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[Data di pubblicazione: 09/12/2006]
 
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  > PERICOLO PM10: A POTENZA LA SITUAZIONE E' FUORILEGGE
> di Organizzazione Lucana Ambientalista
 
     
     

Il Decreto Legislativo n.351 del 1999 (Attuazione della direttiva 96/62/CE in materia di valutazione e di gestione della qualità dell’aria) definisce “i principi per stabilire gli obiettivi per la qualità dell'aria ambiente al fine di evitare, prevenire o ridurre gli effetti dannosi per la salute umana e per l'ambiente nel suo complesso; valutare la qualità dell'aria ambiente sul territorio nazionale in base a criteri e metodi comuni; disporre di informazioni adeguate sulla qualità dell'aria ambiente e far sì che siano rese pubbliche, con particolare riferimento al superamento delle soglie d'allarme; mantenere la qualità dell'aria ambiente, laddove è buona, e migliorarla negli altri casi. Nell’articolo 3 il Decreto Legislativo n.351 prescrive “Lo Stato, le regioni, le province, i comuni e gli altri enti locali, ciascuno secondo le competenze previste dalle vigenti leggi e nel rispetto delle norme sono responsabili dell'attuazione del presente decreto, e, in particolare, assicurano che le misure adottate al fine di conseguire gli obiettivi in esso previsti: a) tengano conto di un approccio integrato per la protezione dell'aria, dell'acqua e del suolo;... ”Con il Decreto Ministeriale n. 60 del 2/4/2002 si è provveduto a fissare i limiti per i principali inquinanti oltre che a regolamentare le specifiche tecniche per le misurazioni, le modalità di trasmissione dei dati, l’obbligo di informazioni al pubblico (lo prevede l’articolo 23 “Le regioni provvedono affinché il pubblico e le categorie interessate siano informati, ai sensi dell'articolo 11 del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351, sui livelli di materiale particolato nell'aria ambiente e affinché tali informazioni siano aggiornate con frequenza giornaliera.”).

A due anni dall’entrata in vigore del Decreto Ministeriale n. 60, in Basilicata, siamo ancora all’anno zero. Più volte abbiamo denunciato che solo la provincia di Potenza viene monitorata, in due occasioni l’Assessore regionale all’Ambiente, Gianni Rondinone è intervenuto annunciando l’attivazione di nuove stazioni di monitoraggio nei territori della provincia di Matera ma non si hanno notizie circa la loro effettiva attivazione. Torniamo a richiedere che tutto il territorio regionale sia monitorato, si dia particolare urgenza ad aree potenzialmente inquinate come la Val d’Agri interessata dall’estrazione del petrolio, la Val Basento ove insistono fabbriche ed una centrale termoelettrica, siti particolarmente inquinanti come la fonderia di Potenza ormai inglobata nel centro abitato. Mentre la Regione, attraverso l’Agenzia per la Protezione Ambientale (Arpab), in qualche modo rende noti i dati giornalieri, i Comuni non provvedono, per quanto di loro competenza, a tenere informati i cittadini quando la qualità dell’aria diventa “fuorilegge”. In particolare il comune capoluogo di regione non ottempera all’obbligo di informazione.

Sono i dati relativi al mese di novembre 2006 a destare grande preoccupazione. Per ben dodici giorni due centraline ubicate nel capoluogo hanno superato il valore limite di 50 µg/mc, a cui si aggiungono i primi tre giorni di dicembre per totali 10 giorni consecutivi con valori off limits. Proprio nel mese di novembre a Potenza si è raggiunto e superato il numero di giorni, 35, oltre cui, come previsto dalle vigenti normative, bisogna prendere drastici provvedimenti per limitare ed abbassare tali livelli. Non solo non si è adottato alcun provvedimento ma non ci si è attivati per informare la popolazione. La tutela della salute pubblica ed il rispetto delle leggi in materia ambientale devono essere obiettivo primario delle Istituzioni, qualcuno intervenga affinchè la legalità, in questa regione, sia ristabilita.

La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) da tempo segue da vicino le vicende legate alla tutela dell’ambiente e alla preservazione della salute dei cittadini messa a rischio da situazioni legate al cattivo stato degli elementi naturali: acqua, aria, suolo. Per quel che concerne il monitoraggio della qualità dell’aria da tempo la OLA ha messo in campo un sistema di informazione che vuol dare alla popolazione uno strumento utile per chi volesse conoscere lo stato dell’aria che si respira. Sul sito internet dell’organizzazione, raggiungibile al link http://www.olambientalista.it/index.htm nella sezione “aria” fra le altre notizie è stato creato uno spazio dedicato alla pubblicazione di un bollettino mensile http://www.olambientalista.it/pm10bollettino.htm che illustra e commenta i dati ricavati dalla consultazione del sito dell’ARPAB. I bollettini fotografano una situazione sicuramente preoccupante, a cui non seguono i provvedimenti da parte delle Amministrazioni interessate. Estremamente carente l’informazione, resa, peraltro, obbligatoria da un Decreto Legislativo:

Art. 11. - Decreto legislativo 351 del 4 agosto 1999 - Informazione al pubblico
1. Lo Stato, le regioni, le province, i comuni e gli altri enti locali garantiscono, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, che informazioni aggiornate sulla qualità dell'aria ambiente relativamente agli inquinanti “normati” ai sensi dell'articolo 4, commi 1 e 2, siano messe regolarmente a disposizione del pubblico, nonché degli organismi interessati.
2. Le informazioni di cui al comma 1 devono essere chiare, comprensibili e accessibili.

In Basilicata il monitoraggio continua ad interessare la sola provincia di Potenza con centraline presenti nei comuni di Potenza, Melfi e Lavello. Le ripetute assicurazioni dell’Assessorato all’Ambiente della Regione Basilicata circa l’imminente attivazione di nuove centraline nella provincia di Matera non trovano riscontro nella realtà e quei territori sono ancora privi di uno strumento che dovrebbe essere utilizzato per la prevenzione della salute in caso di presenza di valori fuori norma. L’unico vero punto di informazione è rappresentato dal bollettino quotidiano pubblicato dal sito dell’ARPAB. Ma l’ente sub regionale si limita, come è giusto che sia, a pubblicare i dati in maniera sterile, informando, però, nel rispetto delle normative in materia, i Comuni in cui si verifica il superamento del limite fissato dal DM 60/2002. A dire il vero anche quando i dati relativi alle località monitorate sono risultati oltre i valori stabiliti dal DM 60/2002 nessun provvedimento a tutela della salute dei cittadini è stato fino ad oggi adottato. Con l’approssimarsi dell’inverno, l’accensione del riscaldamento, con l’aumento del traffico cittadino, dopo una estate relativamente tranquilla (a giugno ci sono stati moltissimi superamenti della soglia del PM10 e dell’ozono) per quanto concerne l’inquinamento atmosferico si dovranno trovare seri ed efficaci rimedi per tenere bassi i valori di PM10 e benzene.

In città come Potenza non si potrà continuare a tenere, come gli struzzi, la testa sotto la sabbia. Si deve sicuramente intervenire per regolamentare il traffico, non si deve consentire, ogni giorno, a centinaia di bus di scorazzare nelle anguste vie cittadine scaricando tonnellate di gas letali così come i dati sul monitoraggio hanno certificato. Per quanto riguarda il capoluogo di regione che, non dimentichiamolo, in una recente campagna di rilevamento da parte di Legambiente nazionale ottenne il poco invidiabile primato per la presenza di benzene nell’aria, il Dipartimento Provinciale dell’ARPAB ha da poco reso noti i dati del monitoraggio in continuo effettuato dall’inizio dell’anno in piazza Vittorio Emanuele (più nota come Piazza XVIII agosto). Anche in questo nodo nevralgico del traffico cittadino (ce ne sono altri ancora più intasati) i dati non lasciano dubbi:troppi giorni con valori del PM10 oltre il limite consentito. A Potenza, ma anche a Melfi e Lavello, la civica amministrazione, l’Assessorato all’Ambiente e quello al Traffico ancora non decidono di intervenire. Nonostante già quasi un anno fa si preannunciò l’adozione del palliativo delle targhe alterne:


Ma la promessa (meglio definirla minaccia) fatta dall’Assessore all’Ambiente, non più in carica, non ha avuto seguito. La situazione, oggettivamente, è talmente grave che non si può continuare a decidere di non intervenire.


 
O.L.A. ORGANIZZAZIONE LUCANA AMBIENTALISTA - ola@olambientalista.it