Greenpeace: con l’inquinamento delle falde in Val d’Agri a rischio la catena alimentare
[6/8/2011] Queste sostanze possono dare problemi di tossicità e di interazione con il sistema nervoso – spiega Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace Italia – Alcune di queste sostanze inoltre tendono a bioaccumularsi lungo la catena alimentare: non vengono cioè smaltite dagli organismi che le ingeriscono, come ad esempio i pesci. A quel punto se il pesce viene ingerito c’è il rischio contaminazione”. “L’unica indagine epidemiologica risale al ‘96-’98 e faceva emergere che i cittadini della Val d’Agri sono vittime di malattie respiratorie due volte in più rispetto agli altri cittadini lucani. Nella sola Val D’Agri – ricorda Bolognetti – sono presenti la bellezza di 15 siti da bonificare, riconosciuti tali ai sensi del Decreto Ministeriale 471/99; di questi, 5 sono ubicati nel territorio di Viggiano e 3 in quello di Grumento Nova. Potremmo definirli effetti collaterali di attività estrattive realizzate in aree a rischio frana, a ridosso di centri abitati, di dighe e sorgenti”. [Fonte: tratto da Adnkronos]










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