Articolo
tratto da la Nuova Basilicata mercoledì 20 novembre 2002
L'Eni,
il petrolio e i favori taciuti ma dichiarati
Vi
sono sempre le male lingue che spesso diffondono notizie di favori inverosimili
o, perlomeno, non dimostrabili. E' la sorte degli amministratori della cosa
pubblica anche di quelli sul cui comportamento onesto e adamantino ci si può
scommettere. Ma quando un interesse privato viene confuso con l'interesse
pubblico si da adito alla certezza di violare la legge e commettere abusi. Non
stiamo, di certo, parlando di favori taciti o taciuti, ma di favori dichiarati
da chi se n'è giovato, è il caso del sindaco di Corleto, Rosaria Vicino, che
per giustificare il suo accanimento incondizionato e irrazionale verso le società
petrolifere, in manifesto eccesso di stravaganza ne esalta il loro comportamento
filantropico, dichiarando pubblicamente, nell'audizone pubblica del 4 luglio
scorso, che le società Eni, Total fina, Mobil e Enterprise Oil, di comune
accordo e a spese a carico delle società petrolifere, è stata presentata anche
una variante al piano regolato generale, al quale l'amministrazione ha dato il
proprio assenso. C'è da chiedersi, a prezzo di quale contropartita l'Eni
avrebbe di sua iniziativa fatto rendere e finanziato la variante al Prg? Il
Piano regolatore è una legge che il comune impone. Non se la fa imporre. E'
come se un costruttore offrisse al comune la redazione con relativo
finanziamento della variante al Prg perché interessato alla realizzazione di un
borgo residenziale di espansione. Nel caso di estrazioni petrolifere, la
questione si fa delicata; dove e come sono state previste le misure di
salvaguardia e garanzia soprattutto per scongiurare incidenti o disastri e ogni
specie di danni alla popolazione e al territorio? Quale la loro validità ed
efficacia previsionale e realizzativa? Tali garanzie devono comportare
limitazioni, impegni e grado di onerosità che l'Eni redattore e finanziatore
del piano cerca di contenere entro limiti di massimo profitto e di scarsa
onerosità. Il sindaco Vicino non svampa. Continua a recitare e commettere
impertinenze, incurante anche della denunzia sulla gravità della sua
dichiarazione pubblicata da Nino Grasso, padre nobile del giornalismo lucano,
che su "la Nuova Basilicata" del 21 settembre scorso, tra l'altro,
assume che "la sindaca di Corleto si sarebbe messa in guai molto
grossi". Anche questi vizi sono corruzione, e forse il grado più alto
della corruzione. Lo sa bene l'Eni per prassi consolidata risalente ai tempi
dell'ingegner Mattei che fu il persecutore nobile di tangentopoli la cui teoria
corruttiva è enunciata nel libro: "Mattei la pecora nera" di Italo
Pietra per la quale "l'uso dei mezzi illeciti può avere per fine un
arricchimento personale oppure una opportunità operativa che le procedure
legali non garantiscono" Mattei fu si un corruttore onesto. I due termini
non sono incompatibili. Le ricadute, quelle già evidenti, di ristoro alla spesa
per le varianti al prg, sulle società petrolifere sono, per ora: redazione
della variante da usum delphini (pro domo sua); la esplicita dichiarazione del
sindaco espressa in delibera: la zona interessata è una bassa remunerazione
espropriativa a tutto vantaggio della società petrolifera; accanimento e
pervicacia con cui il sindaco difende incondizionatamente le società
petrolifere ai danni della popolazione e dell'ambiente. Non già per creare
"occupazione", come va dichiarando, visto che pochissime unità
lavorative, di cui due assessori del comune, vengono impegnati nei lavori
estrattivi. Del resto il sindaco Vicino è abituato a trarre giovamento
dall'adozione di varianti ai Prg in ordine a una costruzione abusiva di un
immobile di sua proprietà, in via di completamento, in zona perequata della
località San Sebastiano. Infatti nelle delibere consiliari n. 41 del 29/6/1998
e n. 28 dell'8 /7/2002 si dichiara disponibile ad abrogare la normativa
concernente le perequazioni fondiaria proponendo, peraltro, la variazione degli indici con
l'aumento dell'aliquota di abitazione, ma solo per quei fabbricati che già
fruiscono di servizi di urbanizzazione. E' da notare che quei servizi alla
costruenda casa del sindaco sono abusivi. Nelle due suddette delibere, la
proposta di abrogazione della normativa della perequazione è riferita con
frammenti di verità che si scompigliano al vento come i responsi di Sibilla;
infatti, mai il sindaco Vicino afferma in consiglio che la questione perequativa
fondiaria di San Sebastiano riguarda lei e lei soltanto per sanare la sua
costruzione abusiva. La presenza in aula del sindaco anche durante la votazione
sta a indicare l'esercizio di una violenza subdola, mascherata, che impedisce la
libertà di espressione. Una violenza ovattata che non minaccia, ma seduce.
Queste cose avvengono mentre la popolazione è incerta, timida, ricalcitante. In
una cittadina sonnolente dove tutti in un modo o nell'altro tirano a campare. Ma
è anche vero che qui vivere è facile. Se ti girano, ti fai una passeggiata nel
posto giusto e passa tutto. Anche il "timeo Dnaos et dona ferentes".
Antonio Montano