Mensurati:
Immaginate un grande meccano, alto sedici metri con centinaia di tubi che corrono su
diversi livelli intersecandosi tra loro per una lunghezza complessiva di una cinquantina
di chilometri, quattro grandi serbatoi da ventimila metri cubi ciascuno, prefabbricati
bassi per gli uffici, un ampio parcheggio; il tutto occupa meno della metà della zona
industriale piazzata al centro della valle larga in quel punto circa cinque chilometri,
visto dallalto da Viggiano o da Grumento, i due paesini che dominano la vallata
dalle sponde opposte. Non è certo un panorama idilliaco ma se poi scendi giù, accanto a
una serie di enormi capannoni per lo più abbandonati da un certo tipo di imprenditoria,
tanto abile ad arraffare i miliardi del dopo terremoto quanto svelta a svignarsela, ti
accorgi che il minaccioso fumo bianco che si vede dallalto esce dal comignolo di una
fabbrica di fertilizzanti, e il petrolio? Il petrolio non si vede, lo estraggono a tre
chilometri di profondità, affiora in superficie nei pozzi e poi attraverso una
canalizzazione sotterranea giunge al Centro Olio dove subisce una prima lavorazione che
consiste nel separare il greggio dal gas e dallacqua; con le autobotti, ma per la
prossima estate dovrebbe essere pronto loleodotto Viggiano Taranto, il
petrolio viene poi trasportato nel porto pugliese per la raffinazione. Dunque il greggio
non ha alcun contatto con laria e con il suolo eppure qui sta succedendo qualcosa di
strano. Camilla Nigro responsabile dellazienda agricola sperimentale Bosco Galdo.
Camilla: i
produttori agricoli hanno le cantine piene di vino, non riescono a vendere né uva né
vino, parliamo di 150 ettari.
Mensurati: ma
siamo di fronte a una specie di psicosi oppure la diffidenza degli acquirenti è motivata?
Camilla: questo
non lo sappiamo, questo è il punto.
Mensurati: rincara
la dose Lucio Delfino, responsabile locale della Lega Ambiente.
Delfino: dopo
circa sette anni dallinizio dei lavori non conosciamo ancora perfettamente quello
che succede in questo territorio. Solo ultimamente la Regione Basilicata ha approvato un
decreto legge che dà la possibilità di monitorare lacqua, laria e il suolo.
Noi vorremmo capire, anche attraverso i dati, quello che effettivamente succede. Ci sono
forti dubbi sulla qualità dellaria in Val DAgri.
Mensurati: la
colpa sarebbe dunque della Regione che però si difende così, il presidente della
Basilicata Filippo Bubbico.
Bubbico: la
Regione Basilicata ha messo a punto un progetto fortemente innovativo per il monitoraggio
ambientale. Sono questioni che non si possono improvvisare, che vanno progettate bene
anche perché abbiamo messo a punto non solo un controllo chimico-fisico ma anche un
controllo biologico; era necessario costruire un ottimo progetto perché i risultati del
monitoraggio possano risultare attendibili.
Mensurati: e
lEni? Gianfranco Amici, responsabile del progetto Val DAgri, respinge le
critiche ed anzi ricorda che se il monitoraggio ambientale, tra laltro in massima
parte finanziato dallEni, dipende dalla Regione quello sulle emissioni del Centro
Olio funziona da anni.
Amici: gli
impianti petroliferi, nonostante quello che può essere una percezione non corretta, non
hanno interazione con lambiente nel senso che il petrolio passa dal giacimento ai
pozzi in intubazioni e nei recipienti e mai a contatto con lambiente. Nonostante
questo cè un sistema di sorveglianza, va a controllare in continua tutti i
parametri legati alla qualità dellambiente quindi aria, acqua che quindi
tranquillizza su quello che possono essere gli effetti associati a queste emissioni.
Mensurati: questo
per quanto riguarda il Centro Olio. E i pozzi? Ne abbiamo visitato uno non senza una certa
sorpresa: un piazzale sabbioso di circa un ettaro recintato, due blocchi di tubi di varie
dimensioni che arrivano al massimo a tre metri da terra ciascuno su una superficie di una
quarantina di metri quadri, terrapieni lungo la recinzione per annullare limpatto
visivo, attorno al recinto meli e peschi e il silenzio della campagna. A occhio e a naso,
perché qui non si sente nessun odore particolare, sembra tutto tranquillo ed è
certamente così, ma allora perché non dissipare definitivamente i dubbi con una
massiccia campagna dinformazione a livello locale? Una mancanza di chiarezza
avvertita ad esempio fra gli studenti del liceo Classico di Viggiano che hanno deciso di
chiedere alla loro preside di organizzare una visita alle strutture dellEni. Fra i
ragazzi i pareri sul petrolio sono discordi.
Ragazzo: meglio di
niente si, però per il futuro la Val DAgri soprattutto non ha molte prospettive.
Ragazza: io non do
tutta la colpa agli operatori dellAgip perché qui non cè professionalità e
quindi molte persone vengono chiamate da fuori. Dovrebbero organizzare dei corsi di
formazione.
Ragazzo: di certo
porteranno dei posti di lavoro però bisogna salvaguardare lambiente perché ci
dovranno vivere i nostri figli.
Ragazzo: la
specializzazione secondo me si può trovare lavorando cioè iniziando il lavoro e col
tempo cercando di guadagnare delle esperienze.
Ragazza: credo che sia meglio sviluppare le altre risorse della Val DAgri, tipo prodotti tipici e turismo perché il petrolio è comunque una fonte limitata e non ci potrà dare lavoro per molto tempo.
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