Centrale del Mercure, Il WWF chiede alla Regione di bocciare l'Enel
Fonte: Notizie dai Parchi.it

Il WWF chiede alla Regione Basilicata di non rilasciare il parere positivo sulla valutazione di incidenza. Il WWF ha presentato le osservazioni allo studio di incidenza che l’ENEL ha inoltrato alla Regione Basilicata per ottenere il via libera all’entrata in esercizio della centrale a biomasse posta nel cuore del Parco Nazionale del Pollino. La proposizione dello studio di incidenza è stata necessaria in quanto l’area contigua alla centrale in territorio lucano, oltre ad essere Parco Nazionale è anche una Zona di Protezione Speciale individuata dalla regione Basilicata in attuazione della direttiva Europea 79/409/CEE nota come Direttiva Uccelli. Lo studio presentato dall’ENEL risulta piuttosto generico, senza reali approfondimenti sugli impatti della centrale sulla biodiversità dell’area al cui interno vivono numerose specie protette (la lontra, il lupo, il capovaccaio e l’aquila reale solo per citarne alcune). Soprattutto lo studio non scioglie i nodi relativi all’approvvigionamento del combustibile richiesto per l’esercizio dell’impianto; il proponente dichiara che per il funzionamento della centrale saranno necessarie 340.000 tonnellate di annue di biomasse vegetali vergini provenienti da tagli boschivi. In nessuna parte dello “Studio di Incidenza” viene indicato dove, quando, come e per quanto si intendano prelevare “legname da cippare” (per il quale si prevedono peraltro 112 a/r camion al giorno) e come questo riguardi la ZPS ed i SIC a ridosso della centrale e quanto e come questo incida su tutte le specie animali, vegetali e sugli habitat protetti. In realtà se una tale quantità di biomasse è destinata o a provenire da Basilicata e Calabria ciò si ripercuoterà negativamente sul patrimonio boschivo delle due regioni, magari dello stesso Parco Nazionale del Pollino con gravissime conseguenze sugli habitat; se invece dovrà provenire da altri paesi europei l’eccessiva movimentazione delle biomasse finirà col rendere ancora meno buoni i già modesti bilanci energetici tipici di questi impianti annullando, di fatto, i potenziali benefici in termini di riduzione delle emissioni di gas serra, rendendo di conseguenza inutile l’esistenza stessa della centrale. Il sovradimensionamento dell’impianto, la mancata indicazione degli impatti dell’attività della centrale sulle specie animali e vegetali e habitat protetti, la localizzazione, il prelievo di acqua e lo scarico di acqua con modifiche termiche che possono influire negativamente sulle numerose specie di anfibi per i quali il sito è stato istituito e per la Lontra che in Italia è presente solo in pochissimi siti non può che indurci a richiedere che la Regione Basilicata non dia parere positivo allo studio di valutazione incidenza. L’eventuale realizzazione di questa centrale potrebbe infatti comportare danni gravi e potenzialmente irreversibili alle popolazioni animali e vegetali e agli habitat, oltre che alle componenti abiotiche quali acqua e suolo e comprometterebbe la coerenza della Rete Natura 2000.

Pubblicato il: 24 Giugno 2008 - Ore 12:19