la
Nuova Basilicata mercoledì 3 ottobre 2001
Più
che positivo l’incontro tra il superconsorzio e Bubbico, si rincontreranno a
fine ottobre
POTENZA- Un incontro difficile, ma estremamente
positivo, nonostante il carattere interlocutorio quello che si è svolto ieri
tra il superconsorzio trasporti lucani di Viggiano. La protesta degli
autotrasportatori nasce dal fatto che si riducono i tempi per l’oleodotto che
porterà il petrolio estratto in Val d’Agri direttamente sui terminali del
porto di Taranto. Quando entrerà in attività la megastruttura, i
rappresentanti dell’Eni hanno assicurato che non si perderanno i posti di
lavoro, almeno questo è il punto fermo emerso dal tavolo di trattativa a cui
hanno partecipato oltre al presidente della giunta regionale Bubbico e il vice
presidente Vito De Filippo numerosi autotrasportatori ed esponenti dell’Eni.
La Regione Basilicata, dal canto suo, ha assicurato l’impegno, anche
finanziario, per ricercare, alla fine degli studi commissionati e in corso di
ultimazione, la soluzione di prospettiva, che assicuri la riconversione delle
attività di trasporto.
POTENZA-
Estremamente positivo, nonostante il carattere interlocutorio, l’esito
dell’incontro sulle prospettive occupazionali degli autotrasportatori
aderenti al superconsorzio di Viggiano. La soddisfazione è stata espressa
alla fine dell’incontro, dal presidente della Giunta regionale Filippo
Bubbico, dall’assessore Vito De Filippo, dai rappresentanti del
superconsorzio e dai rappresentati dell’Eni. Quando entrerà in attività
l’oleodotto che trasporterà il petrolio a Taranto non si perderanno i posti
di lavoro: questo il punto fermo emerso dal tavolo di trattativa L’Eni
effettuerà, in tempi brevi, in proposito, una ricognizione generale delle
proprie attività, per monitorare ed individuare le possibilità di reimpiego
degli autotrasportatori del superconsorzio. La regione Basilicata, dal canto
suo, ha assicurato l’impegno, anche finanziario, per ricercare, alla fine
degli studi commissionati e in corso di ultimazione, la soluzione di
prospettiva che assicuri la riconversione delle attività e la piena
occupazione. Il tavolo della trattativa tornerà a riunirsi probabilmente,
entro la fine del mese di ottobre. Nel frattempo in una lettera inviata al
Presidente del consorzio trasporti Lucani Attilio Severi, il sindaco Franco
Simone, ha dichiarato la piena solidarietà personale e dell’amministrazione
comunale allo stato di agitazione dichiarato dal consorzio per sollecitare
l’Eni alla definizione di un accordo che dia certezze per il futuro alle
tante imprese lucane impegnate nel trasporto dei prodotti petroliferi estratti
nei giacimenti della Val D’Agri. E’ impensabile, ha dichiarato tra
l’altro il sindaco Simone che all’Eni sia ancora concesso, solo nella
nostra realtà, continuare nello sfruttamento dei giacimenti senza un chiaro
accordo con le realtà istituzionali della regione e della Val d’Agri sul
piano industriale ed occupazionale. La protesta degli autotrasportatori
dovrebbe, sempre ad avviso del sindaco di Tramutola, rappresentare l’inizio
di una presa di coscienza di tutte le realtà sociali ed istituzionali della
zona per contrastare il metodo di agire che l’Eni ha portato avanti in
questi anni. Non è più possibile rinviare, conclude la nota a firma del
sindaco Simone, la formalizzazione di un tavolo negoziale con l’Eni, che
veda insieme le forze istituzionali, imprenditoriali e sindacali per discutere
di un piano occupazionale definitivo e certo a tutte le attività svolte dallo
stesso Eni. Insieme agli autotrasportatori, i tantissimi disoccupati e le
tante imprese della zona, hanno il diritto di conoscere quali progetti
concreti di sviluppo sono possibili attivare a fronte di sfruttamento del
giacimento petrolifero della Val D’Agri che, è bene ricordarlo, è il
giacimento più importante in terra ferma tra quelli attualmente sfruttati
dall’Eni
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO martedì
23 ottobre 2001
L’ “oro nero” ora viaggia grazie all’oleodotto. Bloccate oltre 150 autocisterne che trasportavano il greggio
Andrea Lauria
IL
CASO/ Le aziende rivendicano interventi immediati per salvaguardare i livelli
occupazionali
Niente più petrolio per i nostri
tir
L’oleodotto
di Viggiano “appieda” gli autotrasportatori
VIGGIANO- Giovedì prossimo, salvo imprevisti, dell’ultima ora, si terrà presso la regione Basilicata una nuova riunione, presenti i rappresentanti dell’Eni, per decidere come risolvere il problema occupazionale degli autotrasportatori di petrolio greggio. L’oleodotto per Taranto, dice il presidente del Superconsorzio Trasportatori Lucani, Attilio severi, entrerà in funzione a giorni, i viaggi giornalieri dei mezzi da Viggiano sono stati disdetti da lunedì e la decisione sui trasportatori lucani non è stata, purtroppo, ancora presa. Verranno utilizzati gli automezzi del consorzio soltanto per i venti viaggi giornalieri dal pozzo di Corleto Perticara per Taranto. Fino a quando? Si domandano gli autotrasportatori durerà questo “piccolo scampolo occupazionale”. Gli impegni presi nella precedente riunione sempre presso la Regione di Basilicata all’inizio del mese, dicono in coro gli interessati nel grande parcheggio alle spalle dell’oleodotto, non ha sortito, purtroppo, l’effetto sperato. C’è amarezza e tanta preoccupazione in tutti. Si sperava di aver trovato un’occupazione nella valle e, invece, a distanza di qualche anno ci si ritrova in mezzo alla strada e con debiti a cui far fronte per l’acquisto del mezzo o la sostituzione della cisterna imposto dalla società committente. “Ho acquistato il mezzo nel 2000, dice Michele Colonna di Paterno, contraendo debiti con le banche e, francamente, adesso, senza lavoro non so come far fronte agli impegni bancari e a tutte le altre spese che l’attività comporta. Ho dovuto provvedere alla sostituzione della cisterna che ha comportato una spesa di oltre 100 milioni perché così mi è stato richiesto per poter continuare a lavorare”. Anch’io, aggiunge il presidente Severi, sono stato costretto a sostituire subito due macchine, altrimenti non mi avrebbero più consentito di trasportare il greggio”. In una situazione analoga tutti gli altri. “Ci siamo uniti e abbiamo formato un superconsorzio, continua il presidente Severi, per raggiungere l’obiettivo di lavorare di comune accordo (c’erano in precedenza 7 gruppi), tutelare il lavoro di tutti; abbiamo anche raggiunto un’intesa coi colleghi pugliesi: il 65% dei 130 viaggi giornalieri è riservato ai trasportatori lucani, il 35% a quelli di Bari, Taranto”. Il consorzio, sono sempre i giovani “padroncini” (si fa per dire) a parlare in maniera preoccupata del loro problema, ha portato benefici economici a tanti altri: autisti, meccanici, gommisti, società di assicurazione ecc. “Abbiamo avuto come consorzio un fatturato di un miliardo e mezzo al mese, aggiunge Severi, e questi soldi non li abbiamo messi in tasca. Magari fosse stato così! A noi è toccato una piccola parte che è servita per coprire le spese e pagare i debiti contratti per l’acquisto delle macchine”. Gli effetti positivi dell’attività, sostengono, si sono riversati anche su altri; denaro è entrato, infatti, anche in tante altre case. Se non vengono accolte le richieste del consorzio (riservare una quota del greggio al trasporto su gomma, utilizzare altrove i mezzi), quanti miliardi ci si chiede occorrerebbero per trovare il posto a tanti disoccupati? E i mezzi comprati che fine farebbero? Verrebbero svenduti, si sostiene o marcirebbero nel piazzale poco distante dal centro. Una decisione va subito presa; diversamente, si arriverà, dice Severi, presto a forme di proteste, allo sciopero da definire coi sindacati nell’ambito della normativa in vigore.
Vincenzo Carlomagno