Articolo tratto da
Gazzetta del Mezzogiorno
"PAESI
& PAESI
VAL D'AGRI - Entra nel vivo
l'attività scientifica, culturale e divulgativa del «Centro studi mediterranei»
di Villa d'Agri. L'altra sera è stato presentato il numero zero del periodico
«Mediterranei» foglio di informazione e cultura della valle dell'Agri e un
convegno dal titolo «Petrolio: una grande trasformazione o solo una grande
estrazione». L'architetto Sacco e il professor Perrone dell'Università di
Bari, sono stati relatori. L'architetto ha illustrato il contesto territoriale
in cui avviene l'attività estrattiva lucana. Undici su dodici i comuni della
comunità montana dell'alta val d'Agri, vittime dello spopolamento, con
un’attività artigianale e commerciale ridotta al lumicino e le altre attività
economiche poco presenti. Forse ormai troppo tardi ha detto invece il prof.
Perrone, per respingere in modo totale l'estrazione petrolifera in Basilicata,
sia perché è già cominciata, sia perché sono state create delle aspettative.
Tuttavia, occorre necessariamente contrattare i vantaggi reali per le
popolazioni e delle garanzie serie per il rispetto del territorio. Le
conclusioni dei lavori sono state tratte dal presidente del Centro Studi, Egidio
Ponzo, per il quale «occorre riportare ad un tavolo di trattativa il governo,
la regione e l'Eni, per riconsiderare tutto il pacchetto petrolio al fine di
garantire la compatibilità locale, il ritorno economico e lo sviluppo per le
popolazioni interessate. Dal canto suo il consigliere regionale Gianfranco Blasi
ha assunto l'impegno di chiedere all'Eni una dilatazione dei tempi previsti per
lo sfruttamento dei giacimenti: non venti, ma trenta o quaranta anni.
(a.zac.)