Centrale del Mercure, nuovo stop
Fonte: L'Eco della Basilicata [9 Gennaio 2009]
Alla fine, probabilmente, sarà la magistratura a dire l’ultima parola sulla centrale del Mercure. Durante la conferenza dei servizi che si è tenuta il 9 gennaio scorso presso il centro per l’impiego di Cosenza, da più parti, si è invocato l’intervento delle Procure di Calabria e Basilicata. E, addirittura, il comune di Laino Borgo, sul cui territorio si trova la centrale Enel, ha già consegnato ai carabinieri le registrazioni su nastro magnetico di una recente riunione tra i sindaci dell’area interessata, durante la quale alcuni dei presenti facevano riferimento a presunte irregolarità negli elaborati progettuali dell’impianto e a illegittimità amministrative che sarebbero state commesse da chi avrebbe dovuto controllare. Insomma, ancora nulla di fatto sull’iter per la riattivazione dell’impianto da 41 megawatt lordi di energia che si trova nella Valle del Mercure, in pieno Parco del Pollino, ferma da oltre undici anni. Tecnicamente il parere è richiesto solo alla modifica dell’autorizzazione del 2002 (autorizzazione già accordata alla riattivazione con conversione a biomasse, ma che includeva anche i rifiuti nel concetto di biomassa, mentre oggi, come previsto dall'Ue, è consentito solo l'utilizzo di materiale vegetale vergine proveniente da attività di disboscamento).

Ma il nuovo iter ha dato la possibilità ai contrari di far valere norme e pareri non prese in considerazioni all’epoca. Ieri, alla fine della seduta, il dirigente del settore attività economi che e produttive della Provincia di Cosenza, Eugenio Gaudio, che presiede la conferenza, non ha potuto fare altro che rinviare in attesa di maggiori delucidazioni sulla possibilità che siano decorsi i termini e sulla volontà o meno della regione Basilicata di porre rimedio a un vizio di forma, sollevato dall'ente Parco, poiché la Regione ha dato la sua valutazione di incidenza ambientale senza il previo parere del Parco stesso. Ma, al di là di tale illegittimità, a minare seriamente il cammino dell'iter sono proprio le notizie di reato emerse durante le dichiarazioni di parere: il sindaco di Laino Borgo, Giuseppe Caterini, non ha dato parere favorevole ritenendo l’istruttoria ancora non espletata. E ha fatto mettere agli atti il suo esposto relativo alle notizie apprese nella riunione con gli altri sindaci; mentre il primo cittadino di Rotonda, Giovanni Pandolfi, non solo si è detto contrario alla riattivazione, ma ha diffidato gli altri enti a dare parere favorevole prima che una commissione tecnico-scientifica (la stessa chiesta dagli altri sindaci e dall'Asl di Cosenza) non sia in grado di dare risposte sull’impatto ambientale delle emissioni della centrale, delle dispersioni delle sue ceneri, della eventuale radioattività, dell’inquinamento acustico, dal traffico veicolare (180 corse di tir per il trasporto di 600.000 tonnellate di biomasse da reperire nel Pollino). Pandolfi ha fatto inoltre notare che negli elaborati progettuali si fa riferimento alla centrale come a un impianto “adiacente” al territorio del Parco, mentre in realtà si trova al suo interno.

E questo, insieme ad altre “imprecisioni”, avrebbe viziato le valutazioni degli enti proposti a concedere le relativa autorizzazioni alla riattivazione della centrale (autorizzazioni - sempre secondo Pandolfi - comunque già scadute). Alla conferenza, oltre ai rappresentanti dell’Enel - che più volte hanno chiesto al presidente di non concedere la parola alle associazioni ambientaliste presenti (da Legambiente, Greenpeace, Wwf, Pensieri Liberi, Medici per l'Ambiente, Forum Ambientalista e Cosa Pollino) - c’erano anche il responsabile dell’ufficio tecnico dell’ente Parco del Pollino, Giuseppe Bruno, i rappresentante dell'Arpacal (favorevole alla riattivazione), i sindaci di Laino Castello e Mormanno (favorevoli a condizione di una costante monitorizzazione dei parametri ambientali), e quello di Viggianello (nettamente contrario). Prossima convocazione a data da destinarsi.
Pubblicato il: 11 Gennaio 2009 - Ore 13:10