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> di Antonio Nicastro
 
     
     

Dopo un anno di monitoraggio dell’aria è chiaramente emerso che in Basilicata la situazione non è proprio sotto controllo come si vorrebbe far credere. Per ben due volte ho allertato la stampa semplicemente rendendo pubblici i dati che le poche stazioni di rilevamento hanno erogato. L’Assessore all’Ambiente della Regione si è subito affrettato ad informare i lucani che la situazione è sotto controllo. Per la situazione a Melfi e Lavello il Dipartimento Ambiente della Regione si attivò inviando una centralina mobile dell’ARPAB a Lavello ma mai sono stati comunicati i dati di questo rilevamento supplementare.

Quando ad inizio gennaio i dati per l’intero 2005 sono stati disponibili ne è venuto fuori un quadro non edificante nella nostra regione. Tutte le centraline hanno ripetutamente superato il limite di legge. Nelle tre città monitorate si sono raggiunti i 35 superamenti dei 50 µg/mc senza che nessun provvedimento a tutela della salute dei cittadini sia stato adottato. E’ di nuovo personalmente pubblicamente intervenuto l’Assessore Rondinone che ha di nuovo tranquillizzato i lucani: “Non esistono rischi per i cittadini” era il titolo di un quotidiano. Nella risposta ad una lettera aperta il massimo esponente regionale in tema di ambiente prometteva a breve altre 9 stazioni per coprire i territori ancora non monitorati. Per intanto le stazioni di monitoraggio continuano ad essere solo 6, continuano ad essere ancora troppi i giorni in cui le centraline non forniscono dati, continuano ad esserci superamenti del limite consentito pur in presenza di favorevolissime condizioni atmosferiche che permettono l’abbattimento delle polveri sottili. I dati del mese di Gennaio 2006 ci dicono che per 57 volte non ci sono state misurazioni (circa il 30 %), per tre volte si sono registrati valori oltre il limite. Continua a non essere monitorato gran parte del territorio della Basilicata (tutta la provincia di Matera) ed i dati relativi alla Valdagri (se esistono, come assicura l’Assessore Rondinone) non sono resi pubblici. Mentre in gran parte d’Italia si prendono provvedimenti per tutelare le persone in Basilicata non succede nulla.


 
O.L.A. ORGANIZZAZIONE LUCANA AMBIENTALISTA - ola@olambientalista.it