Via libera all'incentivo del Cdr (Combustibili Derivati da Rifiuti)
Autore: Antonio Bavusi

Un decreto del Ministro delle Attività Produttive del 2 maggio 2006 di concerto con il Ministro dell’ Ambiente (Ministri dell’ex governo Berlusconi Scaiola-Matteoli) pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 106 del 9 maggio 2006 stabilisce le modalita' di utilizzo per la produzione di energia elettrica da CDR-Q, il combustibile da rifiuti che, secondo la definizione ancora tutta da spiegare, è definito di "qualità elevata".

Il provvedimento intende incentivare, dopo l'eolico, attraverso i "certificati verdi", l’impiego di combustibile da rifiuti di qualità (Cdr-Q) negli inceneritori a ricupero di energia, ma anche nei cementifici o impianti a biomasse. Il Decreto detta anche le specifiche relative ai contenuti di inquinanti e alle caratteristiche di emissione, soprattutto per quanto riguarda nell’utilizzo come fonte energetica nei cementifici. Il nuovo provvedimento proprio per incentivare l’ uso del CDR-Q stabilisce che ha diritto ai certificati verdi la produzione di energia elettrica degli impianti che utilizzano combustibile da rifiuti di qualita' elevata (CDR-Q) che per gli addetti ai lavori è descritto dalle norme tecniche UNI 9903-1 (RDF di qualita' elevata).

Il punto centrale della normativa che da via libera ai cosiddetti termovalorizzatori attribuisce però al gestore dell’impianto nel doppio ruolo controllore–controllato, determinare la massa attestando le caratteristiche di qualità e accertare che vengano limitati per quanto possibile, gli eventuali impatti sull’ ambiente e i rischi per la salute. Anche negli impianti di produzione di energia dovranno essere rispettati limiti di emissione, coerenti con il quadro normativo imposto dal decreto legislativo 18 febbraio 2005,n. 59.

Il decreto riporta i metodi di campionamento, analisi e valutazione delle emissioni che possono essere applicati e i test per la determinazione delle emissioni per le diossine e furani. Il decreto stabilisce inoltre le norme per l’ identificazione del CDR-Q e le procedure per il suo trasporto, stoccaggio e movimentazione, oltre che le metodiche per il campionamento e le analisi. Considerata la “vocazione” energetica della regione, c’è da attendersi ora un forte incentivo ai termovalorizzatori anche in Basilicata?

Pubblicato il: 24 Maggio 2006 - Ore 16:03