A maggioranza
schiacciante, 619 voti favorevoli, 33 contrari e 4 astenuti, il
Parlamento europeo ha adottato in via definitiva la direttiva
per ridurre le emissioni inquinanti e definire obiettivi per la
qualita' dell'aria, riguardanti biossido di zolfo o di azoto,
monossido di carbonio, ozono e soprattutto il particolato, Pm10,
e le polveri sottile, Pm2,5. Lo scorso ottobre, la Commissione
Ue ha avviato procedimenti di infrazione nei confronti di cinque
paesi, fra i quali l'Italia, dove sono stati superati i limiti
per la concentrazione di anidride solforosa e ha chiesto a 23
Stati di inviare informazioni sui provvedimenti che adottano per
ridurre il livello del PM10. In circa il 70% delle citta' europee,
con almeno 250.000 abitanti, vengono superati i valori limite
fissati per il PM10 almeno in una zona. In base al testo adottato
oggi, gli Stati Ue dovranno istituire zone e agglomerati in tutto
il loro territorio, in cui realizzare attivita' di valutazione
e di gestione della qualita' dell'aria, con l'obbligo di predisporre
piani di rientro se i valori vengono superati. Per quanto riguarda
le polveri sottili, pm2,5, il compromesso raggiunto col Consiglio
prevede un 'valore-obiettivo' di 25 microgrammi per metro cubo
a partire dal 2010 e un 'valore limite' della stessa entita' con
un margine di tolleranza del 20% alla data di entrata in vigore
della direttiva e un secondo limite indicativo pari a 20 microgrammi
per metro cubo da raggiungere il 1° gennaio 2020. Per le polveri
piu' grosse (PM10), vengono confermati gli attuali valori di 40
microgrammi per metro cubo come media annua e di 50 microgrammi
per metro cubo come media giornaliera, non superabile per piu'
di 35 volte in un anno. Agli Stati e' concessa una deroga di tre
anni se in una determinata zona o agglomerato non e' possibile
conformarsi ai valori limite fissati per il PM10, ''per le caratteristiche
di dispersione specifiche del sito, per le condizioni climatiche
avverse o per l'apporto di inquinanti transfrontalieri''.
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