Centrale del Mercure: botta e risposta Enel-Ola
Autore: OLA|Organizzazione Lucana Ambientalista

E' giunta dall'Ufficio Stampa dell'Enel la seguente mail, indirizzata anche al Ministero dell'Ambiente e per conoscenza alla nostra Organizzazione. Pubblichiamo integralmente il contenuto della missiva con la nostra risposta per dar modo di approfondire, criticamente, quello che sembrerebbe essere un tentativo di dialogare, secondo la OLA, tardivo. Pubblichiamo il contenuto della nota, certi che la dialettica e la consapevolezza possono comunque essere utili spunti di riflessione ed approfondimento su una delle questioni che ci ha visto e ci vede impegnati assieme alle comunità locali e le istituzioni della Valle del Mercure - Lao, nel Parco Nazionale del Pollino, auspicando che gli organi di vertice del parco sciolgano definitivamente il nodo delle ambiguità e dei tentennamenti su una questione cruciale e vitale per il futuro del parco e dei cittadini.

NOTA DELL'UFFICIO STAMPA ENEL INDIRIZZATA ALLA OLA ED AL MINISTERO DELL'AMBIENTE - UFFICIO STAMPA:

Temiamo che all'origine delle vostre e-mail ci sia una conoscenza incompleta del progetto di Enel: la riconversione della centrale del Mercure, che utilizzerà esclusivamente legna vergine, presenta benefici ambientali superiori ai possibili disagi che qualsiasi attività industriale comporta. Permetteteci quindi di rispondere ad alcune domande e di esporvi alcuni dati di fatto, indispensabili, crediamo, per formarsi un'opinione più completa. E di ricordare, innanzitutto, che l'impianto ha in corso l'aggiornamento delle autorizzazioni, già ottenute nel 2002 dopo esser stato giudicato compatibile con l'ambiente.

Perché le biomasse?
La ragione di fondo del nostro investimento è quella di aumentare la capacità produttiva italiana da fonti rinnovabili al fine di ridurre le emissioni di CO2 come da più parti viene richiesto da associazioni ambientaliste e da forze politiche e sociali locali e nazionali. La produzione di energia con l'utilizzo di biomasse vegetali, infatti, è un processo che non aumenta la concentrazione di anidride carbonica nell'atmosfera: la quantità di CO2 rilasciata durante la combustione è pari a quella che le biomasse assorbono, per fotosintesi, nel corso del loro accrescimento. S i ottiene dunque energia con un'emissione di anidride carbonica globalmente vicina allo zero. Aumentare la quota di energia prodotta mediante l'uso di biomasse - risorse pulite e rinnovabili - piuttosto che con combustibili fossili contribuisce alla riduzione globale della CO 2 emessa in atmosfera ed è una delle strade raccomandate anche dalla Comunità Europea per combattere le emissioni idi gas effetto serra responsabili del cambiemento climatico.

Perché al Mercure?
Per non dover consumare altro territorio. Nel sito da decenni esisteva una vecchia centrale che è stata modificata: l'impianto così riconvertito a biomasse (solo legna vergine) avrà una capacità notevolmente inferiore. La potenza, infatti, è quindi oggi di circa 35 MW netti, e dunque non è di certo la più grande d'Italia nel suo genere: proprio in Calabria, nella provincia di Crotone, è già in funzione un impianto a biomasse più potente (40 MW) che stranamente non ha sollevato nessuna obiezione. La scelta di riutilizzare il sito di Mercure ha già consentito la generale riqualificazione del complesso industriale preesistente senza ulteriore occupazione di spazio. Il beneficio per il paesaggio derivante del reimpiego di infrastrutture elettriche esistenti (cabine di trasformazione, linee di trasmissione , silos ecc.), senza nuove realizzazioni ci sembra evidente.

Cosa comporterà per il territorio?
Il riavvio della centrale, ridimensionata nella taglia e riconvertita a biomasse, consentirà:
• una consistente riduzione delle emissioni in atmosfera, rispetto al precedente esercizio a olio combustibile e, prima ancora,
a lignite ;
• la valorizzazione della filiera del legno;
• lo sviluppo di sinergie con l'economia della zona, con positive ricadute occupazionali dirette e indirette .
Riguardo a questi due ultimi punti:
Il nuovo sistema di approvvigionamento del combustibile prevede l'impiego di personale e mezzi locali per la raccolta e il trasporto della legna. Il trasporto avverrà mediante camion creando opportunità per le imprese di autotrasporto.
Complessivamente, la riconversione a biomasse permetterà lo sviluppo di nuova occupazione indotta, stimata in circa 150 unità. Anche l'organico Enel nel sito ritornerà su livelli molto superiori a quelli recenti, con circa 40 unità impegnate stabilmente.
Come saranno controllate le emissioni?
Per garantire il rispetto degli impegni presi, sono previsti due sistemi per il monitoraggio dei dati ambientali:
• un sistema di controllo delle emissioni al camino automatizzato trasmetterà i dati a un computer che Enel installerà presso il Comune di Laino Borgo ;
• un sistema di controllo della qualità dell'aria al suolo costituito da 5 "capannine", ciascuna delle quali verrà dotata di strumentazione per la misura di NOx, SO2 e polveri; è inoltre prevista la riattivazione della stazione meteo: i valori rilevati dalle "capannine" saranno memorizzati, archiviati e disponibili per gli organi di controllo.

RISPOSTA DELLA OLA ALLA NOTA DELL'UFFICIO STAMPA DELL'ENEL

"Non entriamo nel merito tecnico della nota dell'ufficio stampa dell'Enel e dei contenuti del monitoraggio ambientale che saranno oggetto di valutazione nelle sedi istituzionali e ci auguriamo anche da parte dei cittadini che si battono contro l'entrata in funzione della centrale. Rimandiamo in proposito alla lettura delle relazioni, degli studi come quello prodotto dal prestigioso Wuppertal Institute for Climate, Enviroment and Energy (giugno 2007) che in sostanza evidenzia i rischi di danneggiare la biodiversità e gli equilibri ecologici derivanti dall'uso estensivo delle biomasse, ma anche alle perizie prodotte nel merito dell'impianto dal punto di vista delle emissioni e dell'utilizzo delle risorse idriche del biotopo Mercure-Lao e di quelle energetiche locali. Il contenuto della mail in questione, indirizzata al Ministero dell'Ambiente ed anche alla OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) che presumiamo essere stata inviata anche ad altre associazioni ambientaliste, con lo scopo forse di provocare un ascolto definibile da ultima spiaggia, appare secondo noi ovvio e banale allorquando richiama tesi di non meglio specificate associazioni ambientaliste favorevoli in modo indistinto a questo impianto. Da parte nostra ribadiamo, così come hanno fatto più volte i comitati locali, i Sindaci dei comuni della Valle del Mercure, le associazioni di categoria, sindacali e i cittadini, come il progetto di riconversione della centrale del Mercure a biomasse non sia sostenibile dal punto di vista ambientale, non solo per la grande potenza impegnata per questa tipologia di impianti (35 MW) perchè richiede una enorme quantità di cippato vergine che dovrebbe essere prelevato in loco, per prescrizione della stessa Regione Calabria, dai boschi del Pollino che da domani possono essere considerati serbatoi naturali di CO2 e quindi secondo l'ENEL "consumati" forse in nome del parco nazionale.

Non è vero, così come ribadisce la nota dell' ufficio stampa dell'Enel, che altre centrali funzionanti in Calabria nella provincia di Crotone di potenza maggiore "non hanno sollevato stranamente nessuna obiezione". Esse prelevano legname dai boschi e dai parchi nazionali, come quello della Sila, per i quali dovrebbero essere garantiti, al pari del parco del Pollino, la conservazione e la riproducibilità della biodiversità forestali. I benefici per la presunta mancata emissione di CO2 sostenuti da Enel sono annullati dalle emissioni inquinanti dalla circolazione dei numerosi autotreni adibiti al trasporto delle oltre 400mila tonnellate/anno di cippato vergine e biomassa verso la centrale, per lo più su strade inidonee e di montagna. La Ola ha di recente denunciato pubblicamente come le ipotesi di riperimetrazione del parco nazionale del Pollino, guarda caso mirano ad escludere dal territorio protetto proprio il sito dove sorge la centrale del Mercure ed altre aree boschive quale ad esempio quelle dell'Orsomarso che dovrebbero costituire, secondo la Regione Calabria, il bacino di rifornimento delle biomasse- Alla luce di ciò è lecito chiedersi, come mai L'Enel non abbia pensato a realizzare una centrale fotovoltaica al posto di quella funzionante ad olio combustibile che utilizzava in principio la lignite del Mercure?
Questa soluzione avrebbe sicuramente garantito una sostenibilità ambientale del territorio già "consumato" ampiamente in passato in termini di risorse ed inquinamento. Lasciamo al commento di quanti vorranno esprimere le loro opinioni i contenuti della nota dell'ENEL che per noi potrebbe anche commentarsi da sola".

Pubblicato il: 17 Dicembre 2007 - Ore 11:42