Home » Nucleare, Osservatorio Ambiente - 4 novembre 2010

La Commissione Europea sollecita il business delle scorie nucleari in deposito geologico

La Commissione Europea vuole seppellire i rifiuti radioattivi in profondità ed impedirne l’export, finora piuttosto diffuso, verso paesi extraeuropei. Bruxelles affronta la delicata questione delle scorie nucleari, prodotte non solo dalle centrali ma anche da alcuni settori della medicina e della ricerca, con una proposta di direttiva che detta norme precise a tutti gli Stati membri e non solo ai quattordici che attualmente hanno centrali sul proprio territorio, a cui dovrebbero aggiungersi Italia e Polonia. Complessivamente, nell’Unione europea ci sono 143 centrali nucleari e i rifiuti radioattivi prodotti sono circa settemila metri cubi ogni anno. Il nucleare consente di produrre circa il 30% del totale dell’elettricità consumata e negli anni non dovrebbe aumentare, se – spiega Bruxelles – sarà rispettata la tabellina di marcia della produzione di energia da fonti rinnovabili. Finora le scorie sono state spesso smaltite in depositi di superficie, considerati troppo vulnerabili, rilevano fonti comunitarie.

Da qui la proposta di costruire depositi definitivi, in profondità, “almeno a 300 metri” dalla superficie, in un luogo che gli Stati devono provare sia geologicamente adeguato. Il prezzo della realizzazione sarà pagato con il contributo delle industrie del settore, seguendo la regola che “chi inquina paga”. Se la direttiva, così come è stata presentata dalcommissario Ue all’energia Gunther Ottinger, passerà lo scoglio di Consiglio e Parlamento, gli Stati membri, entro quattro anni dall’entrata in vigore delle nuove regole, dovranno quindi mettere a punto programmi che indicano le località dove intendono costruire i depositi di stoccaggio definitivo delle scorie e come vogliono gestirli. Due o più Stati membri potranno anche mettersi d’accordo per realizzare un unico deposito comune, ma la direttiva sottolinea che non sarà più consentito esportare scorie nucleari verso Paesi non Ue come finora accaduto, ad esempio, in Bulgaria, Romania o Slovacchia. Chi vorrà costruire una nuova centrale nucleare dovrà inviare a Bruxelles, insieme al piano di realizzazione del nuovo impianto, anche quello per il depositodi stoccaggio definitivo delle scorie prodotte. “La sicurezza riguarda tutti i cittadini e tutti i paesi,sia quelli a favore che contro il nucleare”, ha tenuto asottolineate il commissario Ottinger. Ma i Verdi annunciano battaglia e considerano la proposta “un modo per seppellire le preoccupazioni sul nucleare”. Secondo gli ambientalisti, i problemi dei rifiuti radioattivi “non possono essere risolti”,visto che sono destinati a nuocere per migliaia di anni. [Fonte: Ansa, del 4/11/2010]

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