La OLA
(Organizzazione Lucana Ambientalista) da tempo segue
da vicino le vicende legate alla tutela dellambiente e
alla preservazione della salute dei cittadini messa a rischio
da situazioni legate al cattivo stato degli elementi naturali:
acqua, aria, suolo. Per quel che concerne il monitoraggio della
qualità dellaria da tempo la OLA ha messo in campo
un sistema di informazione che vuol dare alla popolazione uno
strumento utile per chi volesse conoscere lo stato dellaria
che si respira.
Sul sito internet dellorganizzazione, raggiungibile al
link http://www.olambientalista.it/index.htm nella sezione aria
fra le altre notizie è stato creato uno spazio dedicato
alla pubblicazione di un bollettino mensile http://www.olambientalista.it/pm10bollettino.htm
che illustra e commenta i dati ricavati dalla consultazione
del sito dellARPAB.
I bollettini fotografano una situazione sicuramente preoccupante,
a cui non seguono i provvedimenti da parte delle Amministrazioni
interessate. Estremamente carente linformazione, resa,
peraltro, obbligatoria da un Decreto Legislativo:
Art. 11.- Decreto
legislativo 351 del 4 agosto 1999 - Informazione al pubblico
1. Lo Stato, le regioni, le province, i comuni e gli altri enti
locali garantiscono, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze,
che informazioni aggiornate sulla qualità dell'aria ambiente
relativamente agli inquinanti normati ai sensi dell'articolo
4, commi 1 e 2, siano messe regolarmente a disposizione del
pubblico, nonché degli organismi interessati.
2. Le informazioni di cui al comma 1 devono essere chiare, comprensibili
e accessibili.
In Basilicata
il monitoraggio continua ad interessare la sola provincia di
Potenza con centraline presenti nei comuni di Potenza, Melfi
e Lavello. Le ripetute assicurazioni dellAssessorato allAmbiente
della Regione Basilicata circa limminente attivazione
di nuove centraline nella provincia di Matera non trovano riscontro
nella realtà e quei territori sono ancora privi di uno
strumento che dovrebbe essere utilizzato per la prevenzione
della salute in caso di presenza di valori fuori norma. Lunico
vero punto di informazione è rappresentato dal bollettino
quotidiano pubblicato dal sito dellARPAB. Ma lente
sub regionale si limita, come è giusto che sia, a pubblicare
i dati in maniera sterile, informando, però, nel rispetto
delle normative in materia, i Comuni in cui si verifica il superamento
del limite fissato dal DM 60/2002. A dire il vero anche quando
i dati relativi alle località monitorate sono risultati
oltre i valori stabiliti dal DM 60/2002 nessun provvedimento
a tutela della salute dei cittadini è stato fino ad oggi
adottato. Con lapprossimarsi dellinverno, laccensione
del riscaldamento, con laumento del traffico cittadino,
dopo una estate relativamente tranquilla (a giugno ci sono stati
moltissimi superamenti della soglia del PM10 e dellozono)
per quanto concerne linquinamento atmosferico si dovranno
trovare seri ed efficaci rimedi per tenere bassi i valori di
PM10 e benzene.
In città come Potenza non si potrà continuare
a tenere, come gli struzzi, la testa sotto la sabbia. Si deve
sicuramente intervenire per regolamentare il traffico, non si
deve consentire, ogni giorno, a centinaia di bus di scorazzare
nelle anguste vie cittadine scaricando tonnellate di gas letali
così come i dati sul monitoraggio hanno certificato.
Per quanto riguarda il capoluogo di regione che, non dimentichiamolo,
in una recente campagna di rilevamento da parte di Legambiente
nazionale ottenne il poco invidiabile primato per la presenza
di benzene nellaria, il Dipartimento Provinciale dellARPAB
ha da poco reso noti i dati del monitoraggio in continuo effettuato
dallinizio dellanno in piazza Vittorio Emanuele
(più nota come Piazza XVIII agosto). Anche in questo
nodo nevralgico del traffico cittadino (ce ne sono altri ancora
più intasati) i dati non lasciano dubbi:troppi giorni
con valori del PM10 oltre il limite consentito. A Potenza, ma
anche a Melfi e Lavello, la civica amministrazione, lAssessorato
allAmbiente e quello al Traffico ancora non decidono di
intervenire. Nonostante già quasi un anno fa si preannunciò
ladozione del palliativo delle targhe alterne
Ma la promessa
(meglio definirla minaccia) fatta dallAssessore allAmbiente,
ancora in carica, non ha avuto seguito. La situazione, oggettivamente,
è talmente grave che non si può continuare a decidere
di non intervenire.