Trasmissione AMBIENTE ITALIA su RAI 3 del 19 ottobre 2002
TG3 Basilicata – Rocco De Rosa: Le telecamere di Ambiente Italia, guidate da Mia Santalera, sono qui, oggi, a Corleto per parlare di petrolio, di Parco, ma non solo. Per parlare di energia, di ambiente e, soprattutto dopo gli interventi a livello di stampa nazionale sulle energie e sulle fonti rinnovabili, il tema del petrolio è quanto mai di attualità. Con me, qui a Corleto, Beppe Rovera: qual’è la scaletta di Ambiente Italia?
Ambiente Italia – Beppe
Rovera: Il teatro non poteva non essere che Corleto perché qui deve sorgere
il nuovo Centro Oli e quindi mi pare che sia un argomento che suscita dibattito
e anche contrasti. Perché non studiare, non registrare questa dissonanza e
questa discordanza di opinioni sul futuro energetico? Di qui parte un discorso
più generale. Tu dicevi giustamente e citavi la discussione di questi giorni:
Idrogeno. “L’Europa è in ritardo”, dice il premio Nobel Rubia. Oggi
andremo a vedere quale futuro sarà per le fonti rinnovabili. Ci allargheremo a
un discorso più generale e faremo anche un collegamento, una sorta di
gemellaggio tra Corleto, che appunto ha il petrolio, e un piccolo comune del
Pistoiese, Cutigliano che invece rinuncia a qualsiasi tipo di idea di
combustibile fossile per ricorrere alle energie alternative. Una puntata ricca
di spunti in un territorio magnifico come è quello della Basilicata.
TG3 Basilicata – Rocco De
Rosa: Insomma il petrolio sarà decisamente in primo piano con tutto ciò
che sta succedendo al Centro Oli di Viggiano e a Corleto…
Ambiente Italia – Beppe Rovera: Rosaria Vicino, sindaco di Corleto, 3.000 anime. Siamo in Basilicata, luogo bellissimo, direi baciato da Dio e dai Santi, colline magnifiche. Vedo però del fumo laggiù e un grande recipiente.
Vicino - sindaco di Corleto:
Il fumo non deriva dal recipiente bensì sono accensioni che fanno gli
agricoltori per le stoppie…
Ambiente Italia – Beppe
Rovera: Io volevo che introducesse lei l’argomento.
Vicino - sindaco di Corleto:
C’è un centro di stoccaggio, di scaricamento degli idrocarburi che viene
trasportato su gomma a Taranto. Questo Comune è interessato dalla attività di
ricerca. Ci sono 5 pozzi che sono stati perforati, 4 che sono in prova di
produzione e, nella nostra programmazione, abbiamo in mente di realizzare anche
un Centro Oli per la lavorazione del greggio, per essere poi trasportato,
attraverso l’oleodotto, a Taranto.
Ambiente Italia – Beppe
Rovera: Perché qui siamo nel regno del petrolio, questa è la terra del
petrolio… voi siete gli sceicchi dell’Italia. Cosa ci guadagnate, quanto
petrolio c’è qua sotto a Corleto?
Vicino – sindaco di Corleto:
Ha una stima di 420 milioni di barile e quindi avremo un Centro Oli che avrà
una capacità di lavorazione di 50.000 barili al giorno. Abbiamo detto sì
soprattutto per l’occupazione, per evitare ancora che questi comuni possano
spopolarsi perché tante intelligenze sono andate via e vorremmo che anche i
giovani restassero qui. Il Centro Oli sorgerà a 1.020 metri. Non si vede da
qui, è dietro la montagna che si vede di fronte…
Ambiente Italia – Beppe
Rovera: Lo vedranno quelli dall’altra parte….
Vicino – sindaco di Corleto:
Da Corleto non è visibile, non ci sono vincoli…
Ambiente Italia – Beppe
Rovera: Insomma lei è contenta. Ci dica cosa ci ricaverà Corleto da questa
vicenda del petrolio.
Vicino – sindaco di Corleto:
Io sono contenta perché voglio utilizzare questa risorsa. Non voglio far
morire il mio paese; ritengo che le royalties siano importanti per la Regione e
per il Comune che incamererà direttamente le royalties derivanti dalla
produzione.
Ambiente Italia – Beppe
Rovera: Io non vorrei dirglielo ma il Sindaco di Laurenzana, un comune che
sta qui vicino, la pensa in maniera completamente diversa ed è un sindaco anche
lui…
Martoccia – sindaco di
Laurenzana: Non è che io la penso diversamente, non sono contro il
petrolio. Io sono contro quella cultura che tende a dimostrare che c’è
compatibilità tra petrolio e ambiente. Soprattutto in qualità di Veterinario
Igienista. La mia categoria professionale si è interessata da sempre di
Medicina Preventiva, non posso far passare questa tesi.
Ambiente Italia – Beppe
Rovera: Lei è arrivato armato di due libri: “Tossicologia e sicurezza
degli alimenti”….
Martoccia – sindaco di
Laurenzana: Basta aprire uno dei due testi per dimostrare quello che
succederà, non oggi ma nel corso degli anni in seguito all’estrazione del
petrolio. Ci ritroveremo nell’ambiente tutti i prodotti di combustione del
petrolio e questi decadimenti andranno a finire nell’uomo attraverso il ciclo
che qui è ben rappresentato.
Ambiente Italia – Beppe
Rovera: Abbiamo introdotto l’argomento di questa puntata. Insomma si può
fare a meno del petrolio? Come ci riscaldiamo, come ci diamo energia? Presidente
Bubbico, lei è presidente della regione che ha questo patrimonio enorme, questi
giacimenti così importanti …
Bubbico – Presidente
Regione Basilicata: Lei ha chiesto al sindaco cosa ci guadagna il Comune di
Corleto. Io vorrei porre la domanda in termini diversi: il petrolio serve al
paese o no? La Basilicata sta contribuendo, attraverso lo sforzo che sta
facendo, all’autonomia, seppure molto parziale, del paese. Riteniamo di dare
un contributo perché le politiche intese al risparmio energetico o
all’allestimento dei mix energetici, perché si determinino condizioni di
compatibilità ambientale, vengano concretamente realizzati. Le preoccupazioni
le abbiamo tutti. I processi di antropizzazione determinano modificazione degli
equilibri e i principi di sostenibilità ci portano a misurare continuamente gli
impatti perché il ciclo che il sindaco Martoccia ha rappresentato, attraverso i
manuali di tossicologia, sono presenti. Sono attivi indipendentemente dalla
utilizzazione in loco degli idrocarburi.
Ambiente Italia – Beppe
Rovera: Io vorrei tornare alla domanda che ho fatto prima: possiamo fare a
meno di questo petrolio della Basilicata? e vorrei chiederlo a Corrado Clini,
che è collegato con noi, Direttore Generale del Ministero dell’Ambiente, che
gira il mondo rappresentando l’Italia a tutti i tavoli internazionali e
mondiali in tema di sviluppo sostenibile. Possiamo fare a meno di questo
giacimento?
Clini – dir. Gen. Min.
Ambiente: Si può fare a meno di tutto. Certamente si può fare a meno a
costi elevati che vanno distribuiti tra i cittadini. Credo che se abbiamo questa
risorsa, questa opportunità, sia opportuno utilizzarla cercando di fare in modo
che l’utilizzazione di questa risorsa non abbia impatti negativi
sull’ambiente e anche sulla crescita economica del territorio. Mi pare che il
lavoro fin qui fatto sia finalizzato a raggiungere questo obiettivo. Io credo
che sia opportuno utilizzare le risorse che si hanno.
Ambiente Italia – Beppe
Rovera: Volevo sapere se eravamo già pronti alle soluzioni alternative.
L’alternativa al petrolio è una cosa perseguibile nel breve tempo?
Clini – dir. Gen. Min. Ambiente: Siamo pronti per soluzioni integrative. Nei prossimi venti anni la domanda globale di energia a livello mondiale crescerà del 50%. Dobbiamo fare in modo che questa crescita della domanda, che sarà soprattutto nei paesi in via di sviluppo o di nuova industrializzazione, avvenga utilizzando un mix di fonti fossili e, possibilmente, le tecnologie che utilizzeranno idrogeno. Però sarebbe poco realistico immaginare che ci sia un futuro, a portata di mano, energetico che possa fare a meno del petrolio. Questo è poco corretto; non è giusto porre il problema in questi termini.
Ambiente Italia – Beppe
Rovera: C’è un’esperienza. Vogliamo fare un gemellaggio tra Corleto e
Cutigliano, un paese bellissimo del Pistoiese, che ha fatto scelte alternative
al petrolio. Claudio Apostolo è collegato con noi da Cutigliano.
Ambiente Italia -
Giornalista: Vicino a me c’è il sindaco di Cutigliano, Graziano Nesti,
che ha ottenuto il suo progetto di utilizzazione al 100% energie rinnovabili per
questo piccolo paese sull’Appennino pistoiese. Ha avuto l’unanimità del
Consiglio Comunale. Cosa volete fare? Volete staccare la spina e fare da soli?
Nesti - sindaco di Cutigliano:
No, certamente. Noi vogliamo contribuire a diminuire l’emissione di sostanze
nocive nell’aria, diminuire l’emissione di anidride solforosa, di anidride
carbonica, di ossido di azoto e vogliamo diminuire la dipendenza del nostro
piccolo paese dal petrolio che, come si sa, incide molto sulla bilancia dei
pagamenti, dei tagli. Quindi, dal nostro punto di vista, cerchiamo di dare il
nostro contributo. Su questo siamo tutti d’accordo.
Ambiente Italia -
Giornalista: Qui i progetti di energia rinnovabile, siamo ancora a livello
di progetto, è che si innestano in un territorio che ha tante altre risorse: i
prodotti tipici, c’è una foresta di faggi che, a quanto pare, fornisce le
piantine di faggi per tutt’Italia, per i trapianti che le Guardie Forestali
fanno in tutt’Italia. Poi ci sono un’altra quantità di aspetti positivi,
l’educazione ambientale. Insomma, questo progetto di Cutigliano è veramente
un esempio da seguire anche per la Regione Toscana che è capofila per quanto
riguarda le scelte sull’energia rinnovabile in tutta Italia. E’ vero,
Assessore?
Assessore di Cutigliano:
Sì, abbiamo questa funzione all’interno della Conferenza dei Presidenti. E’
quella che interessa di più le regioni perché si tratta di impianti che devono
essere molto legate alle politiche del territorio.
Ambiente Italia -
Giornalista: Qui si punta sull’energia eolica. Sappiamo che da te, Beppe,
c’è anche un fronte del no all’energia eolica. Nell’Italia Centrale, in
Abruzzo, poi si punta sull’energia idroelettrica, senza però consumare troppo
il territorio.
Ambiente Italia – Beppe
Rovera: Torniamo a parlare di energie alternative. “Idrogeno. Europa in
ritardo nella ricerca”. Il premio Nobel Rubia: “E’ un’occasione che
stiamo perdendo, i primi sul mercato spazzeranno via la concorrenza.” “Dopo
ogni rivoluzione ci sono vinti e vincitori – ha detto Rubia nei giorni scorsi
– meglio non essere nel primo gruppo.” Premio Nobel per la Fisica,
Commissario dell’Enea, Rubia dice che, rispetto all’Europa, il Giappone
investe il doppio per la ricerca nella direzione dell’idrogeno. Gli Stati
Uniti addirittura i triplo. Per non restare fuori dobbiamo fare di più e
subito, altrimenti succederà come per i telefonini: in Italia li hanno tutti ma
non ci sono aziende che li producono. Bisogna dunque fare qualcosa sul fronte
dell’energia rinnovabile, in modo particolare dell’idrogeno. Ma poi ci sono
le nuove frontiere: come si fa a rinnovare energia dall’idrogeno?
Torniamo alla Basilicata.
Sindaco, lei si prepara ad ospitare un grande Centro Oli, così arrivano anche i
finanziamenti, parte l’indotto, però da quello che si vede qua c’è molta
contestazione, ci sono tanti movimenti che non la pensano allo stesso modo. Il
Presidente Bubbico stava dicendo che questa risorsa bisognerebbe sfruttarla.
Bubbico – Presidente
Regione Basilicata: Il petrolio serve e il nostro paese deve investire
ancora di più in ricerca, nella produzione di nuove tecnologie per aumentare i
rendimenti termici ma soprattutto per costituire un’offerta che faccia
riferimento a un mix di fonti. Su questo io credo che sia importante riflettere
perché se noi assumessimo, come strategia del paese, una dipendenza esclusiva
dal petrolio, dal vento, dall’idroelettrico, ci metteremmo in una condizione
di criticità. In questo quadro noi abbiamo preteso che l’utilizzazione del
petrolio in Basilicata avvenisse utilizzando le migliori tecnologie disponibili
per garantire non il rispetto delle norme circa le emissioni in atmosfera ma i
migliori risultati conseguibili tanto da ridurre gli impatti ambientali.
Vogliamo utilizzare le royalties non già per finanziare assistenza ma per
innovare il nostro tessuto produttivo inducendolo ad utilizzare le migliori
tecnologie tanto da ridurre l’impatto complessivo dal punto di vista
ambientale e vogliamo sostenere, come già stiamo facendo, l’utilizzazione da
parte delle collettività locali di tutti gli strumenti che vadano nella
direzione del risparmio energetico.
Ambiente Italia – Beppe
Rovera: Vediamo le immagini del Comune di Viaggiano che è stato il primo ad
avere un Centro Oli e ricava delle royalties. Lei però, non la vede bene a
Viaggiano. Perché? Che danni avete avuto dal petrolio?
Cittadino di Viggiano: Il
petrolio nella Val d’Agri e a Viaggiano… io vorrei solamente mettere in
guardia il sindaco di questo paese che si ostina a caldeggiare la costruzione
del Centro Oli. Questo problema noi lo viviamo da dieci anni, in effetti ne
stiamo ricavando solo degli svantaggi: in termini di inquinamento, in termini di
ambiente e danni all’economia di tutta la zona perché le royalties fino
adesso…
Ambiente Italia – Beppe
Rovera: Il sindaco ci diceva invece che lui ha attivato tutta una serie di
attività collaterali, artigianali, l’indotto ha avuto molto.
Cittadino di Viggiano: Basta
vedere le percentuali della Val d’Agri, le industrie che si sono insediate con
l’avvento del petrolio. Non è cambiato niente e credo che abbiamo avuto solo
danni, vedi gli ultimi incidenti che si sono verificati al Centro Oli…
Ambiente Italia – Beppe
Rovera: Massaro, lei è stato il fondatore di uno dei primi Comitati contro
il petrolio.
Massaro: Il petrolio qui
in Basilicata è una realtà, purtroppo. Si sono verificati questi dodici
incidenti… mi compiaccio con il presidente Bubbico per quello che ha
dichiarato oggi ma, tempo addietro, ha lasciato via libera ai petrolieri e al
Centro Oli. Io ho chiesto le sue dimissioni. Oggi bisogna mettere in condizione
di estrarre senza ulteriori danni.
Bubbico – Presidente
Regione Basilicata: Le ricadute delle attività petrolifere non si vedono
ancora perché le royalties non sono ancora arrivate non già perché non
vogliono pagare ma perché l’attività di estrazione non è arrivata a regime.
E noi vogliamo utilizzare le royalties. La Regione ha preso complessivamente non
più di 30 miliardi che è esattamente il 7% del petrolio estratto. Il signore
di Viggiano diceva da dieci anni… il Centro Oli ad oggi non è ancora a pieno
regime e solo da 4 mesi sta lavorando a 50mila barili al giorno. Quindi
l’attività sta partendo in questo momento per arrivare a 104mila. Le attività
di verifica, le procedure di sicurezza sono tali da garantirci rispetto anche
agli incidenti che si sono verificati, che, per fortuna, hanno messo in evidenza
come determinati parametri di sicurezza andassero ulteriormente rafforzati. Ed
è quello che abbiamo fatto disponendo la chiusura del Centro Oli, appena si è
verificata una disfunzione.
Ambiente Italia – Beppe
Rovera: Il nostro collega Rocco De Rosa ha fatto una serie di servizi. Noi,
di cronaca registriamo quello che è successo in questi giorni attorno alla
vicenda del petrolio. C’è un’inchiesta giudiziaria perché ci sono stati
anche episodi di corruzione. Cominciamo con un’intervista che Rocco De Rosa ha
fatto al GIP Romaniello nella quale spiega la pericolosità di quello che stiamo
parlando.
TG3 Basilicata – Rocco De
Rosa: Petrolio e corruzione. Questa della Procura di Potenza è la prima
inchiesta giudiziaria su un giacimento di petrolio, sul più grande giacimento
di petrolio in terraferma in Italia.
Romaniello – GIP Procura di
Potenza: E’ un’inchiesta il cui oggetto non è certo quello di
controllare se la gestione del petrolio sia corretta dal punto di vista
politico, sociale o ambientale. E’ un’inchiesta che vuole verificare se ci
sono eventuali ipotesi di corruzione o comunque di altri reati.
TG3 Basilicata – Rocco De
Rosa: Il Petrolio con i casi di presunta corruzione rappresenta un terreno
particolarmente fertile, un terreno a rischio.
Romaniello – GIP Procura di
Potenza: Il petrolio, essendo una risorsa così preziosa, intrinsecamente
pericolosa, può essere un terreno ancora più fertile e dannoso se inquinato
dalla corruzione.
TG3 Basilicata – Rocco De
Rosa: Ricordiamo che quest’inchiesta si basa prevalentemente sulle
indagini che riguardano la corruzione dell’oleodotto che collega Viggiano a
Taranto.
Romaniello – GIP Procura di
Potenza: Sullo specifico dell’inchiesta, ovviamente, non posso dire nulla.
Si sta indagando per verificare la fondatezza di alcune ipotesi di reato già
emerse.
TG3 Basilicata – Rocco De
Rosa: Il petrolio è il futuro della Basilicata, come ha sostenuto il
Presidente Bubbico nel suo intervento in Consiglio.
Romaniello – GIP Procura di
Potenza: La Magistratura deve fare in modo che questa risorsa sia gestita
nell’interesse dello Stato e di tutta la collettività.
Ambiente Italia – Beppe
Rovera: Ha sentito, Presidente?
Bubbico – Presidente
Regione Basilicata: La Regione, sin dal primo momento, ha prestato
grandissima attenzione a questi problemi. Sappiamo che esiste il rischio che
fattori patologici possano verificarsi. Apprezziamo il lavoro della Magistratura
ma voglio sottolineare che non c’è alcun nesso tra l’attività negoziale
della Regione e i procedimenti autorizzativi. E’ questione di cui si sta
occupando la Magistratura, che appartiene alle dinamiche della esecuzione di un
lavoro, che appartiene alle logiche tra aziende committenti ed Imprese
operatrici.
Ambiente Italia – Beppe
Rovera: Io volevo fare riferimento ad un episodio. Si parlava prima di
incidenti, il signore è di Potenza…
Enzo Camarda: Io
rappresento le associazioni ambientaliste della Basilicata che certo non sono
contente di questa situazione.
Ambiente Italia – Beppe
Rovera: Sono una contro l’altra?
Enzo Camarda: No, sono
abbastanza unite. Anche se ognuna di queste porta avanti una tematica diversa.
Ambiente Italia – Beppe
Rovera: La differenza qual’è?
Enzo Camarda: Quella di
salvaguardare il territorio lucano. Io credo che l’estrazione del petrolio può
essere una cosa utile però bisogna stare attenti all’acqua perché la
ricchezza del futuro sarà l’acqua. Si è creato un collegamento tra petrolio
e acqua, più si estrae il petrolio velocemente e più la natura non riesce a
bilanciare questo scompenso che poi va ad impoverire le falde idriche.
Probabilmente noi fra cinque anni non avremo più acqua.
Ambiente Italia – Beppe
Rovera: Questo mi sembra un bel ragionamento. Utilizziamo una risorsa
importante come il petrolio però ci giochiamo l’acqua. L’oro nero di oggi
è il petrolio ma l’oro vero del futuro non è l’acqua?
Clini – dir. Gen. Min.
Ambiente: Io credo che non solo in Basilicata ma in tutte le aree nelle
quali oggi le imprese sono impegnate per l’estrazione del petrolio, la
correlazione tra estrazione dell’olio e protezione della risorsa idrica sia
una priorità. Io non credo che si possa affermare che entro cinque anni la
Basilicata rimanga senza acqua perché c’è l’estrazione del petrolio.
Almeno questa è una posizione che non mi pare sia basata su valutazioni che
hanno avuto conferme di carattere tecnico. Quello che posso dire è che la
gestione dell’estrazione del petrolio deve essere tale da non mettere a
repentaglio la risorsa idrica. Per quanto ne so, questo rischio non è presente
nella Val d’Agri.
Ambiente Italia – Beppe
Rovera: Vorrei che lei che si è armato di questa maschera strana…
Un cittadino: La maschera
rappresenta gli Indios dell’Ecuador che sono stati uccisi dalle sorelle delle
Compagnie Petrolifere. Quindi sono degli assassini…
Ambiente Italia – Beppe
Rovera: Lei prima mi faceva un conto.
Un cittadino: Io volevo
rispondere al Presidente Bubbico. L’acqua dei lucani vale 55/60 miliardi
l’anno. Noi riceviamo dalle royalties 50 miliardi l’anno, circa per venti
anni sono 1000 miliardi; più qualche altra cosa arriviamo a 1500 miliardi. Con
i 60 miliardi dell’acqua pareggiamo i conti. Fra venti anni noi ci troveremo
senza petrolio e con tutti i danni connessi, quindi ci andiamo a perdere. Certo
noi dobbiamo aiutare lo Stato però lo Stato deve pensare anche alla
informazione, alla prevenzione e alla formazione dei piani di sicurezza che non
sono stati fatti. I piani di evacuazione non sono stati dati. I cittadini non
sanno dei danni del petrolio.
Ambiente Italia – Beppe
Rovera: Questo conto è suggestivo, Presidente Bubbico.
Bubbico – Presidente
Regione Basilicata: Dal punto di vista metodologico quando assumo le mie
decisioni scruto innanzi tutto gli scenari catastrofici per poi misurare
esattamente la fattibilità di alcune decisioni. In questo momento il petrolio
appartiene al Paese e la Basilicata è una regione di questo Stato che noi
vogliamo continuare a considerare unitario. Per questo polemizziamo molto quando
registriamo posizioni, diciamo, identitarie di alcune parti del Paese. Noi
vogliamo mettere a disposizione questa risorsa senza compromettere il futuro
delle nuove generazioni.
Ambiente Italia – Beppe
Rovera: Vediamo questo incidente dei giorni scorsi al Centro Oli di Viggiano
.
TG3 Basilicata – Rocco De
Rosa: Il sistema di monitoraggio è fermo da tempo e non fornisce
indicazioni utili, soprattutto in questo momento. Come stanno esattamente le
cose?
ARPAB Agenzia Reg. Per
l’Ambiente Basilicata - Enzo Di Croce: Io penso che la Regione sicuramente
avrà raccolto i suoi dati. Noi siamo un Ente strumentale. Non siamo stati
ancora messi al corrente ma penso che lo saremo in un lasso di tempo
ragionevole.
TG3 Basilicata – Rocco De
Rosa: Ritorna l’ombra degli incidenti nel Centro Oli di Viggiano. Dopo la
fuoriuscita di greggio, nei mesi scorsi, ai primi di ottobre, a causa di un
guasto all’impianto di desolforazione, un’enorme quantitativo di anidride
solforosa è finito in atmosfera. Vertici e contatti si sono svolti a livello di
regione, di Prefettura dove è stato varato un piano di evacuazione
dell’intera zona. Dopo questo nuovo incidente, che si è verificato
all’interno del Centro Oli di Viggiano, si ritorna a parlare di sicurezza. Ma
esiste la sicurezza in questo momento in Val d’Agri, nell’area del petrolio?
Vittorio Prinzi- sindaco di
Viggiano: Poiché non esiste ancora un osservatorio ambientale che curi
costantemente e direttamente il monitoraggio ambientale, non esiste un piano di
sicurezza esterna al Centro Olio che, da mesi, è in discussione presso gli
organi competenti per poter essere approvato.
WWF Italia – Vito Mazzilli:
Siamo convinti che non ci sia un controllo della estrazione e della ricerca
petrolifera. Tutto quello che è stato detto finora non è stato mantenuto.
Specialmente a livello di emissioni in atmosfera e di incidenti che sempre più
spesso stanno capitando in questa zona.
TG3 Basilicata – Rocco De
Rosa: La Basilicata galleggia su un fiume di petrolio, è stato detto. Ma
chi garantisce che l’acido solfidrico contenuto nell’estrazione di petrolio
non possa finire anch’esso nell’atmosfera? Una domanda legittima, a questo
punto. Nel prossimo collegamento parleremo di petrolio ma anche del Parco
nazionale della Val d’Agri, uno dei pochi Parchi in Italia solo sulla carta.
Ambiente Italia – Beppe
Rovera: E’ venuto fuori che mancano un sacco di controlli. E’ così o
no, sindaco?
Vicino - sindaco di Corleto:
Per quanto riguarda Corleto, vorrei dire che la tutela dell’ambiente non è
solo un patrimonio degli ambientalisti ma di tutta la società civile. Intanto
abbiamo posto in essere alcune iniziative come l’incarico a una società per
avere una certificazione ambientale. Si tratta di fare un piano di autocontrollo
per individuare i punti critici e fare un monitoraggio costante, fare
prevenzione. Inoltre c’è l’Agrobios, che ha convenzionato la Regione
Basilicata, che ha installato un gabbiotto dove ci sono delle piante sensibili
proprio per evidenziare l’eventuale inquinamento atmosferico.
Bubbico – Presidente
Regione Basilicata: Il monitoraggio che stiamo effettuando non è solo di
natura chimica o chimico-fisico ma è un monitoraggio di natura biologica.
Quello che stiamo facendo in questo momento lo stiamo strutturando in termini
fissi attraverso una rete di monitoraggio che, in continuo, rileverà i
parametri chimico-fisico e delle isole biologiche che rileveranno i dati di
tossicità presenti su piante sensibili; cioè il massimo di quanto oggi si
possa fare in termini di monitoraggio ambientale. Questi dati vengono dati
grezzi prima ancora che vengano elaborati o portati a sintesi sul Sito della
Regione Basilicata.
Alfonso Fragomeni –
Rappresentante di Sos Lucania: Una delle grandi contestazioni che tutte le
associazioni fanno a questa Amministrazione Regionale e alle Compagnie
Petrolifere è la mancanza di un sistema di sicurezza. Dice il falso chi afferma
che esiste un sistema di sicurezza. In Val d’Agri, in Val Camastra, nella
Valle del Sauro non esiste alcun sistema di monitoraggio o di sicurezza! Le
popolazioni non sanno cosa devono fare in caso di incidente in una delle
postazioni petrolifere. In Val d’Agri la situazione economica, agricola e
turistica è in ginocchio. Questo è quello che abbiamo avuto finora dal
petrolio e non esiste, a dieci anni dall’inizio delle estrazioni petrolifere,
un controllo veritiero e affidabile. Oggi cominciamo a parlare di sistemi di
sicurezza e monitoraggio?! Ma dovevamo pensarci dieci anni fa per avere un
parametro di confronto con la situazione attuale dell’ambiente.
Bubbico – Presidente
Regione Basilicata: Per fortuna questa regione presenta tassi di crescita
che sono tre volte i tassi registrati a livello nazionale e più che tripli
rispetto a quelli del Mezzogiorno. E per fortuna, grazie ai cittadini e agli
imprenditori della Val d’Agri, né il turismo né l’agricoltura stanno
subendo contraccolpi anzi siamo in presenza di trend di crescita che vanno
accompagnati e sostenuti attraverso anche processi di certificazione, che
abbiamo avviato, della qualità del territorio.
Ambiente Italia – Beppe
Rovera: L’eolico a Muro Lucano. Voi siete sul piede di guerra perché
contro l’eolico. Se non va bene il petrolio, non va bene l’eolico, come la
mettiamo?
Cittadino di Muro Lucano:
Noi ci siamo imbattuti di fronte a un progetto della nostra Amministrazione che
prevede l’installazione di 115 aereogeneratori sul nostro territorio. Muro
Lucano fa 6.000 abitanti, abbiamo un terzo del nostro territorio che è
coinvolto da questo investimento industriale per cui qualche problema ce lo
siamo posto e, facendo alcune valutazioni, alcune verifiche, ci siamo resi conto
che era un impatto enorme sul nostro territorio, su un’area dove c’è una
produzione che non è per nulla marginale ma ci sono dei prodotti che sono
eccellenti e che necessitano di una loro promozione e valorizzazione. Ci siamo
trovati di fronte a una difficoltà di valutazione e di programmazione di questi
investimenti che si fanno sulla nostra regione. Per questo colgo l’occasione,
vista la presenza del nostro Presidente, che, andando a valutare quello che è
il piano energetico regionale, per la questione eolica, noi abbiamo notato una
mancanza di organizzazione, di un programma della nostra Regione.
Ambiente Italia – Beppe
Rovera: C’è Clini in collegamento. Se non va bene il petrolio e non va
bene l’eolico diventa difficile ragionare.
Clini – dir. Gen. Min.
Ambiente: Direi che il petrolio va gestito con criteri di compatibilità
ambientale. Io credo che l’ENI, di cui il nostro Stato è azionista di
maggioranza o di riferimento, debba garantire le migliori tecnologie
disponibili. Le problematiche che sono state sollevate devono essere verificate
tutte. Non è pensabile che un’iniziativa così importante come quella nella
Val d’Agri possa avere dei problemi ambientali per disattenzione in termini di
gestione della tecnologia. Per quanto riguarda le fonti rinnovabili, l’eolico
è una risorsa importante e i costi di produzione di energia dell’eolico sono
crollati perché le tecnologie consentono, oggi, grande efficienza per la
produzione di energia dal vento. Dobbiamo, però, fare in modo che la produzione
di energia dal vento sia compatibile con una ricchezza tipica del nostro Paese,
che è il paesaggio. Noi non possiamo compromettere questo patrimonio e credo
che su questo riusciremo a lavorare. Riusciremo a trovare anche su questo le
soluzioni più adeguate e più idonee. Però ricordiamoci che il vento è una
risorsa importantissima per rispondere alla domanda di energia futura, non solo
in Europa ma anche nei Paesi in via di sviluppo e, per quanto riguarda
l’Italia, voglio ricordare ancora che qualche giorno fa il Ministro Matteoli
ha presentato al CIPE il programma italiano per la riduzione dell’emissione
dei Gas Serra e, per corrispondere a una direttiva europea del 2001, è previsto
che il 25% dell’energia elettrica prodotta in Italia entro il 2010 sia
prodotta da fonti rinnovabili ovvero dall’acqua, ovvero dal vento, dal sole e
dalle bio-masse e, da questo punto di vista, il Comune di Cutigliano direi che
è sulla direzione giusta nel senso che contribuisce esattamente a questo
scenario e a questo programma indicato dal Ministro dell’Ambiente.
Ambiente Italia – Beppe
Rovera: La linea a Rocco De Rosa per l’ultima parte sul petrolio della Val
d’Agri. Il Parco e il Petrolio.
TG3 Basilicata – Rocco De
Rosa: L’Energia blocca i Parchi; finisce spesso per sbarrare il passo alle
Aree protette. E’ il caso del Parco Nazionale della Val d’Agri non ancora
realizzato a causa della presenza di giacimenti di petrolio nella zona. Un
ostacolo apparso finora insormontabile, dopo anni di discussioni, anche a
livello di Ministero dell’Ambiente.
Angela Latorraca – sindaco
di Moliterno: Noi, come Amministrazione Comunale, abbiamo fatto una scelta
coraggiosa: di entrare nel progetto del Parco con l’intero territorio comunale
perché crediamo che il Parco possa essere motore di sviluppo oltre che tutela e
valorizzazione delle risorse ambientali. Però, in questa realtà, ci sono i
limiti che sono sovrapposti in alcuni punti per cui alla fine il Parco della Val
d’Agri-Lagonegrese, il Parco nazionale, sarà comunque condizionato dal
petrolio.
TG3 Basilicata – Rocco De
Rosa: La Val d’Agri dunque soltanto terra di petrolio?
De Leo – Legambiente
Basilicata: Assolutamente no. La Val d’Agri è un territorio ricco di
valori ambientali e naturalistici dove si può sviluppare un sistema economico
forte legato ai prodotti dell’agricoltura, al turismo e ai beni culturali. Il
petrolio deve essere subordinato a tutto questo altrimenti va a squilibrare
tutto questo grande sistema.
TG3 Basilicata – Rocco De
Rosa: In seguito alle numerose crisi internazionali e data la congiuntura
del momento, una riserva di 900 milioni di barili di greggio è un contributo
significativo alla bolletta energetica italiana. Sicché gli interessi di una
terra, piccola ma importante, rischiano di soccombere.
Rino Ponzo – Presidente
Comunità Montana Alto Agri: Oltre al petrolio, sicuramente, c’è la
risorsa acqua, la risorsa archeologica, la risorsa ambiente che è un patrimonio
che non possiamo disperdere e che non consentiremo che venga deturpato dai
problemi legati al Centro Oli e allo sfruttamento delle risorse petrolifere.
Ambiente Italia – Beppe
Rovera: Presidente Bubbico, in chiusura, la morale della favola di questo
ragionamento che abbiamo fatto.
Bubbico – Presidente
Regione Basilicata: Morale della favola è che questa è una straordinaria
regione che discute e che sa mettere in evidenza tanti punti di vista diversi
che per noi costituiscono un grande valore. Circa la questione segnalata in
ultimo, del Parco, non ho difficoltà a riconoscere che i tempi per la sua
definizione sono stati piuttosto lunghi però posso dire che lunedì prossimo la
Commissione competente del Consiglio Regionale varerà definitivamente il
provvedimento. Sulle questioni ambientali noi intendiamo costruire le
prospettive di crescita e sviluppo di questa regione e la visione critica che i
cittadini, le associazioni ambientaliste mettono in evidenza per noi
rappresentano un motivo di forte stimolo e di grande arricchimento per
migliorare la qualità delle scelte programmatiche.
Ambiente Italia – Beppe
Rovera: Finiamo con un allevatore. Lei ha da fare un appello?
Allevatore: Vorrei dire
che l’ENI dovrebbe essere più corretta riguardo agli allevatori, riguardo
all’ambiente perché entrano senza avvisare, senza documenti e danneggiano
tutto. A me tagliano anche il filo spinato, hanno tagliato e hanno fatto il loro
comodo. Io ho 300 pecore e capre e vivo di questo!
Ambiente Italia – Beppe
Rovera: Altro che petrolio, latte…