Grottole, una centrale a biomassa che fa paura
Scade l’11 febbraio la possibilità di inviare al Dipartimento ambiente della Regione le osservazioni in merito alla realizzazione di una centrale a biomassa a Grottole da 14 mw. di potenza. Mister Keith Clarke, della società inglese Geb Power ltd, ha infatti depositato all’ufficio regionale per la compatibilità ambientale lo studio di impatto ambientale relativo all’impianto a biomassa e ai fini del rilascio del parere Via, Valutazione di impatto ambientale, comprensivo di un elettrodotto di 3.350 metri sulla linea da 380 Kv. E’ possibile prendere visione del progetto al comune di Grottole o negli uffici regionali. La centrale è prevista nell’area industriale di Grottole, avrà una ciminiera alta 40 metri e, secondo il progetto, utilizzerà come combustibile paglia e scarti di potatura. E qui nascono le contestazioni da parte di chi è contrario alle centrali a biomasse di potenza oltre 1 mw. di produzione, perché ritenute troppo grandi per poter bruciare solo massa organica. Ogni 10 mw. di potenza, infatti, una centrale a biomassa richiede circa 120 mila tonnellate di “carburante” organico, il che significa che se la centrale di Grottole andrà effettivamente a paglia e scarti di potatura, occorrerebbero diverse migliaia di ettari di terreno per soddisfare la fornace e rendere produttivo l’impianto.
Il sindaco di Grottole, Francesco De Giacomo, raggiunto al telefono dalla Gazzetta, ha infatti parlato di «terreni da coltivare fino a Foggia» ed ha rivelato che non si opporrà alla Via entro l’11 febbraio perché ha avuto garanzie dalla società sull’uso solo di biomassa, di una serie di controlli e monitoraggi da effettuare a garanzia di un processo sicuro per i cittadini e il territorio di Grottole, e perché resta in attesa di altri dati da valutare ed eventualmente contestare prima della realizzazione della centrale. Gli ambientalisti, chiaramente, non si lasceranno sfuggire la scadenza dell’11 febbraio, convinti come sono, insieme a molti ricercatori (l’ultimo in ordine di tempo è Tommaso Pagliani, responsabile del centro scienze ambientali del Negri Sud, che in merito alle centrali a biomassa ha detto che qualsiasi sistema di combustione può essere inquinante e pericoloso), che queste centrali a biomassa, a prescindere da ogni buona volontà, ben che vada, se non bruciano rifiuti, consumano territorio, modificandolo profondamente rispetto alle sua cultura agraria e privandolo dalla sua naturale vocazione a produrre cibo. Mal che vada, temono un comma delle normative italiane in tema di energia rinnovabile, «unico paese al mondo che equipara l’energia prodotta dal cdr, combustibile da rifiuti, a quella prodotta dalla biomassa». E tra una biomassa da produrre o da importare e un più remunerativo cdr, la scelta potrebbe facilmente propendere per i derivati dai rifiuti: bruciano bene, costano poco e sono reperibili in loco. Queste centrali a biomassa, tra l’altro, sorgono spesso nelle immediate vicinanze di grosse discariche urbane (Grottole è tra quelle di Pomarico e Tricarico) e necessitano di discariche per rifiuti speciali e pericolosi. Un terzo di ciò che bruci diventa cenere, che è un rifiuto speciale da stoccare in apposite discariche a prezzi che girano intorno alle 400 euro la tonnellata. E in provincia di Matera ne sono previste a Ferrandina, della Basento Ambiente, e ad Aliano, dei fratelli Giuzio di Potenza, già titolari di una discarica, sempre ad Aliano, a Cugno del Mango, dove si smaltiscono rifiuti industriali, petroliferi, fanghi e ceneri. [Enzo Palazzo - La Gazzetta del Mezzogiorno 3/2/2012]
Raccolta di firme on line sulla centrale
In paese si è acceso un bel dibattito sull’opportunità di avere una centrale a biomassa di tale dimensione. Sulla pagina web del sito www.infogrottole.it, è anche possibile partecipare ad un sondaggio via mail che al momento vede in vantaggio i no alla centrale, 61 per cento contro il 38 (326 voti contro 203, con i risultati in tempo reale). Ma non sarà solo i dubbi dei cittadini di Grottole che la società inglese con sede in 26 Ellerbeck Stockesley Business Park – United Kingdom, e i suoi fautori, dovranno fronteggiare durante il percorso della sua realizzazione. Anche la Provincia di Matera si è dichiarata ufficialmente contraria alla presenza di centrali a biomassa e inceneritori sul suo territorio. L’hanno pubblicamente dichiarato in più occasioni, anche in una recente riunione con una ventina di sigle ambientaliste e di movimenti, sia il presidente Franco Stella, sia il vice, Giovanni Bonelli, che l’assessore Gianni Rondinone, dai quali gli ambientalisti ora si aspettano le osservazioni contro la centrale di Grottole. La decisione finale spetta sempre alla Regione, ma sarà mai che una istituzione va contro un’altra? e.p.










Nelle osservazioni, sarebbe importante segnalare che è in fase d’istruttoria un inceneritore in provincia di Foggia (Sant’Agata di Puglia) che prevede già l’utilizzo di paglia proveniente anche da Campania e Basilicata: http://noinceneritoretressanti.blogspot.com/2011/07/foglio-di-lavoro-inceneritore-del.html
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