e il mondo culturale, è l’ingresso del privato nella
politica dello sviluppo comunitario: una sfida per “fare della Comunità
Montana Alto Agri un ente in linea con gli standard europei per incisività,
efficienza, capacità di programmazione”.