la Nuova Basilicata sabato 27 ottobre 2001
Poste
le premesse per un nuovo accordo sui giacimenti petroliferi della Val Camastra
Eni, l’altolà della Regione
Lunedì
partirà la verifica sull’oleodotto Viggiano-Taranto
POTENZA- Verifica dell’ottemperanza delle “prescrizioni" di compatibilità ambientale per l’oleodotto Monte Alpi - Taranto e trattativa per l’estrazione petrolifera dai pozzi di Tempa Rossa in Val Camastra. Sono stati questi gli argomenti discussi ieri mattina in una riunione con i Dirigenti dell’Eni, presieduta dal vice presidente Vito De Filippo, alla quale hanno partecipato anche gli assessori Chiurazzi e Vita. Per la definitiva. messa in esercizio dell’oleodotto De Filippo ha chiesto all’Eni il rigoroso, rispetto di quanto stabilito nel parere di compatibilità ambientale. La messa in esercizio dell’oleodotto - ha ricordato il vice presidente della giunta - è subordinata alla verifica della funzionalità delle opere dei relativi sistemi di sicurezza che sarà effettuata con la partecipazione di tecnici in rappresentanza della Regione Basilicata. Per i cinque anni successivi alla realizzazione delle opere di mitigazione e rinaturalizzazione, l’Eni dovrà farsi carico di tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, richiesti dall’ufficio compatibilità ambientale e necessari a garantire la loro perfetta funzionalità e l’attecchimento delle essenze vegetali”. La definitiva messa in esercizio dell’oleodotto- ha aggiunto Vito De Filippo- è subordinata alla ottemperanza di tutte le prescrizioni che accompagnano il giudizio favorevole di impatto ambientale e sarà una commissione tecnica, mista Eni- Regione, che verificherà l’attuazione delle opere. A questo proposito, è stata convocata una riunione per lunedì 29 ottobre. Rispetto alla trattative legata ai giacimenti di Tempa Rossa l’incontro ha fatto registrare qualche novità. L’Eni ha annunciato di aver concluso tutte le procedure propedeutiche all’avvio delle coltivazioni. La Regione ha ribadito la necessità di raggiungere un’intesa che parta dai capisaldi fissati nell’accordo per la Val d’Agri e tenga conto delle peculiarità specifiche della Val Camastra. Al termine dell’incontro è stato deciso di fissare un calendario di incontri molto intensi nel mese di novembre per tentare di raggiungere l’accordo economico.
POTENZA
– Per il capogruppo di An alla Regione Egidio Digilio con la vicenda
oleodotto “cade ogni alibi per il Governo regionale: bisogna procedere alla
costituzione di un Ente petrolifero lucano”, per il Verde Francesco Mollica
“è necessario intensificare il monitoraggio dell’impatto ambientale
specie rispetto alle falde acquifere in Val D’Agri”; per Felice Belisario
(Italia dei Valori) “la questione deve tornare rapidamente in Consiglio in
modo da studiare le iniziative e le strategie più opportune”. Le prime
reazioni politiche raccolte nel Palazzo del Consiglio Regionale pesano come
macigni sul comportamento della Giunta. “Le formali proteste del vice
presidente De Filippo per non essere stato informato – va giù pesante
Digilio – somigliano al solito balletto a cui ci hanno abituati da troppo
tempo Bubbico e i suoi assessori e che si riassume nell’atteggiamento di
alzare la voce solo per dare l’impressione di fare qualcosa. La reazione,
ammesso che vogliamo chiamarla così della Giunta- continua l’esponente di
An- è troppo debole rispetto allo schiaffo assestato dall’Eni. Per noi –
dice Digilio- si dovrebbe rallentare l’iter amministrativo nell’esame
delle pratiche per i nuovi pozzi come atto di ritorsione vero e proprio sino a
bloccare l’estrazione di greggio in mancanza di adeguate e concrete risposte
alle nostre richieste. E poi – afferma- c’è un solo modo per affrontare
radicalmente i problema: accogliere la nostra proposta per la costituzione
dell’Ente petrolifero lucano al quale affidare ogni compito di gestione
degli idrocarburi del nostro sottosuolo”. Mollica fa riferimento alla
situazione degli autotrasportatori per ricordare che “da sempre i Verdi
hanno considerato l’Eni un interlocutore che non mantiene gli accordi
sottoscritti. Il rischio, purtroppo diventato quasi certezza, di mettere sul
lastrico circa 140 autotrasportatori che con l’oleodotto non potranno
continuare l’attività lavorativa- aggiunge – è purtroppo l’ennesima
prova delle nostre perplessità sull’intesa di programma. Ma adesso – dice
Mollica- si introduce un nuovo rischio, quello di inquinamento delle falde
acquifere se non ci saranno controlli rigorosi sulle prove per l’entrata in
funzione dell’oleodotto. Credo che nessuno a questo punto- evidenzia il
consigliere dei Verdi- possa smentire che le prove sono realmente avvenute
all’insaputa della Regione e dell’Arpab che avrebbero dovuto essere
coinvolte per essere associate ai meccanismi di prova”. Belisario rilancia
la proposta di “una seduta straordinaria del Consigli interamente dedicata
al petrolio, innanzitutto per ricevere le informazioni puntuali sullo stato di
attuazione dell’accordo e sulle azioni della Giunta, per conoscere la
produzione di greggio e l’ammontare, aggiornato, delle royalties. Italia dei
Valori- continua- è fortemente impegnata sul terreno delle più ampie
garanzie per le popolazioni locali su tutti i fattori di rischio (ambientale e
salute) e per la salvaguardia dei posti di lavoro, perché non siamo certo
disponibili a consentire che il petrolio riduca l’occupazione invece di
incrementarla. Si tratta di discutere con l’Eni il riutilizzo e la
riconversione dei numerosi titolari di autocisterne che potrebbero essere
utilizzati per il rifornimento di stazioni di carburante o comunque servizi di
trasporto. L’intera vicenda petrolio – conclude Belisario – richiede
comunque un adeguamento del comportamento del Governo Regionale e, in modo
particolare, di uffici e strutture preposti”.
LA GAZZETTA DI BASILICATA martedì 30 ottobre 2001
VIGGIANO Riunione piuttosto
movimentata quella del Comitato Civico “Pro Viggiano” tenuta nei locali del
Centro Sociale. La discussione è stata, infatti, accesa, e non poteva essere
diversamente, per la situazione che si è determinata negli ultimi anni in
seguito all’estrazione del petrolio.
Tutti si sono lamentati e si lamentano per gli effetti negativi derivanti all’ambiente. Nel corso dei lavori sono state puntualizzate le azioni da intraprendere a seguito dell’entrata in funzione del Centro olio. “L’assemblea, ha detto il presidente del Comitato, Aldo Giordani, ha affrontato l’argomento in discussione con calore e grande senso di responsabilità”.
In apertura di seduta, dopo la
relazione del presidente e del direttivo sulle precedenti azioni svolte, si è
svolto il dibattito al termine del quale si è deciso: di presentare un
esposto-denuncia sull’inquinamento dell’aria provocata pure da rumori,
richiedere ancora una volta, la liquidazione di 76miliardi (stima presuntiva)
por i danni derivanti dall’estrazione valutati per i prossimi venti anni,
accertare il grado di inquinamento anche del terreno, per fugare anche
l’“avversione psicologica” dei compratori di prodotti agricoli vallivi.
L’assemblea ha pure chiesto una riunione straordinaria, urgente del Consiglio
comunale per affrontare l’argomento e cercare una soluzione adeguata al
problema, già del resto evidenziato direttamente dai rappresentanti del
Comitato nell’incontro tenuto il 1 agosto presso la Regione di Basilicata col
Presidente Bubbico. «Non si può più procastinare, aggiunge Giordani, facendo
finta che non sia successo niente da quando è cominciata l’estrazione». Il
Comitato Civico «Pro Viggiano» è stato costituito ad aprile scorso con questo
programma: la salvaguardia della salute umana e dell’ambiente, l’indennizzo
dei danni economici presenti e futuri per la caduta dai valori fondiari e dei
redditi agricoli, la quantificazione del deprezzamento delle produzioni tipiche
dell’area.