Ecco come si ignorano i danni causati dai porti negando la realtà
Partecipando al seminario “L’erosione costiera nel metapontino” organizzato dall’Università di Basilicata a Matera l’8 settembre, ed ascoltando alcune relazioni, c’è da rimanere senza parole. Una volta, almeno nei seminari e/o convegni, i problemi e le possibili soluzioni venivano affrontati realmente, anche se poi le decisioni che venivano prese dal mondo politico, il più delle volte, andavano in direzione opposta. Tornando all’8 settembre, ci riferiamo in particolare alla parte iniziale della relazione del prof. Greco il quale, parlando del tratto di spiaggia compresa tra il Porto degli Argonauti e il fiume Bradano, affermava che tra le zone dove la spiaggia era aumentata c’era anche quella compresa tra il porto e la foce del Basento. Se ciò fosse vero ci troveremmo, forse, di fronte al primo caso mondiale in cui c’è un aumento di spiaggia in zona di sottoflutto; ma quella sabbia, vista da foto aerea, è, secondo noi, quella dragata dal canale del porto. Se invece di fare gli studi a tavolino si recava sul posto avrebbe visto ciò che abbiamo visto noi e tanti altri e che è visibile dalle foto. Forse avrebbe visto che c’è anche materiale di risulta da lavorazioni edili coperta con la sabbia dragata dal canale e non sabbia portata dal fiume (come detto in privato).
Se il punto di partenza dello studio è completamente falso viene spontaneo il dubbio che anche gli altri studi sulle barriere possano essere sbagliati e in base a questi studi si stanno spendendo in partenza 7/8 milioni di euro.
Nello stesso seminario il prof. Spilotro dopo aver detto che il litorale metapontino ha subito pressioni antropiche differenti e mantenuto zone intatte come Terzo Madonna di Scanzano Jonico, si è dimenticato di dire (forse perché anche in questo caso i rilievi sono stati fatti a tavolino) che proprio la spiaggia di Terzo Madonna ha subito negli ultimi anni un notevole arretramento.
È un caso che le spiagge di Terzo Madonna e Metaponto siano entrambe poste in zona di sottoflutto rispetto ai porti di Marinagri e Argonauti? Qualcuno può spiegarci perché le mareggiate degli ultimi anni a Metaponto hanno arrecato i danni che tutti conosciamo mentre la spiaggia di Pisticci (200 metri più a sud) non ha subito gli stessi effetti?
Generalmente per risolvere un problema si cercano le cause; in questo caso, secondo noi, ci si stà girando intorno con spreco di fondi pubblici e danni ambientali. Nella nostra ignoranza proponiamo di eliminare la causa dell’aggravamento dell’erosione, il porto, oppure prendendo per vero quanto affermato dall’ing. Greco invitiamo il Porto degli Argonauti a posizionare gli ombrelloni per i propri clienti nello spazio tra il porto e la foce del fiume Basento, dimostrando così che il porto non ha alcuna influenza sull’erosione e che gli studi dell’ing. Greco sono esatti. [di Comitato sos costa jonica]


Ecomostri sulla costa ionica.
Nuova Punta Perotti sulle spiaggie lucane
E ci risiamo; sull’erosione non si vuole comprendere la lezione che ci viene dal mare ; l’erosione non nasce oggi, né ieri, ma viene da lontano , nel tempo.
Da decenni e decenni, man mano che gli apporti solidi dei fiumi diminuivano sono venute meno le condizioni che hanno determinato nei secoli la formazione della pianura alluvionale , si è instaurato allora un equilibrio molto instabile che progressivamente ha innescato un processo abrasivo della linea costiera.
Negli anni ’50 del secolo scorso chi non ricorda la battigia di sabbia a Policoro, Rotondella e Novasiri; ora sotto i piedi appena in acqua sentiamo il ghiaietto, ma non ci badiamo, per noi è la stessa cosa della sabbia, ma invece è segno che lo scheletro della spiaggia sta franando giù inesorabilmente e solo si può tentare di rallentarlo in una qualche maniera più o meno intelligente.
E si da la colpa ai bracci dei porti, il porto di Marinagri, porta via la spiaggia a Terzo Madonna di Scanzano, il porto degli Argonauti ha effetto sulla spiaggia di Metaponto ed ora si teme per un porto a Ginosa marina che dovrebbe però, a seguire rigor di logica, avere effetti deleteri su Castellaneta marina e quindi la conclusione è che “ la soluzione dei problemi di Metaponto e Scanzano Jonico potrebbe scaturire proprio dall’eliminazione dei bracci a mare dei porti Argonauti e Marinagri” e siamo alla follia più pura.
L’ecomostro di Punta Perotti a Bari ricompare anche sul mare di Lucania ed in forma ancora più subdola in quanto non è certo che questa eliminazione assicuri la fissità della linea di costa.
Di certo ci sarà una alterazione compensativa della stessa, ma non certo ci potremmo aspettare di vedere la formazione di “fiordi” che rappresenterebbero pur tuttavia l’abrasione del mare che attacca tutta la fascia costiera e fa breccia laddove trova la stessa sguarnita.
L’erosione ineluttabile resta tal quale e siamo senza scampo ; possiamo tentare di rallentare il processo di abrasione fissando sul fondo il materiale instabile in una sorta di struttura di contenimento che lo fissi in forma definitiva.
E’ un intervento che ci infastidisce, forse ci ripugna di farlo, ma potrebbe essere efficace e perché non provarlo nel mentre continuiamo a dibattere ormai da anni ed a spendere somme rilevanti con altrettante sperimentazioni (tubi drenanti, sacchetti di sabbia, ripascimenti con sabbie terrestri, costosi ripascimenti con sabbie marine, inutili ripascimenti con benne sotto riva ed ora con costosissime barriere sommerse)
L’idea è stata presentata più volte, non ha trovato accoglienza, ma non ha scatenato dibattito, qualcuno avrà storto il naso ostentando un radicalismo ambientalista, ma forse è la mancanza di un grosso business, non c’è da “far soldi” in questa “idea balzana” che va al sodo , va a cercare di tamponare al meglio il fenomeno erosivo che consiste alla fin fine nella dislocazione dispersiva dei banchi di sabbia sottocosta nella fossa antistante di notevole profondità.
Esiste un brevetto italiano per il consolidamento dei fondali sabbiosi instabili in fase di regressione; tale brevetto è il n°0000257894 del 23/11/2006.
Perché non procedere ad una sperimentazione delle
Eco-strutture polifunzionali per bio-architettura ricostruttiva dei fondali marini instabili
Dr. Nicola Locuratolo Biologo ambientalista locuratolonico@yahoo.it
Egr. Dott. Locuratolo, tutto ciò cge abbiamo scritto non ce lo siamo inventati ma l’abbiamo raccolto ascoltando professori universitari, pescatori e semplici amanti del mare.
Sappiamo benissimo che l’erosione non è nata con la costruzione dei porti ma di sicuro tali opere hanno avuto un effetto devastante sulle spiagge di Metaponto e Scanzano, come possiamo tranquillamente dire che il porto che costruiranno a Ginosa, se fatto nelle stesse condizioni con cui sono stati fatti il Porto degli Argonauti e Marinagri, in pochi anni eliminerà la spiaggia di Ginosa Marina e a seguire Castellaneta.
Può tranquillamente verificare gli effetti di bracci a mare venendo a Metaponto Lido in prossimità del canale dell’idrovora e vedere in miniatura cosa succede; inoltre andando su google può vedere gli effetti che due bracci (non sappiamo se del Consorzio della Bonifica, dell’Ittica Valdagri o altri) hanno causato in prossimità della foce del fiume Agri in direzione di Scanzano.
Quello che noi diciamo è che tutto ciò era prevedibile e che nessuno ci spiega perchè la Regione Basilicata non ha tenuto conto del parere negativo della Provincia di Matera (che La invitiamo a leggere), prendendo invece per verità assoluta gli studi della società proponente il porto che addirittura diceva che ” … pur in presenza di una situzione precaria con la costruzione del porto ci sarebbero stati dei miglioramenti …”.
Ciò che noi vediamo è che si stà avverando quanto previsto dalla Provincia e cioè “… DEMOLIZIONE DELLA SPIAGGIA E DELLA DUNA …” e che si continuano a spendere soldi pubblici che non porteranno alcun beneficio alla spiaggia ma di sicuro li porteranno ai tanti consulenti, esperti e ditte che saranno coinvolte.
Non conosciamo il progetto di cui Lei parla ma non abbiamo alcun problema a discuterne tranquillamente.
Pino Passarelli -referente comitato sos costa jonica- (ex facchino ortofrutticolo)
Gent.mo Sig. Pino,
La ringrazio per la Sua cortese lettera che mi giunge tanto più gradita tenuto conto che è una delle pochissime lettere di risposta alle centinaia che ho inviato ai diversi “scienziati”, “professori”, “politici regionali e provin ciali”, ma sempre senza alcuna risposta.
Le invierò lo studio con alcune riflessioni aggiuntive e sono disponibile ad incontri per meglio dibattere sul tema ,ma mi occorre la sua e-mail diretta
Nicola Locuratolo
pinopassarelli@libero.it è il mio indirizzo di posta elettronica e voglio anche comunicarLe che preferisco parlare di persona.
Per quanto riguarda i tecnici, i professori universitari e, per questo caso, amministratori regionali e comunali Le posso assicurare che non rispondono a nessuno sentendosi dei padreterni e che parlano in modi differenti a seconda del luogo e/o incarico.
Inoltre i politici giocano a mettere i vari gruppi e/o movimenti in attrito tra loro e che alcuni gruppi pseudo ambientalisti giocano di sponda con i politicanti.
A presto.
Grazie ai porti qualcuno fa affari anche con il ripascimento delle spiagge. E’ una catena di Sant’Antonio dei disastri
nel caso di Metaponto tutti i milioni di euro che spenderanno per i ripascimenti andranno a finire a mare e i nostri amministratori lo sanno. Sicuramente ciò a più di qualcuno fà comodo.
Speriamo che la Corte dei Conti si accorda di questo sperpero inutile e dannoso (per l’ambiente ed i cittadini)di danaro pubblico
Basterebbe che gli amministratori comunali di Bernalda facessero il proprio dovere e cioè difendere il territorio che amministrano.
Purtroppo, a voler essere benevoli, sono molto distratti e non riescono a vedere ciò che succede a mare.
Salve,con riferimento all’articolo del 23/072011 della Gazzetta del Mezzogiorno sull’erosione della costa ionica,voglio precisare che di certo non e’ fenomeno recente.Io vivo il nostro mare da quasi trenta anni per via del mio lavoro e tengo a far capire che semplicemente non c’e’ mai stato nessun interesse in noi lucani per cio’ che riguarda il mare,io vi vorrei fare degli esempi concreti come le casette del centro enea vicino al fiume Sinni,costruite a piu’ di 500 mt dal mare negli anni 80 ed ora patrimonio del mare per piu’ di 600 mt,cosa significa?Il mare e’ avanzato per 1 km e cosi’ andando verso Rotondella,Nova Siri.Troppo spesso sento parlare di Metaponto,ignorando quel che accade nel resto della nostra costa,come se quella fosse la sola emergenza,i vari dotti dovrebbero confrontarsi con chi il mare lo conosce,non perche’ abbia uno stabilimento balneare da proteggere,una draga o un posto statale per amministrare il nostro mare,ma perche’ ne trae sustentamento senza grandi interessi economici,con chi ci trascorre gran parte de suo tempo,con chi con grande tristezza lo vede morire per via dei pescherecci che qui da noi hanno trovato il paradiso,non essendoci controlli fanno quello che vogliono,anzi il danno e’ stato fatto.Il mare avanza e il primo tratto costiero,che l’anno precedente era il bagnasciuga dove si villeggiava,ora e’ in mare,povero e senza vita,sgradito alla vita marina,tanti e troppi sono gli aspetti da prendere in esame,ma svegliamoci e affrontiamoli.E’ curioso pensare ai villaggi di Pisticci,Nova Siri,etc. senza piu’ un arenile da offrire,che interesse avrebbe il turista nel continuare a venirci?Eppure nei posti qui citati si e’ arrivati al limite delle “dune”,ripeto si sente parlare solo di Metaponto,troppo,troppo erroneamente.Avrei piacere nel darvi una mano, mostrandovitra le tante cose,pinete ormai scomparese,segni tangibili che la nostra costa sta sparendo Tutta.Acqua,questo e’ rimasto
Nicola,ne approfitto per abbracciarti,il tuo progetto credo di conoscerlo…forse il mondo va verso altre direzioni
Caro Cosimo il problema non è l’erosione costiera ma il modello basilicata.
Da oltre un anno stiamo cercando di sapere, al momento senza alcuna risposta, se è stato effettuato il monitoraggio e se sono state stipulate le fidejussioni per i danni che la costruzione dei porti potevano arrecare alle spiagge e che dovevano servire per il ripristino delle stesse spiagge (previste nella variante al piano paesestico della Regione Basilicata del 2.4.2004).
Inoltre da fine estate 2010 chiediamo perchè la giunta regionale non ha tenuto conto del parere negativo alla costruzione del Porto degli Argonauti espresso daslla Provincia di Matera e che prevedeva la demolizione della spiaggia e della duna di Metaponto, prendendo invece per buoni gli studi della Nettis Resost (società proponente l’opera portuale) facendoli suoi e che dicevano che il porto avrebbe migliorato una situazione già critica.
Come vedi si tratta di avere delle risposte molte semplicie cioè:
- è stato fatto il monitoraggio durante la costruzione dei porti,
- è stata stipulata la fidejussione per i danni alle spiagge,
- perchè non si è tenuto conto di un parere espresso dalla Provincia di Matera prendendo invece per buono lo studio del privato.
A queste semplici domende ad oggi nessuno ha risposto.
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