Inceneritori-Termovalorizzatori anche in Basilicata?
Autore: Antonio Bavusi

La notizia è fresca. Il Comune di Matera avrebbe in programma di realizzare un impianto per la produzione di CDR (Combustibile Derivato da Rifiuto) in località La Martella, nell’immediata periferia del capoluogo di Provincia. La realizzazione di questo impianto sarebbe spiegata con la saturazione delle discariche di rifiuti in provincia di Matera. La Regione sarebbe disposta a finanziare l’impianto che ha un costo di oltre 2,5 milioni di euro. Fin qui la notizia. In proposito una riflessione è d’obbligo. Nel mese di novembre dello scorso anno, la Giunta Regionale della Basilicata ha modificato il Piano Energetico Regionale ed in particolare il paragrafo 2.4, parte II del Capitolo 2 del Volume III che enunciava testualmente” la Regione ritiene che lo sfruttamento di energia da RSU (Rifiuti Solidi Urbani) non sia praticabile ed esclude, in maniera categorica la trasformazione di qualsiasi impianto di produzione da biomasse in impianto alimentato da RSU o CDR. L’Ente (ndr Regione) inoltre, in adempimento a quanto indicato nell’o.d.g. approvato in Consiglio Regionale nella seduta del 13 marzo 2001, ritiene di dover fissare come obiettivo prossimo la progressiva riduzione, fino al totale annullamento, dell’utilizzo di RSU e/o CDR”.

Sottoponendo il Piano Energetico Regionale al Piano Regionale di Smaltimento dei Rifiuti ed evocando l’applicazione del D.lgs 387/2003, la Giunta Regionale della Basilicata anticipa ed accelera i tempi “sopprimendo per intero” il comma sopra indicato del Piano Energetico Regionale ed evocando il protocollo di Kyoto e dando via libera alla produzione ed utilizzo del CDR.

E’ ora possibile l’utilizzo del CDR anche nelle centrali a biomasse (e nei cementifici - ndr) in Basilicata per la produzione di energia elettrica, rimosso il divieto imposto dal PER. Da domani i cittadini di Matera, quelli di Potenza, della Valle del Mercure, di Stigliano, di Irsina, località queste interessate dalla presenta di impianti o indicate per la realizzazione di centrali a biomasse, termovalorizzatori e cementifici potranno quindi vedere questi impianti funzionare a CDR, mentre la raccolta differenziata resta al palo in Basilicata con scarsissimi risultati sul piano della programmazione degli interventi a livello regionale e comunale e con aumenti dei costi a carico dei contribuenti. Senza contare il rischio che in questi termovalizzatori possano arrivare le ecoballe prodotte in altre regioni limitrofe. Ma si sono valutati i rischi sanitari e le ripercussioni sulla salute dei lucani di questo modo di smaltimento/incenerimento di rifiuti? si sono valutati gli svantaggi anche economici che questo processo anche in considerazione di quanto in precedenza indicato nel PER e di quanto sta accadendo in Italia dove i cittadini e le forze politiche stanno prendendo coscienza dei rischi connessi all'incenerimento dei rifiuti?

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