Dal sito http://www.basilicatanet.it/news/article.asp?id=237223

TANGENTI: ARRESTATI COMANDANTE VVF POTENZA E DIRIGENTI ENI

30/06/2004 08.52.00 - [Basilicata]

(ANSA) - POTENZA, 30 GIU - Il comandante dei Vigili del fuoco di Potenza, due dirigenti e un dipendente dell' Eni e il direttore tecnico di una societa' collegata alla compagnia petrolifera - impegnata in Val d' Agri nell' estrazione di petrolio - sono stati arrestati stamani dai Carabinieri con l' accusa di concorso in corruzione aggravata e continuata. L' arresto dei cinque e' giunto al termine di indagini, durate oltre un anno, coordinate dal pubblico ministero di Potenza, Henry John Woodcock, che ha chiesto l' emissione dell' ordinanza di custodia cautelare al giudice per le indagini preliminari, Rocco Pavese. (ANSA). RES (Riproduzione Riservata)

***********************

Dal sito http://www.gdmland.it/GdM_dallabasilicata_NOTIZIA_PROV_01.asp?IDCategoria=273&IDNotizia=114050

Una vacanza ad Ischia per «ammorbidire» il comandante dei VVF

POTENZA - Una vacanza ad Ischia con la famiglia - con «pacchetto quattro notti con pausa benessere già inclusa» - per «ammorbidire» il comandante provinciale dei Vigili del fuoco di Potenza, Antonio Barone, ed evitare conseguenze dalla verifica di un impianto costruito in difformità rispetto al progetto.
Ecco la strada scelta da alcuni dirigenti dell’Eni - impegnata nel Potentino nell’estrazione di petrolio - per fare un «miracolo»: evitare che durante una verifica ci si accorgesse della differenza fra l’impianto progettato e quello costruito. E’ così che, nell’estate dello scorso anno, alcuni dirigenti dell’ Eni si danno da fare prima per giungere addirittura alla sostituzione di una planimetria nel progetto e poi per «ringraziare» Barone. I Carabinieri hanno intercettato una conversazione telefonica fra Roberta Angelini (dipendente dell’Eni agli arresti domiciliari da stamani, insieme a Barone, ai dirigenti della multinazionale, Luigino Lusuriello e Carlo Russo, e al direttore tecnico della Italfluid, Roberto Sini) e un altro dipendente della società, tutti per corruzione aggravata e continuata.
Oggetto del colloquio: le richieste di Barone. Sono «cose un po’ strane, però, alla fine gli si fanno e basta», commenta l’ interlocutore di Angelini, che aggiunge: «Che dobbiamo fare. Tappiamo la bocca pure a lui». E così, il giorno dopo, il 13 agosto 2003, Angelini telefona a Barone: «Le può andar bene Ischia? Quattro notti e con un trattamento che chiamano pausa benessere, già incluso».
Non tutto fila liscio, però: Barone troverà la camera assegnatagli piccola e ne chiederà un’altra per la figlia. Inoltre, consuma degli extra che Angelini pagherà di tasca sua, nell’agenzia di viaggi e turismo dove ha prenotato il soggiorno a favore del comandante di Potenza dei pompieri. Interrogato, Barone si è difeso dicendo di aver restituito a qualcuno dell’Eni i soldi del soggiorno, in contanti. In realtà, a pagare fu la Italfluid-Geoenergy, secondo il pubblico ministero, Henry John Woodcock, che ha coordinato le indagini dei Carabinieri, e gip, Rocco Pavese, seguendo uno schema prefissato: l’Eni utilizza società collegate per fare «operazioni particolari» che non può fare direttamente.

L’altro favore a Barone arriva alla fine dell’anno: il comandante dei Vigili del fuoco andrà in vacanza a capodanno sulle Dolomiti di Brenta, ad Andalo (Trento). Ma vuol fare una sosta intermedia, per «spezzare un po’ il lungo viaggio da Potenza in Trentino». Telefona ad Angelini: «Senta - dice - è tutto a posto quella cosa vostra, la pratica». E la donna: «Senta, per quella prenotazione, però non su Rimini, lì non ci sono convenzioni: le va bene su Ravenna?». Barone non è proprio entusiasta perché Ravenna non è sul percorso, e non vuole accettare Bologna, ma alla fine cede ad Angelini e alle sue lusinghe: «Full credit, può mangiare lì perché c’è un buon ristorante in hotel». Barone si fa anche spiegare il percorso, dall’uscita di Cesena nord dell’autostrada Adriatica all’albergo.

30/6/2004

*****************

A tal riguardo si vedrà come … emerga chiaramente il perverso ‘intreccio’ di affari e di interessi illeciti gestiti da funzionari dell’ENI – Agip, da amministratori locali impegnati in particolare nei comuni della Val d’Agri, da imprenditori e da funzionari pubblici … tutti attori protagonisti di uno scenario criminale a dir poco inquietante, caratterizzato dalla connotazione patologica sia delle relazioni esistenti tra i funzionari dell’ENI – Agip assegnati alla Val d’Agri e gli amministratori locali dei comuni rientranti nel medesimo territorio … relazioni immancabilmente riconducibili al paradigma   della   corruzione …uno scenario caratterizzato, insomma, dal mercato occulto della corruzione, nel quale appunto – come in ogni mercato – gli individui protagonisti e cioè i funzionari dell’ENI – Agip, gli amministratori ed i pubblici funzionari di volta in volta interessati, concludono scambi offrendo ciascuno la propria merce …”

(Dalla richiesta del P.M. Woodcock del 23/06/04 di applicazione della misura cautelare)

******************

Dal sito

http://www.gdmland.it/GdM_dallabasilicata_NOTIZIA_PROV_01.asp?IDNotizia=115228&IDCategoria=12

Potenza - Revocato arresto comandante Vvff

POTENZA - Il Tribunale del Riesame di Potenza ha revocato stamani l’ordinanza del gip di arresti domiciliari per corruzione a carico del comandante dei vigili del fuoco del capoluogo lucano, di due dirigenti e di un’impiegata dell’Eni e del direttore di un’impresa collegata al gruppo petrolifero.
I cinque sono tornati subito in libertà. Erano stati messi agli arresti domiciliari il 30 giugno scorso, su richiesta del pm potentino Henry John Woodcock.
Secondo l’ accusa, il comandante provinciale dei pompieri Antonio Barone si sarebbe fatto pagare dall’Eni due soggiorni in alberghi di Ravenna e Ischia (Napoli) per sveltire i controlli dei vigili del fuoco sugli impianti dell’azienda petrolifera (che nel potentino sfrutta gli unici pozzi di petrolio italiani). Secondo l’accusa, per favorire l’Eni sarebbe anche stato sostituito un documento in un fascicolo dei pompieri.
I cinque arrestati tornati in libertà stamani sono il comandante Barone, i dirigenti dell’Eni Luigino Lusuriello e Carlo Russo e l’impiegata Roberta Angelini e il direttore tecnico della società collegata all’Eni Italfluid-Geoenergy, Roberto Sini.
Secondo il pm Woodcock, i dirigenti Eni avrebbero deciso i favori a Barone, Angelini avrebbe tenuto i contatti col dirigente dei pompieri e la Italfluid avrebbe provveduto ai pagamenti.
Una ricostruzione contestata dai difensori, che hanno sostenuto l’inconsistenza delle accuse e la mancanza delle esigenze cautelari. I legali di Barone in particolare hanno affermato che i due soggiorni in albergo a spese dell’Eni sono fatti bagatellari (ovvero di poco conto) e che non ci sono elementi per affermare che il loro assistito avrebbe poi favorito il gruppo.

«E’ mia intenzione agire in tutte le sedi a tutela del mio onore e della mia reputazione infangati da una vicenda kafkiana che non auguro a nessuno». Così il comandante dei vigili del fuoco di Potenza, Antonio Barone, ha commentato, con un comunicato, la sentenza del Tribunale del Riesame potentino che ha annullato l’ordinanza di arresti domiciliari a suo carico per corruzione.
«I giudici - ha proseguito - hanno accertato che sono stato ingiustamente privato di una libertà personale prima ancora di aver avuto la possibilità di difendermi in un pubblico processo. Eppure, già diversi mesi fa avevo spiegato ogni cosa al pubblico ministero, il quale, evidentemente non soddisfatto, ha richiesto il mio arresto, ottenendolo dal gip che acriticamente recepiva le posizioni dell’ accusa».
«Fortunatamente - ha concluso Barone - i Giudici terzi e imparziali del Tribunale del Riesame di Potenza hanno bocciato l’ingiustificata iniziativa imbastita nei miei confronti, restituendomi la libertà che la stessa Costituzione e tutte le convenzioni internazionali definiscono come sacra e inviolabile».

14/7/2004

Torna Home Page