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CRIMINALITA':
IN BASILICATA PROIETTILI A SACERDOTE ANTIMAFIA
Recapitata
alla Questura di Potenza una busta con due proiettili e con minacce
a don Marcello Cozzi, da anni schierato contro la mafia. Il fatto
è avvenuto un paio di settimane fa. In una dichiarazione,
stamani, don Cozzi, che è coordinatore regionale della Basilicata
di Libera, ha detto che mentre noi portiamo le
nostre facce in piazza, così come abbiamo fatto con la manifestazione
a Rionero in Vulture il 9 ottobre loro continuano a nasconderle
anche dietro gesti come questi.
(ANSA del 6 Novembre 2008)
QUANTA
IPOCRISIA NELLA SOLIDARIETA A DON MARCELLO COZZI
A volte
nude e crude vanno esternate le parole. Anche a rischio di passare
eccessivamente per un malmostoso. E da tempo che dico (e senza
scherzare) a Don Marcello Cozzi che con la sua battaglia contro
il malaffare si è cucito addosso labito di un cadavere
ambulante. Per fortuna (sostengono) che la Basilicata non è
la Sicilia e per grazia di Dio in terra lucana non si spara (si
fa per dire) come a Casal di Principe o a Secondigliano. Ciononostante,
probabilmente una più sostenuta solidarietà a Don
Cozzi andava manifestava prima che ricevesse la grave minaccia ed
intimidazione dei giorni scorsi. Viene
normale domandare a più di qualcuna di quelle belle voci
della solidarietà come mai è rimasta miserevolmente
muta, quando Don Cozzi è stato denunciato dallex prefetto
di Potenza che lha fatto passare pure per un contafrottole?
Perché tanta ipocrisia nellesternare oggi sostegno
allimpegno civile del sacerdote lucano quando appena ieri
era avvertita come un disturbo uneventuale presentazione del
volume Quando la mafia non esiste ? In faccia a tanta
ipocrisia si aspetta solo che quel pezzo di Chiesa che ha sempre
considerato Don Cozzi un religioso malposto nelle sue funzioni dottrinali,
palesi (senza vergogna) timore per la vita del confratello.
(di Mimmo Mastrangelo, tratto da Lucanianews24
dell' 8 Novembre 2008)
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