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Termodistruttore
Fenice: fare chiarezza sull'inquinamento delle falde
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Autore:
OLA|Organizzazione Lucana Ambientalista
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La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) - Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini - interviene in merito allincontro tecnico svoltosi il giorno 7 Aprile presso la Regione Basilicata, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti della Provincia di Potenza, del Comune di Melfi e della società Fenice SpA. A seguito dellincontro si è deciso di rinviare ogni decisione a dispendiosi carotaggi con la predisposizione, da parte di Fenice SpA, di un piano di caratterizzazione ambientale, avente lo scopo di individuare le cause dellinquinamento delle acque superficiali e sotterranee. Ancora una volta la OLA è costretta a denunciare un deficit di informazioni ufficiali in merito ai dati degli inquinanti monitorati e rilevati dallArpab, che hanno determinato lemanazione dellordinanza del Sindaco di Melfi che fa divieto di utilizzo delle acque di falda e delle stesse decisioni assunte dal tavolo tecnico. Unitamente a queste iniziative, al fine di individuare le possibili cause del grave inquinamento, non sarebbe il caso di capire come e dove vengono oggi trattate le acque reflue derivate dai cicli produttivi del termodistruttore Fenice, parte delle quali sarebbero trattate dal Consorzio ASI?. La
OLA chiede ai Sindaci dei comuni del Vulture-Melfese di farsi promotori
di incontri con le popolazioni convocando consigli comunali aperti,
per discutere sul grave inquinamento ambientale dellarea industriale
di San Nicola di Melfi ed in particolare sul funzionamento del termovalorizzatore
Fenice che i Comitati locali di cittadini già da tempo denunciano
e che, evidentemente, presenta gravi problemi gestionali che non possono
essere relegati a problematiche di tipo industriale e per soli addetti
ai lavori. |
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Pubblicato
il: 08 Aprile 2009 - Ore 15:12
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