Nel 2009 le denunce di connivenza dell’Arpab
La notizia delle misure cautelari disposte dal tribunale di Potenza nei confronti di Vincenzo Sigillito, l’ex arrogante direttore generale dell’Arpab rappresenta una sorpresa solo per chi, in questi anni, in Basilicata ha voluto mettere la testa sotto la sabbia per non disturbare i manovratori all’azione. Oggi saranno in molti coloro che proveranno a dirsi stupiti e finanche scandalizzati, alcuni dei quali in questi hanno sempre tacciato, quanti hanno provato a denunciare quanto accadeva all’agenzia lucana per il controllo ambientale, di allarmisti professionisti.
Oggi si scopre quello scenario che alcuni di noi provarono già nel 2009 a denunciare, epoca in cui il sottoscritto fu l’unico dirigente politico – insieme alle associazioni lucane dedite al lavoro di monitoraggio e di tutela ambientale – a chiedere le dimissioni di Sigillito [leggi: http://www.olambientalista.it/attualitaart33.htm] denunciando come l’Arpab fosse connivente con gravi violazioni di dispotiche multinazionali rese libere di depredare i lucani e di depauperare l’ambiente.
Oggi si apre una nuova pagina, pur rimanendo forte la rabbia nei confronti dell’ennesima cronaca di un sopruso annunciato. Se solo fossero state ascoltate per tempo le voci di quanti denunciavano irregolarità, si sarebbero potuti risparmiare ai cittadini lucani – e in particolare alle popolazioni che vivono a ridosso di Fenice – anni di grave inquinamento. [Francesco Cirigliano, Direzione nazionale Prc]










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