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sabato 29 dicembre 2001 |
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Luci e ombre, risultati
e conflitti, battaglie e sogni dei parchi italiani. Il direttore generale
del ministero dell'ambiente Gianni Silvestrini, in collegamento diretto da
Palermo, ricorda che non c'è solo il petrolio. |
Giornalista Beppe Rovera:
Matteo Fusilli, neo presidente della Federparchi: sono passati 10 anni, era il 6
dicembre 1991 quando fu varata la prima legge quadro sulle aree protette é così
?
Matteo
Fusilli: Si. Dieci anni fa si
apriva questo capitolo importante per il nostro paese. In 10 anni l’Italia ha
raggiunto e superato l’Europa.
Rovera
: Siamo diventati il paese dei parchi
Fusilli:
Si ormai abbiamo 3
milioni di ettari a parco, circa l’11% del territorio nazionale
Rovera: Possiamo essere contenti o no?
Fusilli: Si
Rovera: Sentivamo dire di questi
tempi che c’è una brutta aria per i parchi italiani…
Fusilli: Ma no…
Rovera: commissariamenti…insomma
Fusilli: Intanto sono casi isolati…Le dichiarazioni del ministro sono
rassicuranti. Intanto c’è l’impegno ad aumentare la superficie dei
parchi…c’è qualche scivolone come nel caso del Cilento, del
commissariamento che il TAR poco dopo…
Rovera: C’è qualche problema
qui, per esempio, la signora è venuta a portarci un’acqua minerale
straordinaria: è l’acqua…
Raffaela
Forliano, sos Lucania: E’
l’acqua Lucanella che è un insieme di petrolio e acqua, perché
da noi le torri petrolifere stanno sulle sorgenti di acqua.
Rovera: perché qui stiamo nel cuore del parco del petrolio: posso dire così?
Forliano: Si, tranquillamente
Rovera: si chiama signora?
Forliano: Sono Raffaela Forliano di SOS Lucania
Rovera: E’ un avvocato?
Forliano:Si sono un avvocato.
Rovera: Qui siamo in un paese meraviglioso, un paese presepe…guardate….La
settimana scorsa abbiamo fatto una puntata sui paese presepe e questo è
senz’altro un paese presepe…
Il sindaco…Rocco
Coronato. Sindaco lei è un sindaco del parco, perché questo è un parco, anche
se in realtà solo sulla carta..
Coronato,
sindaco di Calvello: Ormai
siamo alla stretta finale perché nei prossimi giorni il governo regionale
dovrebbe licenziare il provvedimento di perimetrazione del parco e poi
successivamente avremo il decreto del Ministro.
Rovera: Ma lei è per parco o è contro il petrolio?
Coronato: ma noi abbiamo una grande
responsabilità come amministratori locali e regionali, noi abbiamo la
responsabilità di saper far convivere queste due straordinarie risorse che
esistono in questo paese..
Rovera: Ma lei da che parte sta?
Coronato:
ma io sto dalla parte della popolazione… io credo..
Rovera: Sa com’è…. Dove c’è il parco, il parco e il parco ha consentito
l’utilizzo del petrolio sono arrivate le royaltis , un sacco di soldi, un
sacco di milioni…In sindaco di Viggiano, siamo stati da lui poco tempo fa, ci
ha fatto vedere che li hanno già restaurato un monastero, insomma arrivano
soldi e per un sindaco sarà una cosa importante no?
Coronato:
Sicuramente questa sarà una risorsa straordinaria finanziaria che noi
metteremo a disposizione dello sviluppo locale..
Rovera: Ma quando durerà?
Coronato: Le proiezioni sono fino al 2025.
Rovera: Perché in questo luogo quanto petrolio c’è?
Coronato: Qui, non a Calvello ma nel comprensorio della Val D’Agri viene fuori
il 50% della produzione nazionale e il 15% del fabbisogno nazionale di energia
petrolifera.
Rovera: E’ veramente una risorsa straordinaria. Il problema è di mettere
insieme due esigenze… da una parte....ma conta di più l’interesse nazionale
legato all’estrazione del petrolio oppure conta di più il parco? Un
economista, il prof. Ettore Bove…Lei è professore di economia agraria
all’università di Basilicata: come si fa a scegliere tra petrolio e parco?
Bove: Si sceglie sulla
base di quelli che sono i benefici ed i costi. Se noi facessimo un ragionamento
in termini di interessi privati allora daremmo ragione all’ENI, ma se ci
impegniamo a fare un ragionamento corretto sulla base dei dati e delle
informazioni tali da poter dire quali sono i costi che la collettività deve
pagare e i benefici che collettività riesce a ricavare, allora ci rendiamo
conto facilmente che la scelta non può che essere il parco.
Rovera: ne riparleremo tra poco. Oggi vogliamo celebrare i 10 anni della legge
sui parchi e quindi fare vedere le meraviglie di questi parchi italiani…….
Servizio
Rovera: Fulco Pratesi l’anno scorso ci desse una cosa importante: sono
tornati i lupi sulle nostre montagne anche grazie parchi. Qui ci sono lupi anche
da queste parti?
Coronato: Si abbiamo una fauna ed una flora ricchissime…e la presenza dei lupi
in questi ultimi anni è aumentata, è una presenza che ricorda la presenza del
passato dove appunto gli ululati dei lupi arrivavano fino al paese..
Rovera: Senta, Calvello quanti abitanti ha?
Coronato: Siamo sui 2000 abitanti presenti…
Rovera: che d’estate diventano molti di più…
Coronato: si abbiamo la presenza del turista oltre che degli emigranti che
rientrano a Calvello ma soprattutto abbiamo i turisti e una buona ricettività
alberghiera e di ristorazioni.
Rovera: Qui c’è un sacco di neve, è nevicato molto, speriamo che non
nevichi anche ‘sta sera….
Servizio
Rovera: voglio tornare a ragionare di un altro parco che ha dei problemi. C’è
stata una sentenza del Consiglio di Stato che ha recentemente detto…
Fabio
Renzi Legambiente: ..che il
diniego alle ricerche petrolifere un parco
nazionale deve essere tecnicamente motivato e non ha dato il via proprio a
niente.. E’ già successo con il Parco della Maiella e nulla è successo e tra
l’altro questa sentenza ribadisce anche che gli interessi alla conservazione
della natura sono preminenti rispetto a quelli delle prospezioni e della
coltivazione di idrocarburi.
Rovera: Lei avvocato ha la sentenza del Consiglio di Stato che riguarda il parco
del Pollino che dice..
Forliano: sebbene l’interesse pubblico alla ricerca di idrocarburi si presenta
cedevole rispetto ai valori ambientali..
Quindi è più
importante conservare la natura che la ricerca di idrocarburi. Ciò nonostante
si possono fare delle ricerche con accurate misure di sicurezza, di
salvaguardia. Non si può in generale dire non si fanno le ricerche, si deve
essere congruamente motivato perché non si possono fare le ricerche e può
essere motivato tranquillamente perché qui, da noi, abbiamo avuto
un’esperienza drammatica per le micro esplosioni. Abbiamo avuto centinaia di
casi in cui le micro esplosioni non erano micro ma maxi esplosioni.
Rovera: Cosa sono le micro esplosioni?
Forliano: Sono delle piccole cariche, arrivano fino a 30 Kg di materiale
esplosivo, che fanno esplodere fino a 30 metri di profondità per misurare le
onde e vedere se c’è petrolio; è un po’ come una ecografia. Ne hanno
fatto, solo nel territorio di Calvello, 3 o 4 mila; in tutta la regione sono
arrivati a 30 mila. Ci sono state case lesionate, sorgenti che sono sparire,
pozzi prosciugati, gente che ha sentito scosse telluriche…hanno detto che non
è vero…..
Rovera: Poi com’è finita?
Forliano:
Le hanno fatte e la regione non ha assolutamente fatto niente, ha detto
semplicemente che se i cittadini hanno avuto dei danni si devono rivolgere alla
magistratura. Molti si sono rivolti alla magistratura e ci sono una serie di
azioni di risarcimento danni. Gente ha visto addirittura cadere dei casolari.
Abbiamo avuto dei casi incredibili. Inoltre questa è una zona ad alto rischio
geologico, come potrà precisare meglio un geologo che abbiamo qui e potrebbe
spiegare tranquillamente quello che fanno e le microesplosioni e i pozzi, in
questa zona che è molto vulnerabile.
Rovera: Ecco, però torniamo un attimo al parco del Pollino ed alla sentenza.
Il collega Rocco
De
Rosa è andato a verificare la situazione sul posto ed ha fatto un giro nel
parco del Pollino e qui nella Val d’Agri. Vediamo questo servizio.
Rocco De Rosa: La
ricerca di idrocarburi è compatibile con la conservazione della natura. Lo dice
il Consiglio di stato in una recente sentenza, dando torto al Parco del Pollino
che aveva fatto smantellare questa trivella sul Monte Carnara in Basilicata e
bloccato le prospezioni geofisiche di Eni ed Enterprise Oil, una multinazionale
inglese. Dopo la sentenza gli scenari cambiano e la polemica divampa.
On.Guido
Viceconte, sottosegretario di stato:
L’utilizzo di un bene di interesse nazionale, qual è il petrolio, deve essere
fatto in una logica di compatibilità rispetto alla salvaguardia dell’ambiente
che lo circonda. Quindi, questa sentenza non fa che confermare quella che deve
essere l’operazione logica dell’utilizzo congruo di un bene di interesse
nazionale, quale è il petrolio. La cosa importante è che dall’utilizzo di
questo bene si possono avere anche ricadute locali e nazionali, tali che possano
essere compensate da parte dell’ente, dall’Eni, che in questo momento estrae
il petrolio, che naturalmente debba lasciare quelle royalties necessarie a far sì
che si possa salvaguardare quel bene
fondamentale che è l’ambiente.
De
Rosa: Questa sentenza, sindaco, a parere di alcuni rivoluziona un po’ tutto
l’impianto della legge di salvaguardia ambientale, la 394, la legge quadro,
insomma che fare d’ora in avanti?
Vincenzo
Amatucci, sindaco di Francavilla:
Sono contrario a questa sentenza in quanto consente, certamente, degli studi di
fattibilità della ricerca di
idrocarburi che è propedeutica all’estrazione vera e propria. Poiché il
punto è localizzato nel cuore del parco, crea certamente degli scompensi, degli
squilibri nel Parco Nazionale del Pollino e, certamente, dei danni alla fauna ed
alla flora del Parco.
Franco
Fiore, sindaco di San Severino:
Si andrebbe a sovvertire con la estrazione petrolifera totalmente il concetto di
Parco; si andrebbe a sovvertire quell’equilibrio che si vuole conservare nelle
aree parco e nello stesso tempo si potrebbe dare avvio a processi di
inquinamento, non ultimo il discorso dell’inquinamento delle falde acquifere e
per le popolazioni locali immagino che non potrebbe avere una grande ricaduta in
termini di economia.
De
Rosa: Pareri contrastanti dunque
e, intanto, il dibattito ha impegnato la regione Basilicata e la stessa
commissione ambente della Camera dei Deputati
On.
Egidio Ponzo, Commissione Ambiente del Senato:
Noi siamo abituati fino ad ora ad assistere a sfruttamenti che avvengono
nell’oceano o nel deserto, in zone di nessun valore ambientale; quando, però,
si va a fare l’estrazione in un parco nazionale allora ci devono essere delle
garanzie grandissime di salvaguardia e delle adeguate misure….
De
Rosa: Qui il parco non esiste ancora o, meglio, la perimetrazione definitiva
non esiste e da più parti si sostiene che è il petrolio a bloccare il parco..
Vittorio
Prinzi, sindaco di Viggiano:
Beh non direi. Io penso che non sia il parco a bloccare il petrolio, sia
qualcuno che ancora vuole discutere… ma io penso che ormai la scelta è
compiuta…: abbiamo noi amministratori sostenuto che è compatibile la
coesistenza di parco e petrolio e, quindi, dobbiamo perseguire questo obiettivo.
Rovera: Ecco quest’ultimo era il sindaco di Viggiano. Voi siete di Viggiano,
noi a viggiano siamo stati un po’ di tempo fa, è il paese del petrolio,
addirittura ci sono le royalties, hanno dato un sacco di soldi… Le invece
dice: io rappresento ..quanti cittadini?
Mario
Diamante, comitato pro Viggiano:
Io rappresento 400 cittadini del Comitato pro Viggiano
e mi risulta che allo stato attuale non è arrivata una lira ai cittadini
nonostante i danni che stanno subendo.
Rovera: Lei sostiene: noi stiamo subendo dei danni? Che danni avete ricevuto?
Diamante: Noi subiamo danni all’ambiente, nonché danni alle cose,
all’agricoltura che si faceva prima nella zona…
Rovera: Ma lei personalmente ci ha rimesso qualcosa?
Diamante: Certo. Io sono proprietario di una casa di campagna che i miei mi hanno
lasciato…
Rovera: e che cosa è accaduto?
Diamante: E’ accaduto che i miei prodotti non vengono più commercializzati…
Rovera: ma qualcosa le avranno dato per risarcirla…
Diamante: Neanche una lira…..
Rovera: anche lei…?
Filippo
Massari: si sta assistendo in
Val d’agri e nel Sauro ad un inizio di desertificazione. Quindi questo
matrimonio ibrido del Parco con il Petrolio è soltanto una vergogna che la
Regione Basilicata sta nascondendo…
Rovera: ma.. non siete i soliti esagitati?..
Fabio
Renzi Legambiente: Devo dire
una cosa: questa regione ha una finanziaria di 4.800/5000 miliardi l’anno, ha
un discorso sulle royalties di 50 miliardi l’anno, è veramente irrisorio il
contributo delle royalties a questa regione che, tra l’altro, ha da utilizzare
i fondi comunitari e se è brava quei 50 miliardi se li prenderà, ritirandoli a
quelle regioni che non spendono..
Rovera: Professor Bove ci aiuti lei a capire…Intanto quando petrolio c’è
in Val D’Agri?
Bove:
Il petrolio in lavore è 50.000 miliardi.. ma il ragionamento bisogna farlo in
questo modo: il petrolio è una risorsa esauribile, dura 25 anni ed ha un valore
di 40/50 mila miliardi, le altre risorse, le agro-alimentari, le ambientali, il
patrimonio archeologico, le acque, il boschi, il turismo sono risorse
rinnovabili, che non si esauriscono mai. Il ragionamento va fatto: è
conveniente l’uno o è conveniente l’altro?
Nessuno ce lo spiega.
Rovera: ma il petrolio serve a tutta la nazione, serve a tutti…
Bove:
anche salvaguardare questi grandi patrimoni naturali, consegnare questi grandi
patrimoni alle generazioni future è un dovere, un obbligo nostro .
Rovera: Vediamo se è possibile mandare l’opinione del ministro per
l’ambiente Altero Matteoli che Rocco De Rosa
ha incontrato nei giorni scorsi proprio per parlare del problema del
petrolio e della tutela dell’ambiente, del parco qui della Val D’Agri…
On.
Altero Matteoli, ministro per l’Ambiente:
Il parco non esiste perché la Regione Basilicata non ha dato ancora l’intesa.
E’ dal 1998 che il Ministero per l’ambiente sta sollecitando la Regione a
fare l’intesa. Lo hanno fatto i miei predecessori, l’ho fatto io appena
arrivato al ministero. Il fatto che ci sia un giacimento di petrolio sicuramente
non danneggia, anzi, la possibilità di fare il parco. Spero che nei prossimi
giorni questa intesa arrivi per poter finalmente far decollare questo parco
lucano.
De
Rosa: Monitoraggio dell’ambiente, Ministro, che è un tema essenziale. La
gente vuol sapere, non solo la gente comune, tutti vogliono sapere quale è la
ricaduta di queste estrazioni petrolifere che tra l’altro esistono anche nel
parco del Ticino, ovviamente in misura minore rispetto alla Cal D’Agri...
Matteoli:
Come i telespettatori sanno è stata richiesta una valutazione di impatto
ambientale, questa valutazione è stata esaminata al ministero dell’ambiente,
sono state date con delle prescrizioni le autorizzazioni a poter iniziare
l’estrazione del petrolio. Quindi non ci sono problemi per quanto riguarda
l’inquinamento ambientale.
De
Rosa: Anche per l’agricoltura?
Matteoli: Anche per l’agricoltura perché se ci fossero stati problemi la
valutazione di impatto ambientale sarebbe stata negativa. E’ stata data la
valutazione di impatto ambientale positiva con delle prescrizioni e l’AGIP per
la realizzazione degli impianti ne ha tenuto conto e quindi non troviamo la
scusa che non si realizza il parco perché c’è il petrolio. Questa è una
scusa: non si realizza il parco perché fino ad oggi non c’è stata la volontà
politica di volerlo realizzare.
Rovera: Questo era il parere del Ministro per l’Ambiente. Torniamo sempre a
questo dilemma ma è compatibile o non è compatibile il petrolio con il
parco…perché a sentire ufficiali c’è la compatibilità.
WWF
: sicuramente non è
compatibile, lo abbiamo visto chiaramente. Le dichiarazioni che ha fatto la
gente che vive sul territorio, che vive sulla propria pelle il costo del
petrolio ha chiaramente detto e smascherato il bluff della compatibilità. Tutti
parlano di compatibilità tra petrolio, tutela dell’ambiente e presenza del
parco. Il Petrolio ha un prezzo che non è sostenibile, non è sostenibile per
l’ambiente e non è sostenibile per la salute della gente che vive su questo
territorio e che da questo territorio deve trarre le risorse per potersi
garantire il futuro.
Rovera: Ho visto che qui abbiamo un geologo, Lei è un geologo no? La signora
diceva prima della incompatibilità dal punto di vista geologico, idrogeologico.
E’ così? Lei ha fatto degli studi specifici?
Dott.
Gianpiero D’Ecclesiis,
geologo: Abbiamo portato avanti una ricerca ormai da 10 anni con il Servizio
nazionale difesa catastrofi idrogeologiche. In buona sostanza quello che viene
fuori è che il quadro della vulnerabilità degli acquiferi in quest’area è
caratterizzato da aree con elevata vulnerabilità.
Rovera: Cioè lei dice che le perforazioni di petrolio rischiano di intaccare
le falde acquifere.
D’Ecclessiis: Diciamo che il potenziale di impatto che hanno queste lavorazioni sulla
qualità delle acque è elevato per cui evidentemente…
Rovera: Ma stanno bene attenti questi qui…. Mica sono dei…
D’ecclesiis: Evidentemente è necessario, per poter seguire questo aspetto,
monitorare tutto.
Rovera: cioè non c’è monitoraggio?
D’Ecclesiis: Ora allo stato attuale impianti di monitoraggio fisso sulle sorgenti e
sulle acque….
Renzi
legambiente:
Tra l’altro nell’accordo tra la regione e l’ENI era previsto un
osservatorio per il monitoraggio ambientale che non è strato realizzato, così
come i mille posti di occupati non ci sono. Tra l’altro vorrei dire che
qualcuno ha parlato di Texas , qui noi fortunatamente non siamo nel Texas perché
qui abbiamo un’agricoltura fiorente nella valle, ortofrutta, prodotti
certificati come il prosciutto di Moliterno, il prosciutto di Marsicovetere, il
canestrato di Moliterno, i fagioli di Sarconi e si sta sviluppando tutta una
filiera sulla mucca podolica, carni e caciocavallo e quindi mi pare che la
domanda che ci dobbiamo fare è se con il petrolio non stiamo mettendo in
discussione non solo il parco ma un’economia che va ben al di là del parco.
Rovera: Va bene abbiamo posto la questione, sindaco la riprenderemo un’altra
volta questa questione che è molto ampia, Lei si trova in una bella situazione
di difficoltà…
Coronato: Sicuramente
non sono in difficoltà perché vedo presenze di persone che non vivono sul
territorio….. certamente i problemi ci sono però…..
Vociare
e proteste
Rovera:
mi sembra una presenza abbastanza pesante…
Coronato: Non mi sembra che sia questo l’esatto esame della situazione attuale.
Comunque la grande disponibilità che abbiamo è proprio quella di far
coincidere le due risorse. E io sposterei il discorso su un altro versante che
è quello di premiare chi vive su questo territorio. So che l’anno prossimo è
l’anno della montagna, però sentivo sabato scorso di questa iniziativa
parlamentare dell’onorevole Realacci per dare ai piccoli comuni…però la
legge già c’è, la legge 97 del 1994…
Rovera: però questo è un altro discorso, lo riprendiamo chiedendo….
Forliano: Abbiamo il pozzo lì, chieda al sindaco che cosa è previsto in caso
c’è l’esplosione del pozzo, è a un Km da Calvello. A Trecate nel 1994 c’è
stata l’esplosione di un pozzo, noi stiamo qua sotto e non sappiamo cosa
succederà. Sa cosa ha scritto nel piano di sicurezza il tecnico del sindaco?
A Calvello c’è il petrolio, ci sono dei rischi e basta…e basta!!!
Che succede…?
Rovera: lei dice forse che per l’anno prossimo ci saranno dei piani…
Coronato: Innanzi tutto stiamo lavorando con la regione per attivare il piano di
monitoraggio che sembra un’esigenza fondamentale e certa e seria da chiedere e
chiaramente sugli interventi di protezione civile ci stiamo attrezzando in
questo senso, perché la tutela dei cittadini è la nostra prima esigenza.
Rovera: Bisogna farlo…Il discorso è chiarissimo, la compatibilità tra parco
e petrolio è difficile…. Ma sono certamente compatibili i fenicotteri rosa
con il parco del delta del Po
Va
in onda il Servizi
sui fenicotteri rosa
Rovera: Stiamo vedendo un nibbio reale che sta sorvolando proprio sopra di noi.
.bellissimo..
WWF: Si è uno
dei rapaci che vive in questo territorio, è un migratore Ma anche stanziale nel
sud d’Italia. Il WWF lo sta reintroducendo in regioni del centro Italia, nelle
Marche, in Umbria e alcuni esemplari arrivano proprio dalla Basilicata,
dall’oasi del WWF di Pignola…
sono stati recuperati animali feriti e oggi fanno parte di un progetto di
reintroduzione nel parco naturale regionale della Gola della Rossa..
Rovera: Qui abbiamo anche quelli della LIPU, anche voi avete fatto… voi siete
degli specialisti..: è così raro questo nibbio reale?
Giovanni
Palumbo, LIPU: Abbiamo fatto
un censimento… si è molto raro, abbiamo fatto un censimento su 120 coppie
distribuite su un territorio che è poco più grande di quello lucano. Il fatto
che qui, soprattutto nell’area del petrolio è praticamente la sua terra di
elezione è straordinario..
Ma non è questo che
volevo dire. Volevo dire che sul piano della compatibilità ci si vuole giocare
tutto e non sempre è così. Io credo che questo equivoco perpetrato dai nostri
politici, dalla nostra classe dirigente di voler considerare necessariamente la
natura da valore d’uso a merce di scambio deve finire. Non può essere
considerata la natura merce di scambio, soprattutto con il mortifero petrolio.
Credo che ci sia un limite a tutto e sul petrolio questo limite deve essere reso
evidente una volta per tutte.
Rovera: Ecco…. Lei ha un giornale…”La guerra del petrolio”, addirittura
si porta..
Musacchio: E’ l’ultimo numero del Panda, il giornale del WWF:
Rovera: Siete tutti del WWF qui?
Coro:
NO, no…
Musacchio: c’è la presidente del WWF che voleva parlare..
Rovera: si….va bene.. volevo chiedere al professore Bove: qui bisogna che
usciamo da questo empasse della compatibilità tra petrolio e… il petrolio
comunque dicevamo prima…
Bove:
E’ una risorsa nazionale è indubbio però bisogna capire bene quali
sono gli obbiettivi .
Se l’obbiettivo
della collettività è quello di salvaguardare questo grande patrimonio che è
il cuore dell’Appennino lucano, qui ci sono faggete stupende, ci sono siti che
sono unici, lo stesso rappresentante della LIPU parlava del nibbio
reale…Allora se l’obbiettivo è quello di conservare alle generazioni future
questo grande patrimonio, valorizzandolo attraverso politiche finalizzate ad
attirare le popolazioni da queste parti, allora non può essere compatibile con
il petrolio…
Rovera: Bisogna cercare delle fondi diverse…
Bove:
del resto già nella trasmissione si è capito che nei prossimi 10 anni ci
saranno delle fondi alternative al petrolio..
Rovera: Io devo chiudere questo capitolo e terminare il giro dei parchi….
Va
in onda il Servizio
su parco del Circeo
Rovera: Ecco andiamo a visitare il parco della Sila. E’ parco o non è ancora
parco?
Fusilli: Non è ancora parco. C’è una discussione in corso, questo avviene
sempre, ma quando il parco comincia a funzionare c’è grande consenso e grandi
opportunità
Va
in onda il Servizio
sul parco della Sila
Rovera: Noi intanto chiudiamo la puntata….sindaco, noi sabato prossimo siamo
in Val di Susa, in Piemonte e sulle montagne piemontesi, bellissime, per parlare
dell’anno della montagna il 2002 l’anno della montagna. Si diceva prima che
ci vorrebbe una legge speciale, ma c’è già in realtà una legge, basterebbe
applicarla..
Coronato: In effetti c’è la legge 97 del 94, legge nazionale, una legge quadro
sulla montagna che dà alcuni indirizzi particolari, alcune azioni che bisogna
sviluppare, la promozione del territorio e delle risorse ambientali, lo sviluppo
economico delle attività presenti sulle zone montane. Però il problema è che
questa legge non viene applicata, non viene incentivato chi vive in montagna.
Rovera: Va beh… intanto la signora…
Forliano: Sindaco vuole brindare con quest’acqua presa sotto il pozzo? Sotto il
pozzo.. acqua e petrolio…Si può bere acqua e petrolio?
Rovera: Si va beh… E’ fine anno si può anche brindare con una bottiglia di
Asti spumante e così faccio anche pubblicità alla mia città… Buon anno e ci
vediamo sabato prossimo.