[Data di pubblicazione: 06/08/2008]ola
 
 
L'idrogeno solforato non è meno pericoloso delle radiazioni
ola | organizzazione lucana ambientalista
AUTORE: MOVIMENTO NOSCORIE TRISAIA
 
   
   

SI CHIEDE ALLA REGIONE IL COMMISSARIAMENTO DELL'ARPAB | In Basilicata, i cittadini devono ancora una volta reclamare alle Istituzioni la tutela della salute pubblica per gli inquinanti che, loro malgrado, sono costretti a subire da industrie, la cui presenza viene imposta dall'alto (parliamo del centro Enea Sogin e delle estrazioni petrolifere). Sul fronte dei controlli ambientali, d'altro canto, non ci siamo proprio. Il Movimento NoScorie Trisaia aveva chiesto, sin dagli eventi di Scanzano, un monitoraggio degli inquinanti radioattivi sulle matrici alimentari e naturali (mai fatti da 40 anni). Nel 2007 l'Arpab presentava in pompa magna il monitoraggio del'Itrec. Da quella data però, nessun dato è stato reso pubblico. Idem per il caso della discarica di cromoesavalente alla foce del Fiume Sinni. Alla richiesta pubblica di monitorare le acque dagli inquinanti, oltre all'inquinamento naturale (regolarmente effettuato) per la balneabilità delle acque, registriamo il silenzio assoluto da parte della suddetta Agenzia.

Ed ora è il caso dell'idrogeno solforato sprigionato dalle estrazioni petrolifere e durante il trattamento del greggio, presso il Centro Oli di Viggiano, che conferma che c'é qualcosa che non funziona nel connubio Regione–Arpab. L'Arpab afferma di aver fatto due controlli l’anno. Ma dove sono i dati rilevati? Se per il monitoraggio promesso dall'Assessore Santochirico sulle estrazioni petrolifere bisogna attendere l'espletamento del bando pubblico, ci si chiede quali controlli dichiara di aver fatto l'Arpab? Nel caos istituzionale, l'unica cosa che funziona regolarmente sono però le autorizzazioni regionali alle estrazioni petrolifere, alle discariche e ai peggiori insediamenti inquinanti in Basilicata.

La parola monitoraggio ma, soprattutto, la tutela della salute pubblica sono e restano argomenti di secondo piano per la nostra classe politica. L'idrogeno solforato non è da meno delle radiazioni: questo gas entra nella catena alimentare (vedi le acque degli invasi vicino ai pozzi petroliferi) ed è pericoloso e letale se assorbito dall'uomo; oltre a tumori provoca malattie invalidanti e nei peggiori casi la morte. Vicino al Centro Oli di Viggiano (e tra poco anche a quello Total di Corleto Perticara) vivono intere comunità che non possono essere non informate sui rischi derivanti dal funzionamento degli impianti ed in caso di incidenti gravi (pure verificatisi). Il limite italiano delle emissioni di idrogeno solforato è decisamente superiore di circa 10.000 volte i valori imposti negli Stati Uniti. Segno che la normativa italiana è molto carente. In questa situazione la carenza di monitoraggi ambientali va a discapito dei cittadini ignari, solo per favorire le compagnie petrolifere che come per i morti sul lavoro risparmiano sui costi di adeguamento degli impianti alle normative ambientali.

Delusi dal comportamento dell'Arpab, è bene - per i cittadini dell'intera Basilicata - che la Regione riorganizzi subito i compiti di questo Ente (i vertici dell'Arpab non possono essere nominati solo secondo criteri politici). In questo modo la sua funzione di controllore dei parametri di tutela della salute pubblica è venuta meno, evidenziando grossolanità e lacune gestionali che sono ben evidenti, allorquando, si assiste a risposte non esaurienti e marcatamente di natura politica e non tecnica, come è stato nei casi sopra enunciati. La Regione, dal canto suo, non può continuare a dare nulla-osta o pareri per la realizzazione di attività industriali impattanti, se prima non ha assicurato ai cittadini una tutela contro ogni forma di inquinamento, derivato dalle sostanze prodotte. Per queste ragioni, il Movimento NoScorie Trisaia chiede alla Regione Basilicata di commissariare i vertici dell'Arpab per rifunzionalizzare i suoi compiti, rispetto alle molte emergenze ambientali della Regione che rischiano di produrre gravissimi danni alla salute dei cittadini.