Articolo tratto da “Menabò”
I giacimenti di petrolio che si
vanno scoprendo in Basilicata sono promettenti e di ottima qualità. Questa è
la notizia che è stata data dalla stampa nazionale e regionale. L’ultimo
ritrovamento, quello di Calvello, è stato annunciato in dicembre dall’Agip
(gruppo Eni). Si tratta del pozzo «Cerro Falcone», ubicato nei pressi
dell’acqua sulfurea. Il pozzo, ritenuto di «notevole interesse», nelle fasi
di prova ha erogato circa 600 barili al giorno, pari a 100 mila litri.
E’ dal 1987 che l’Agip
esplora il triangolo Viggiano - Calvello -Grumento Nova. La «Fina italiana»,
società controllata dalla belga «Petrafina», ha confermato «una scoperta di
petrolio» anche a Laurenzana e Corleto Perticara. Cerro Falcone «pesca» a
oltre tremila metri di profondità. Il che comporta costi molto alti.
Secondo le stime degli esperti
dell’Agip e di quelli della Fina, una volta a regime, l’area petrolifera
lucana potrebbe fornire circa 300 mila tonnellate di greggio all’anno. Il
fabbisogno annuo di greggio in Italia si aggira sui 90 milioni di tonnellate. Le
300.000 della Val d’Agri ne coprirebbero lo 0,33 per cento.
Ma che cosa pensa il sindaco di Calvello di questa scoperta?
Finora l’unico
risultato concreto cui si è giunti è stato quello di distruggere le strade
sotto il peso dei mezzi pesanti e attrezzature varie. In un bosco di alto fusto
hanno installato una piazzola immensa ed hanno aperto una strada rovinando la
vegetazione.
E l’Amministrazione sta a guardare? Perché non si discute l’argomento
in Consiglio comunale, dal momento che la gente è alquanto disinformata?
Non ho difficoltà ad
affrontare il problema nella sede consiliare. Comunque posso dire di aver avuto
un incontro con i responsabili dell’AGIP Mineraria dai quali sono stato
informato sui programmi di perforazione e di sfruttamento del minerale. Da
questo incontro è emerso che in effetti i tecnici AGIP sono ancora in fase di
ricerca, nel senso che, pur avendo costatato la presenza del giacimento occorre
ancora stabilirne l’estensione, la qualità del petrolio, la pressione in fase
di sfruttamento, ecc. Per fare ciò occorre perforare in un altro sito
(probabilmente in territorio di Viggiano). Per tutta l’operazione si prevede
un periodo di 3-5 anni e solo successivamente, se i risultati saranno
favorevoli, può pensarsi allo sfruttamento vero e proprio. Si dovranno allora
verificare tutte le possibilità affinché tale sfruttamento del sottosuolo
comporti anche una ricaduta in termini occupazionali ed economici per il
territorio di Calvello e degli altri comuni interessati. A tale riguardo ho
proposto al sindaco di Viggiano, ing. Di Pierri, di costituire un comitato
dei sindaci di Corleto, Laurenzana, Viggiano e Calvello, con l’obiettivo di
rendere protagoniste le amministrazioni locali nell’auspicato processo di
sviluppo.
E per i danni già arrecati che intende fare?
Bisogna chiedere un
risarcimento. Noi abbiamo sollecitato la creazione di un parco in paese. Ma la
risposta è stata negativa.
Concludendo, della salvaguardia ambientale non si preoccupa?.