|
Progetto
Geogastock in spregio alla salute umana e all'ambiente
|
|||||
|
Autori:
OLA | Organizzazione Lucana Ambientalista e Associazione "Ambiente
e Legalità" Ferrandina
|
|
|
| La OLA (Organizzazione
Lucana Ambientalista) Coordinamento apartitico territoriale di
Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini e lAssociazione
Ambiente e Legalità di Ferrandina, nel ribadire la
netta contrarietà al progetto di costruzione di una centrale di
compressione di gas naturale, proposto dalla società Geogastock
SpA, ne ribadiscono le ragioni:
1) La centrale di compressione sorgerebbe allinterno di un area (a meno di 500 metri) già interessata da un progetto di costruzione di una centrale a ciclo combinato da 400 MW di produzione di energia elettrica. 2) In assenza - da parte della Regione Basilicata - di strumenti cogenti di pianificazione in materia di qualità dellaria, in presenza di un procedimento amministrativo-autorizzativo non concluso, relativo al progetto di centrale a turbogas della Basento Energia srl, che nel frattempo ha ottenuto il parere favorevole di compatibilità ambientale della Commissione VIA del Ministero dellAmbiente, in presenza, infine, di un progetto di rigenerazione di oli esausti al cui interno è prevista la costruzione di un termo-distruttore, le cui quantità emissive sono ai più sconosciute, farebbe sì che qualunque autorizzazione o espressione di parere favorevole da parte della Regione Basilicata, dei Comuni interessati nonché della Provincia di Matera al progetto della società Geogastock SpA, si esprimerebbe in deroga (spregio) allottemperanza da parte di qualunque organo istituzionale, delle leggi dello Stato e dellUnione Europea, oltre che in spregio alla salute umana e allambiente. 3) Infine, non comprendiamo come un pezzo di terra di 25.000 metri quadrati incastonato tra due aree (ex centrale di desolforizzazione ENI e sotto-stazione ENEL) - rientranti nel sito di bonifica di interesse nazionale della Val Basento - possa essere esterno al sito stesso. Ancora più paradossale se consideriamo il fatto che probabilmente, sino a qualche tempo fa, lo stesso pezzo di terra avrebbe usufruito di contributi europei per varie colture biologiche. Articoli
correlati: |
|
Pubblicato
il: 3 Novembre 2008 - Ore 12:50
|
|
|