Megastoccaggio di gas in Valbasento: pericolo scongiurato
Autore: OLA|Organizzazione Lucana Ambientalista

Mentre la Regione Basilicata concede l’autorizzazione alla perforazione petrolifera per l’ennesimo pozzo in località Grancia di Brindisi di Montagna, alle porte di Potenza (Basailicata), le questioni energetiche assumono in Basilicata sempre più rilevanza
extraregionale con la ratifica dell’accordo tra Repubblica Italiana e la Repubblica Greca per lo sviluppo della interconnessione tra Italia e Grecia con il Progetto IGI fatto a Lecce il 4 novembre 2005 che dovrebbe consentire di portare, anche a seguito dell’accordo ENI Gazprom, due gasdotti ad Otranto (Gazprom-Eni-Edison DEPA) e di qui, attraverso la Basilicata, all’Italia ed all’Europa.. A seguito delle osservazioni presentate dalla OLA e da PRC all’impianto di stoccaggio del Gas in Val Basento della Geogasstock del Gruppo Geogas nel mese di agosto scorso (vedi documenti), la Regione Basilicata, annullando precedenti pareri positivi, ribadisce oggi che lo studio VIA della società “appare assolutamente insufficiente”.

Ma cosa ha determinato questa inversione a 360 gradi del parere positivo dell’Assessorato Ambiente, Tutela del Territorio e Politiche della sostenibilità guidato da Santochirico?

Con nota del 24 ottobre 2007, due mesi dopo dei rilievi della OLA, il Ministero dell’Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare ha formulato alla Società Geogasstock una serie di contestazioni procedurali e documentali, sia pure nell’ambito dell’istruttoria
tecnica non attivata, richiedendo anche una nuova pubblicazione dell’istanza sui quotidiani ed il deposito presso il competente ufficio regionale di tutta la documentazione rielaborata. Il chè equivale ad iniziare nuovamente l’intero iter sul quale l’Assessore Santochirico si era però già precipitato ad accusare di “allarmismo” la OLA, da PRC ed i cittadini e persino alcuni sindaci tenuti all’oscuro di quello che si stava per autorizzare.

Apprezziamo quando si afferma che è “opportuno che si ritorni all’ubicazione della centrale di compressione all’interno dell’area ENI. In quanto consentirebbe la bonifica ed il recupero di un’area industriale inquinata, nonché il risparmio di terreno agricolo
sia pure classificato urbanisticamente come area industriale” ma appare ancora incomprensibile la fretta di dichiasrare subito, prima ancora che il procedimento VIA sia concluso con il rilascio del parere che potrebbe anche risultare negativo, che “i lavori
di boniifica possono realizzarsi in pochissimi mesi, mentre sono lunghi i tempi di approvazione dei progetti di bonifica”. In questo modo si intende affermare che gli altri 3.500 ettari inquinati e passa dell’intera Val Basento che da tempo attendono di essere
bonificato possono aspettare?

Pubblicato il: 27 Novembre 2007 - Ore 12:37