Il mezzo è finito in una
scarpata di trenta metri. Dispersi 17 mila litri di petrolio
SANTARCANGELO
- Quando i primi soccorritori sono arrivati sul posto, il primo gesto è stato mettersi le
mani nei capelli. In una scarpata sotto il ponte nei pressi del bivio per la Val DAgri,
era finita una motrice con rimorchio. Laltro rimorchio, dal quale perdeva petrolio
era invece riverso sulla strada. Un volo di trenta metri. Lautista, un trentenne di
Policoro, per fortuna riporta soltanto lievi escoriazioni sul corpo. Ricoverato allospedale
di Marsicovetere viene giudicato guaribile in sette giorni.
Si è concluso così il tragitto di unautocisterna
carica di greggio che dai pozzi della Val dAgri trasporta il liquido nero alle
raffinerie di Taranto appartenenti allEni.
Quello di ieri è il terzo incidente che
si verifica sulle strade valdagrine in poco più di un mese. Quaranta giorni, per la
precisione.
Ora però si fanno i conti con la preoccupante situazione ambientale.
La dinamica dellincidente. S. C.,
giovane autotrasportatore di
Policoro, sta compiendo il tragitto a bordo del suo mezzo. Come avviene tutti i giorni. Da
anni. Rispetto a molti dei suoi colleghi, il suo carico è particolare oltre che
rischioso. Petrolio, appunto. Stesso percorso quotidiano. Dalla Val DAgri alle
raffinerie tarantine. Il mezzo, sul quale viaggia, non scherza nemmeno quanto a stazza:
doppio rimorchio con motrice. Per cause ancora da accertare lautocisterna è finita
fuori strada. Fino a tarda serata il carico perso era allincirca lottanta per
cento dei ventiduemila litri trasportati.
Il fatto è avvenuto nelle prime ore del
pomeriggio di ieri, intorno alle 15,30. Il mezzo viaggiava lungo la statale 598 Fondovalle
dellAgri nei pressi di Sant Arcangelo. Verso il chilometro 598,
improvvisamente si ribalta.
Sul posto immediatamente inizia loperazione di bonifica da parte di una ditta specializzata. Intervengono i carabinieri della Compagnia di Senise al comando del tenente Di Pirro, quelli della stazione di SantArcangelo ed una pattuglia della Polizia Stradale di Moliterno. Giunge anche una squadra dei Vigili del Fuoco di Villa D'Agri con un autobotte. Ma per smuovere lautotreno cè in realtà bisogno di una gru che arriva invece dal comando provinciale di Potenza.
Secondo quanto si apprende dai primi
rilievi effettuati, la motrice dellautomezzo è uscita di strada da un viadotto
finendo in uno stagno, parzialmente prosciugato;
il greggio si è riversato sia nello stagno sia sulla strada. Il conducente del mezzo
risulta essere dipendente di un consorzio di imprese alle quali la gestione del trasporto
è stata affidata dallAgip Petroli.
Ambiente a rischio. Anche se per il momento le prime
reazioni non fanno temere un disastro ambientale di enormi dimensioni, tuttavia la
situazione non può non essere preoccupante. Diciassettemila litri di greggio riversati
dallautocisterna non è cosa da poco. A parte quello finito per strada, laltra
metà del greggio si è riversata nei pressi del fiume, in Piana San Vito. Fino a tarda sera di ieri lingente massa liquida, che
continuava ad uscire dai due rimorchi, si era esteso su gran parte del terreno adiacente
il corso dacqua. Si spera, che almeno non arrivi oltre. La preoccupazione che tiene
tutti col fiato sospeso è che il petrolio, infiltratosi nel terreno, possa minacciare linvaso
di Gannano. A pochi chilometri dove si è verificato lincidente la piccola diga
viene utilizzata per uso irriguo. Già da oggi verranno effettuati i primi prelievi delle
acque. Il tratto stradale della 598 resta ancora chiusa per i lavori di ripristino. Si
spera venga riaperta al più presto.
Una strada a rischio. La 598 resta comunque pericolosa.
Non tanto per il traffico delle automobili, ogni giorno sono numerose le autocisterne che
compiono il tragitto da questarea interna lucana alla Puglia. Sempre in aumento. E,
di conseguenza, aumentano i rischi. Lo confermano i due precedenti incidenti del mese
scorso. E allora? Forse adesso è arrivato il momento di costruirlo loleodotto.
Rimasto finora solo in fase progettuale.
Gli altri
episodi sono avvenuti nei pressi di Viggiano e a Calvello
SANTARCANGELO-
Quanto avvenuto ieri in Piana San Vito nei pressi del bivio per SantArcangelo è il
terzo episodio che si verifica in poco più di un mese lungo la Val DAgri.
Il 22 gennaio scorso a Viaggiano unautobotte,
dopo uni scontro nel quale è morto lautista, ha perso 27 mila litri di greggio che
si sono riversati in una scarpata adiacente alla strada. Parecchie unità impiegate per
rimuovere dal terreno imbevuto di petrolio e per cancellare ogni traccia del greggio.
Secondo il WWF di Basilicata si è trattato solo di un incidente annunciato.
Trascorre soltanto allincirca un mese
ed il pomeriggio del 25 febbraio una cisterna, a causa di una guarnizione difettosa, perde
cento litri di greggio alla periferia di Calvello. Il quantitativo di greggio cade a pochi
metri dal fiume La Terra che si getta nel lago della Camastra, Linvaso serve infatti
le condotte idriche della città sia di Potenza che di altre decine di comuni della
provincia. Sullesito dellincidente divergono le versioni:per le forze dellordine
non si è verificata alcuna conseguenza per lambiente dal momento che nel fiume non
sarebbe finita una sola goccia di greggio.
Parere diverso, invece, per le associazioni
ambientaliste.
Da tempo è annunciata infatti tra il
giacimento della Val DAgri e la raffineria di Taranto è in programma la costruzione
di un oleodotto lungo 146 chilometri, i cui lavori non sono ancora cominciati.
SANTARCANGELO-
"Un'autobotte piena di petrolio si è ribaltata a Sant'Arcangelo e versa il suo contenuto sul terreno, ieri in Val Camastra, l'atro ieri a Viggiano. Incidenti mortali ed avvelenamento reiterato dell'acqua e del suolo lucano".
L' dichiara Rocco Lauletta, coordinatore del movimento per la difesa dell'Uomo e dell'Ambiete "Camastra Nova". L'associazione ambientalista la cui sede è ad Anzi, raggruppa anche i comuni di Abriola, Calvello, Laurenzana.
"Crediamo che basti -aggiunge Lauletta in un comunicato- per esigere la immediata sospensione di questi movimenti ove non si voglia insistere a scommettere sulla pubblica salute ed incolumità delle persone. La Giunta regionale si assuma in pieno le responsabilità connesse ai fatti. I candidati per le prossime regionali si pronuncino prima delle elezioni. I sindaci dei comuni interessati con strade non idonee, vietino questi pericolosi transiti. Camastra Nova è preoccupata per la frequenza dei gravi accadimenti, teme sul futuro della Basilicata e del popolo lucano, teme altresì sulla, tenuta istituzionale e civile".
*****************************************