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Trasporto
petrolio. Mattia (Pdl): "Intervenga la Giunta"
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Fonte:
Basilicatanet.it
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| [18/01/2009 17.33.30] La vertenza del trasporto del greggio per effetto della improvvisa decisione dellEni che ha annunciato per la fine del mese il «congelamento» del pozzo di Cerro Falcone, a Calvello, con il conseguente blocco dei viaggi degli autotrasportatori del Consorzio Sti, introduce un nuovo elemento di riflessione su cui discutere in Consiglio Regionale martedì in occasione del dibattito previsto a seguito delle precedenti dichiarazioni del Presidente De Filippo sulla vicenda Total e in generale in merito alla gestione delle risorse petrolifere lucane. A sottolinearlo è il vice presidente del Consiglio Regionale Franco Mattia (Fi-Pdl) per il quale lincomprensibile decisione dellEni necessita di chiarimenti perché in gioco non ci sono solo le prospettive di lavoro degli autotrasportatori ma il programma di estrazioni e le conseguenti royalties destinate alla Regione. La società petrolifera deve perciò spiegare quali sono le cosiddette motivazioni burocratiche intervenute a modificare la propria attività estrattiva e qual è la nuova strategia aziendale. La Giunta Regionale non può rimediare lulteriore brutta figura di apprendere la decisione dai giornali e deve riferire in Consiglio sullo stato di attuazione del piano di riconversione delle aziende di autotrasporto con i contributi assegnati negli anni passati per consentire ai proprietari di affrontare la nuova situazione determinata dallultimazione dei lavori delloleodotto Viggiano-Taranto che sostituirà completamente il trasporto del greggio con le autobotti. Secondo dichiarazioni di dirigenti del Consorzio Sti infatti pare che lEni abbia incoraggiato gli autotrasportatori ad effettuare nuovi investimenti per il parco automezzi assicurando commesse per tutto il 2009. Anche in questo caso dice Mattia la Giunta Regionale rimedia una figuraccia, scavalcata dai manager Eni, dopo aver erogato risorse delle royalties a favore dei padroncini di autobotti, circa 200 in totale, perché facciano altro in prospettiva delloleodotto. Si rischia inoltre un altro colpo duro per lindotto (assistenza tecnica al Consorzio Sti, vigilanza, ecc.) dellestrazione petrolifera come se i problemi occupazionali in regione non siano già abbastanza e si rischiano nuove forme di proteste clamorose come il ritorno del presidio delle autobotti davanti la Regione. Accade cioè che mentre De Filippo annuncia la volontà di aggiornare lIntesa con lEni, la compagnia proceda unilateralmente a farlo. |
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Pubblicato
il: 19 Gennaio 2009 - Ore 10:14
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