Articolo
tratto da la Nuova Basilicata giovedì 10 ottobre 2002
L'Arpab continuerà nei prossimi giorni a monitorare
l'area di Viggiano
Il Centro Olii ritorna in funzione
Ieri
mattina la firma del governatore Bubbico dopo la sospensione
VIGGIANO- Il presidente della giunta regionale della
Basilicata, Filippo Bubbico, ha firmato ieri mattina il provvedimento di revoca
della sospensione dell'attività dell'impianto di desolforazione del Centro oli
dell'Eni-Agip di Viggiano che è così tornato in funzione dopo il guasto
verificatosi nei giorni scorsi. Le prime misurazioni effettuate dall'Arpab,
l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, hanno fatto riscontrare
valori di scarsa significatività. L'Agenzia, su precisa di disposizione del
dipartimento Ambiente e territorio della Regione, continuerà nei prossimi
giorni ad effettuare un costante monitoraggio della qualità dell'aria nella
zona dell'impianto. Eventuali azioni di manutenzione straordinaria da parte
dell'Eni saranno eseguite secondo le prescrizioni indicate dalla Regione
Basilicata. In Val d'Agri è stato scoperto il giacimento di petrolio più
grande dell'Europa continentale occidentale, con riserve per quasi 500 milioni
di metri cubi. Secondo quanto si evince dalla relazione dei tecnici dell'Arpab
il convogliamento del gas nel camino E 19 è durato tre giorni, precisamente
dalle 14 del 1 ottobre al primo pomeriggi del 4 ottobre scorsi. Queste le
misurazioni rilevate dal carico totale: circa sessantacinque ore per un
quantitativo di anidride solforosa di poco. più di 1430 kilogrammi emesse
nell'ambiente. Al momento del sopralluogo, sempre da quanto rilevato dalla nota,
«era in atto nell'impianto la combustione di gas dolce (metano fornitura Snam)
per salvaguardare le condizioni di operatività dell'impianto». A detta dei
tecnici «questa operazione garantisce l'efficacia dell'impianto e la sicurezza
dello stesso».
Belisario: "Blocco definitivo dei nuovi pozzi di
greggio.
POTENZA- Blocco di nuovi pozzi di petrolio, non
provvisorio ma definitivo. E' la richiesta del capogruppo alla Regione della
Lista Di Pietro-Italia dei valori, Felice Belisario dopo l'incidente al Centro
Olii di Viggiano. «Dobbiamo registrare ancora una volta un atteggiamento dei
dirigenti e dei responsabili dell'Agip-Eni di scarsa collaborazione
istituzionale, tenuto conto che manager è tecnici della società petrolifera
sono apparsi più preoccupati a sminuire l'incidente e i suoi effetti che ad
occuparsi dell'inquinamento comunque prodotto. Ciò rafforza la necessità di
dotare la Basilicata di un sistema di controllo efficiente e del tutto autonomo
a partire dal completamento dell'installazione delle centraline sino
all'utilizzo. di personale e mezzi dell'Arpab». «Sarà questo -aggiunge- uno
dei temi centrali da affrontare nella fase di rivisitazione dell'Accordo di
programma Regione-Eni per metterci a posto la coscienza rispetto al rischio
grave inquinamento e ai pericoli per la salute pubblica, come se ambiente e
salute avessero un prezzo». «A questo proposito- conclude Belisario- anche la
Prefettura di Potenza dovrà fornire elementi certi sui piani per la sicurezza
degli impianti estrattivi dell'oleodotto per fornire indispensabili
assicurazioni che essi sono davvero rispondenti ai parametri legislativi.
Mollica chiede l'attivazione di campagne
epidemiologiche.
POTENZA- «Come mai non è scattato alcun allarme
di grave pericolo da parte degli organi di Controllo pubblici responsabili del
monitoraggio ambientale?» Se lo chiede il capogruppo alla regione dei Verdi
Francesco Mollica che in proposito interroga il presidente della giunta Bubbico
e l'assessore all'ambiente Restaino. «Ci si è affidati a tardive omissive
successive comunicazioni di Eni- aggiunge Mollica - per intraprendere le
necessarie azioni per limitare i danni ambientali, alla salute ed all'incolumità
dei cittadini che sono stati esposti e probabilmente contaminati da valori di
S02 del mille per cento superiori rispetto alle normali condizioni di
funzionamento dell'impianto». Mollica chiede nella sua interrogazione «se non
sia urgente non rinviabile per l'area di Viggiano e per i siti petroliferi a
rischio il Piano di Sicurezza ambientale». Secondo l'esponente regionale dei
Verdi vanno intraprese «campagne epidemiologiche per i residenti per accertare
lo stato di salute con particolare riferimento alla qualità dell'acqua,
dell'aria e del cibo prodotti e consumati in Val d'Agri».