| Gentile Redazione
di Prendi la ParOLA, Gentile Staff della OLA,
Vi scrivo per
segnalare alla Vostra attenzione un episodio - avvenuto nel mio
comune di residenza - che ho accolto con un misto di
stupore ed incredulità. Cercherò di essere il più
concisa e chiara possibile. "La Nuova del Sud"
di Giovedì 12 Marzo 2009 | Pag. 27 - titola
così nella pagina dedicata al Lagonegrese-Val d'Agri: "Tumori,
a Latronico nella norma"; il catenaccio prosegue: "Un
consigliere comunale denunciato dai carabinieri per procurato allarme".
L'esponente dell'opposizione avrebbe paventato un futuro catastrofismo
su alcuni manifesti affissi in piazza. Latronico (Pz), come dicevo
prima, è il mio comune di residenza, non ci vivo più
da anni ma l'aumento di neoplasie è un fatto noto, non passa
giorno che qualcuno si ammali e i medici di base confessano che
l'insorgenza di nuovi casi ha una cadenza quindicinale al punto
da aver spinto l'Asl ad avviare un'indagine epidemiologica (non
ancora conclusa).
Ebbene - pur non avendo letto il contenuto del volantino "allarmante"
e non conoscendo personalmente l'autore del testo - il consigliere
Vincenzo Forastiere - resto basita nell'apprendere che i Carabinieri
della Compagnia di Lagonegro lo hanno denunciato alla Procura della
Repubblica di Lagonegro per aver distribuito e affisso manifesti
"riportando, falsamente, che la popolazione di Latronico
era tra quelle maggiormente colpite da malattie tumorali".
Prima ancora di entrare nel merito del fatto (e quindi del presunto
reato!) non posso non sottolineare l'incompletezza di un pezzo giornalistico
che non dà diritto di replica al Consigliere e non riporta
il testo integrale del volantino, in modo che il lettore possa formarsi
una sua opinione. Ma il passaggio del pezzo che più mi ha
lasciato senza parole è il seguente. Cito testualmente: "I
Carabinieri, dal canto loro, dopo gli accertamenti del caso, avrebbero
appurato che a Latronico le malattie neoplasiche, pur se in numero
crescente, sono nella norma e non c'è nessun pericolo parossistico".
Avete capito bene? Io, sinceramente, no. E per più motivi
che provo ad elencare:
Cosa
significa "pur se in un numero crescente, sono nella norma".
Per me è una contraddizione in termini e in ogni caso non
giustifica la titolazione;
E
poi chi lo certifica che sono "nella norma"? Forse
gli "accertamenti del caso" svolti dai Carabinieri?
Bah! Ma se l'Asl non ha completato l'indagine epidemiologica, su
quali basi scientifiche hanno operato le Forze dell'Ordine? Hanno
analizzato tutte le cartelle cliniche dei casi conclamati e di quelli
sospetti, li hanno classificati e, soprattutto, confrontati con
una precedente indagine epidemiologica precedente, che non esiste?
Oltre a dare
la mia piena solidarietà umana a questo consigliere, mi "allarmo"
(questa volta veramente) per la scomparsa graduale e spesso impalpabile
della democrazia nel nostro paese e nella nostra cara Basilicata,
anche grazie ad un'informazione colpevolmente incompleta. Se un
consigliere comunale non può più sollevare un malessere
che c'è nella popolazione e farsi portavoce di una preoccupazione
e di un allarme che è molto sentito, allora tanto vale metterci
il bavaglio. Almeno così la censura è palese e finisce
questa ipocrisia della finta libertà.
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