Ecoil Ferrandina, Don Raffaele e le scelte irresponsabili
Autore: Gruppo Consiliare Prc Ferrandina
Il voto favorevole all’insediamento Ecoil, espresso nell’ultimo Consiglio Comunale, sancisce definitivamente la vocazione del Primo Cittadino di Ferrandina ad esercitare il potere, in spregio alle più elementari regole del buon senso e della buona amministrazione e, soprattutto, conferma il tradimento al programma elettorale. Infatti tra le “buone intenzioni”, figurava anche la salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini, nell’ottica di un altro sviluppo possibile.

Si tratta di una scelta irresponsabile, che aggraverà la già critica situazione del nostro territorio. Allo stupido e strumentale preconcetto di quanti ci additano come il partito del no, noi opponiamo semplicemente lo studio e l’approfondimento della documentazione relativa all’iter autorizzativo dell’impianto, che ci permette di pronunciare il voto contrario in Consiglio Comunale.
Riportiamo sinteticamente le criticità che abbiamo colto:

Concessione del contributo Regionale pari a 8,5milioni di euro, nonostante ben due bocciature del progetto nell’arco di 8 anni;
Di fronte a un progetto non definitivo che presenta molte e gravi lacune, così come dichiarato dal Dirigente del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata Francesco Ricciardi, e alle osservazioni del Consulente nominato dalla stessa Regione Prof. Tufano Vincenzo che sostanzialmente boccia il progetto così come è stato presentato, il funzionario regionale Lambiase, nella Conferenza dei servizi del 12-11-2008, anticipa la “…conclusione favorevole dell’istruttoria..”;
Assenza di accordi preliminari tra la Ecoil e il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati (COOU) che è l’unico Consorzio in Italia autorizzato alla raccolta di olio da rigenerare e alla vendita dello stesso ai relativi siti industriali che lo trattano;
Nel 2007, il COOU ha venduto alle 5 realtà industriali che rigenerano olio, 175 mila tonnellate delle 181 disponibili. Per tale ragione, riteniamo che la Ecoil tratterà olio proveniente dall’estero (Francia e Slovenia ed altro). Ipotesi suffragata dalla presenza di un accordo tra ECOIL e Ferrovie dello Stato, che prevede l’ approvvigionamento proprio da quei due Stati.
Il Comune di Ferrandina, pur dichiarando di non essere in possesso del progetto, esprime parere favorevole alle emissioni in atmosfera;
I fumi che questo impianto emetterà, in primis dal termodistruttore e poi dall’unità di idrogenazione, contengono sostanze cancerogene che non possono essere interamente trattenute dal camino.

A fronte di tutti questi rilievi, abbiamo registrato uno sconcertante silenzio dell’Assessore all’Ambiente Franco Montefinese, uno sperticato assenso del Verde(!) Dino Recchia, la volontà del PD a sacrificare le perplessità sul progetto neanche in nome del progresso tecnologico…” bensì per altro…e l’auspicio di Italia dei Valori che questo progetto possa “…rappresentare la prima pietra per lo sviluppo di questo territorio..”.

E così, dopo aver saccheggiato la maggioranza con manovre e manovrine, il Primo Cittadino ha intrapreso ( o continuato?) il percorso che sacrifica il nostro territorio a vantaggio di pochi e a danno di tutti, rafforzando in noi la consapevolezza della necessità di un’inversione di tendenza da parte degli amministratori della Pubblica Amministrazione nell’esercizio delle loro funzioni.
Pubblicato il: 28 Gennaio 2009 - Ore 15:47