Il Decreto
Legislativo n.351 del 1999 (Attuazione della direttiva 96/62/CE
in materia di valutazione e di gestione della qualità dellaria)
definisce i principi per stabilire gli obiettivi per la
qualità dell'aria ambiente al fine di evitare, prevenire
o ridurre gli effetti dannosi per la salute umana e per l'ambiente
nel suo complesso; valutare la qualità dell'aria ambiente
sul territorio nazionale in base a criteri e metodi comuni; disporre
di informazioni adeguate sulla qualità dell'aria ambiente
e far sì che siano rese pubbliche, con particolare riferimento
al superamento delle soglie d'allarme; mantenere la qualità
dell'aria ambiente, laddove è buona, e migliorarla negli
altri casi. Nellarticolo 3 il Decreto Legislativo n.351
prescrive Lo Stato, le regioni, le province, i comuni e
gli altri enti locali, ciascuno secondo le competenze previste
dalle vigenti leggi e nel rispetto delle norme sono responsabili
dell'attuazione del presente decreto, e, in particolare, assicurano
che le misure adottate al fine di conseguire gli obiettivi in
esso previsti: a) tengano conto di un approccio integrato per
la protezione dell'aria, dell'acqua e del suolo;... Con
il Decreto Ministeriale n. 60 del 2/4/2002 si è provveduto
a fissare i limiti per i principali inquinanti oltre che a regolamentare
le specifiche tecniche per le misurazioni, le modalità
di trasmissione dei dati, lobbligo di informazioni al pubblico
(lo prevede larticolo 23 Le regioni provvedono affinché
il pubblico e le categorie interessate siano informati, ai sensi
dell'articolo 11 del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351,
sui livelli di materiale particolato nell'aria ambiente e affinché
tali informazioni siano aggiornate con frequenza giornaliera.).
A due anni dallentrata
in vigore del Decreto Ministeriale n. 60, in Basilicata, siamo
ancora allanno zero. Più volte abbiamo denunciato
che solo la provincia di Potenza viene monitorata, in due occasioni
lAssessore regionale allAmbiente, Gianni Rondinone
è intervenuto annunciando lattivazione di nuove
stazioni di monitoraggio nei territori della provincia di Matera
ma non si hanno notizie circa la loro effettiva attivazione.
Torniamo a richiedere che tutto il territorio regionale sia
monitorato, si dia particolare urgenza ad aree potenzialmente
inquinate come la Val dAgri interessata dallestrazione
del petrolio, la Val Basento ove insistono fabbriche ed una
centrale termoelettrica, siti particolarmente inquinanti come
la fonderia di Potenza ormai inglobata nel centro abitato. Mentre
la Regione, attraverso lAgenzia per la Protezione Ambientale
(Arpab), in qualche modo rende noti i dati giornalieri, i Comuni
non provvedono, per quanto di loro competenza, a tenere informati
i cittadini quando la qualità dellaria diventa
fuorilegge. In particolare il comune capoluogo di
regione non ottempera allobbligo di informazione.
Sono i dati relativi
al mese di novembre 2006 a destare grande preoccupazione. Per
ben dodici giorni due centraline ubicate nel capoluogo hanno
superato il valore limite di 50 µg/mc, a cui si aggiungono
i primi tre giorni di dicembre per totali 10 giorni consecutivi
con valori off limits. Proprio nel mese di novembre a Potenza
si è raggiunto e superato il numero di giorni, 35, oltre
cui, come previsto dalle vigenti normative, bisogna prendere
drastici provvedimenti per limitare ed abbassare tali livelli.
Non solo non si è adottato alcun provvedimento ma non
ci si è attivati per informare la popolazione. La tutela
della salute pubblica ed il rispetto delle leggi in materia
ambientale devono essere obiettivo primario delle Istituzioni,
qualcuno intervenga affinchè la legalità, in questa
regione, sia ristabilita.
La OLA (Organizzazione
Lucana Ambientalista) da tempo segue da vicino le vicende legate
alla tutela dellambiente e alla preservazione della salute
dei cittadini messa a rischio da situazioni legate al cattivo
stato degli elementi naturali: acqua, aria, suolo. Per quel
che concerne il monitoraggio della qualità dellaria
da tempo la OLA ha messo in campo un sistema di informazione
che vuol dare alla popolazione uno strumento utile per chi volesse
conoscere lo stato dellaria che si respira. Sul sito internet
dellorganizzazione, raggiungibile al link http://www.olambientalista.it/index.htm
nella sezione aria fra le altre notizie è
stato creato uno spazio dedicato alla pubblicazione di un bollettino
mensile http://www.olambientalista.it/pm10bollettino.htm
che illustra e commenta i dati ricavati dalla consultazione
del sito dellARPAB. I bollettini fotografano una situazione
sicuramente preoccupante, a cui non seguono i provvedimenti
da parte delle Amministrazioni interessate. Estremamente carente
linformazione, resa, peraltro, obbligatoria da un Decreto
Legislativo:
Art. 11. -
Decreto legislativo 351 del 4 agosto 1999 - Informazione al
pubblico
1. Lo Stato, le regioni, le province, i comuni e gli altri
enti locali garantiscono, ciascuno nell'ambito delle proprie
competenze, che informazioni aggiornate sulla qualità
dell'aria ambiente relativamente agli inquinanti normati
ai sensi dell'articolo 4, commi 1 e 2, siano messe regolarmente
a disposizione del pubblico, nonché degli organismi interessati.
2. Le informazioni di cui al comma 1 devono essere chiare, comprensibili
e accessibili.
In Basilicata
il monitoraggio continua ad interessare la sola provincia di
Potenza con centraline presenti nei comuni di Potenza, Melfi
e Lavello. Le ripetute assicurazioni dellAssessorato allAmbiente
della Regione Basilicata circa limminente attivazione
di nuove centraline nella provincia di Matera non trovano riscontro
nella realtà e quei territori sono ancora privi di uno
strumento che dovrebbe essere utilizzato per la prevenzione
della salute in caso di presenza di valori fuori norma. Lunico
vero punto di informazione è rappresentato dal bollettino
quotidiano pubblicato dal sito dellARPAB. Ma lente
sub regionale si limita, come è giusto che sia, a pubblicare
i dati in maniera sterile, informando, però, nel rispetto
delle normative in materia, i Comuni in cui si verifica il superamento
del limite fissato dal DM 60/2002. A dire il vero anche quando
i dati relativi alle località monitorate sono risultati
oltre i valori stabiliti dal DM 60/2002 nessun provvedimento
a tutela della salute dei cittadini è stato fino ad oggi
adottato. Con lapprossimarsi dellinverno, laccensione
del riscaldamento, con laumento del traffico cittadino,
dopo una estate relativamente tranquilla (a giugno ci sono stati
moltissimi superamenti della soglia del PM10 e dellozono)
per quanto concerne linquinamento atmosferico si dovranno
trovare seri ed efficaci rimedi per tenere bassi i valori di
PM10 e benzene.
In città
come Potenza non si potrà continuare a tenere, come gli
struzzi, la testa sotto la sabbia. Si deve sicuramente intervenire
per regolamentare il traffico, non si deve consentire, ogni
giorno, a centinaia di bus di scorazzare nelle anguste vie cittadine
scaricando tonnellate di gas letali così come i dati
sul monitoraggio hanno certificato. Per quanto riguarda il capoluogo
di regione che, non dimentichiamolo, in una recente campagna
di rilevamento da parte di Legambiente nazionale ottenne il
poco invidiabile primato per la presenza di benzene nellaria,
il Dipartimento Provinciale dellARPAB ha da poco reso
noti i dati del monitoraggio in continuo effettuato dallinizio
dellanno in piazza Vittorio Emanuele (più nota
come Piazza XVIII agosto). Anche in questo nodo nevralgico del
traffico cittadino (ce ne sono altri ancora più intasati)
i dati non lasciano dubbi:troppi giorni con valori del PM10
oltre il limite consentito. A Potenza, ma anche a Melfi e Lavello,
la civica amministrazione, lAssessorato allAmbiente
e quello al Traffico ancora non decidono di intervenire. Nonostante
già quasi un anno fa si preannunciò ladozione
del palliativo delle targhe alterne:
Ma la promessa
(meglio definirla minaccia) fatta dallAssessore allAmbiente,
non più in carica, non ha avuto seguito. La situazione,
oggettivamente, è talmente grave che non si può
continuare a decidere di non intervenire.