Centro Olio ENI di Viggiano: auditi i rappresentanti del WWF,Legambiente e Laboratorio per Viggiano
In apertura dei lavori, presenti oltre a Romaniello, i consiglieri Vita (Psi), Falotico (Plb), Navazio (Ial), Singetta (Api), Robortella, Straziuso e Braia (Pd), Castelluccio (Pdl), Scaglione (Pu), Autilio (Idv), è intervenuto l’assessore Restaino che ha illustrato le problematiche relative al settore energetico. Restaino ha fatto una disamina sullo stato di attuazione del Piano energetico regionale, fornendo i dati relativi alle domande di finanziamento giunte al Dipartimento riguardanti i diversi ambiti energetici: eolico (150 istanze), fotovoltaico (72), altre fonti energetiche (5). Nello specifico, Restaino ha elencato il totale delle domande procedibili (227), suddividendole per settori. “E’ stato avviato il monitoraggio delle dichiarazioni di inizio attività – ha dichiarato Restaino – e, nel contempo, si stanno attivando due misure del Feasr, il fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, che interesseranno gli enti pubblici per il risparmio energetico”.
Nel corso della seduta, sono stati auditi i rappresentanti delle associazioni ambientaliste (Wwf, Legambiente e Associazione politico-culturale di promozione sociale laboratorio per Viggiano) in merito al monitoraggio ed alla valutazione dell’ambiente e alla tutela dei cittadini della Val d’Agri. Gli intervenuti hanno fatto riferimento ai dati sulla diffusione, tre volte maggiore in Val d’Agri, di patologie legate all’apparato respiratorio, alle cellule ematiche e ai tumori. “Il problema – è stato evidenziato – non consiste tanto nell’attuazione delle procedure di monitoraggio, quanto piuttosto nella lettura e nell’analisi corretta dei dati che risultano essere chiari, eppure vengono regolarmente sottaciuti e volontariamente ignorati”. Tra le richieste avanzate quelle della istituzione di un presidio fisso dell’Arpab per il monitoraggio degli inquinanti e quella di dotare con idonee apparecchiature e adeguati servizi il pronto soccorso dell’ospedale di Villa d’Agri in modo tale da poter affrontare al meglio situazioni di emergenza come quella dei 21 operai dell’Elbe Sud Italia intossicati.
I rappresentanti delle organizzazioni dei lavoratori (Cillis per la Cgil, Deoregi per la Uil, Quaratino per la Cisl e Allegretti per la Camera del lavoro di Potenza) hanno chiesto che la tutela della salute delle maestranze sia messa tra le priorità dell’agenda del Governo regionale, sollecitando una capillare rete di monitoraggio. Improrogabile per le sigle sindacali l’attuazione di un Contratto di sito che eviti il permanere di situazioni contrattuali diversificate che sono alla base di disuguaglianze di trattamento, sia in termini di condizioni di lavoro e di salario che di situazioni legate alla prevenzione dei rischi per la salute. Il contratto di sito deve valere, pertanto, per tutte le aziende che operano nell’ambito estrattivo e deve tenere nel debito conto il profilo tecnologico con l’eventuale salario aggiuntivo nell’ambito di un’organica strutturazione della rappresentanza dei lavoratori sull’intero sito produttivo.
“La sicurezza sul lavoro – hanno sottolineato – anche in ragione degli impegni presi dalla Regione, diviene in tal modo obiettivo prioritario ed imprescindibile nell’immediato e nel futuro”.










i monitoraggi non servono a una mazza , i limiti di emissione sono elevati per legge ,vanno abbassati ……
Leave your response!