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Cementificio di Barile, le Osservazioni della OLA alla Regione
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Autore: OLA|Organizzazione Lucana Ambientalista
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La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) - Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Le osservazioni presentate dalla OLA sono riassunte in sei punti. Evidenziano come l’aumento considerevole delle emissioni inquinanti sia direttamente correlato all’aumento della produzione di cemento e clinker presso lo stabilimento. La cementeria di Barile è situata proprio a ridosso del centro abitato e sino al 2007 produceva 1.800 tonnellate/medie al giorno di clinker utilizzando i materiali prelevati da una cava ubicata nel territorio comunale. Nel 2007 il cementificio ha richiesto ed ottenuto dalla Regione Basilicata l’Autorizzazione Integrata Ambientale con un aumento della capacità produttiva da 335.000 t/anno a 850.000 t/anno di cemento (quantità queste oggi quasi triplicate). Nel giudicare l’ulteriore aumento di produzione incompatibile con l’ubicazione stessa del cementificio(vedi mappa google) la OLA evidenzia come l’abbinamento del CDR con altri combustibili già utilizzati nel ciclo produttivo renda problematica dal punto di vista ambientale la gestione dell’impianto anche a causa della promiscuità tra materiali cementizi e rifiuti pericolosi. Tale fatto non si giustifica se da un punto di vista di mero profitto per la società con gravi ed inevitabili implicazioni invece di natura ambientale e rischi per la salute per i cittadini. Secondo alcuni studi effettuati dall’Agenzia per L’Ambiente negli USA, i cementifici che utilizzano il CDR infatti sono risultati la seconda fonte di emissione di diossine e furani dopo gli inceneritori, rilasciando tra l’altro nell’ambiente sostanze pericolose quali metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici e acido cloridrico. Senza considerare che il cementificio di Barile già utilizza nel proprio ciclo produttivo oltre ad olio combustibile e gas, il Pet Coke (rifiuto industriale derivante dalla raffinazione del petrolio). Il fabbisogno energetico complessivo dell’impianto di Barile è infatti considerevole (ben 72.000 m3 annui di Pet Coke, 360.000 Kg di olio combustibile, oltre 750.000 m3 di gas) per oltre 14.000 ore di funzionamento annuo. Nel proprio ciclo di fabbricazione del cemento risulterebbero inoltre ingenti quantitativi annui di rifiuti derivanti da processi produttivi e di consumo anche per la produzione della miscela del clinker ed in particolare quelli riferiti ai codici CER relativi alle ceneri di scarto della combustione del carbone, della lignite e di materiali ferrosi. L’uso del CDR presso il cementificio di Barile è inoltre incompatibile con le prescrizioni sancite nel PER vigente(Piano Energetico Regionale) considerando che il nuovo Piano Energetico (PIEAR) non è stato ancora approvato con legge dal Consiglio Regionale della Basilicata. |
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Pubblicato
il: 28 Agosto 2009 - Ore 07:32
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