Home » Approfondimenti & Dossier, Eolico - 25 novembre 2010

Parchi eolici e consumo del territorio

Da qualche giorno i quotidiani regionali riportano con giusto risalto la notizia rimbalzata dal Financial Times : gli stranieri , Inglesi in testa, hanno scoperto la Basilicata, i suoi paesaggi, la sua natura, quella ancora vergine, i suoi patrimoni culturali, la sua gente.   Pare  ormai che quello che era facilmente prevedibile si stia concretizzando e cioè che dopo la Toscana, l’Umbria, le Marche, i nostri territori ed i nostri immobili siano diventati oggetto di attenzione per investitori stranieri. La prima considerazione è piuttosto amara…generazioni di politici non hanno saputo fare quello che ha fatto , senza neppure volerlo forse,un film ambientato in Basilicata, porre cioè la nostra Terra all’attenzione internazionale per le sue risorse, che in casa nostra, al di là delle belle parole, non sappiamo evidentemente far conoscere ed adeguatamente valorizzare.

La seconda è decisamente più ottimistica: è sicuramente un bene per tutti che qualcuno (Straniero o  Italiano che importa ormai?) acquisti, restauri , utilizzi, conservi Beni e Luoghi che noi stiamo facendo andare in rovina o che quantomeno non preserviamo a sufficienza. Se poi qualcuno , Amministratore pubblico o Privato che sia, ritiene che è un peccato alienare  i nostri beni ha solo da darsi rapidamente da fare! Ma che sia Straniero , Padano o Lucano a trarne beneficio, tocca ora a noi , a tutti noi, prestare molta attenzione e renderci conto finalmente e per davvero che abbiamo risorse inestimabili, che non sono solo il petrolio e l’acqua(che poi nostri non sono…). Gli stessi quotidiani , negli stessi giorni, riferiscono che molte Associazioni ambientaliste si sono dichiarate contro il Nucleare ed a favore delle energie alternative, dichiarazioni che condivido appieno, pur dovendo far rilevare che non è  affatto automatica la equazione “la energia alternativa scongiura il Nucleare”. Le stesse Associazioni, come del resto già settimane addietro avevano fatto i Consiglieri regionali Mollica e Pagliuca, sollecitano il Governo regionale a provvedere al più presto ad adeguare il Piano di Indirizzo Energetico Ambientale Regionale alle Linee guida emanate , dopo tanta attesa, dallo Stato, al fine di accelerare la realizzazione di nuovi impianti per la generazione di energia da fonte alternativa.

Le due notizie, concomitanti temporalmente solo per caso ,hanno, debbono avere ,per tutti noi ma soprattutto per i nostri ,  una strettissima interconnessione, se abbiamo a cuore le sorti della nostra terra e delle generazioni future.
Dobbiamo evitare che la fretta ci faccia compiere, nella scelta dei siti ove allocare gli impianti e nelle regole di salvaguardia dei territori, errori irreparabili! Dobbiamo ora riflettere adeguatamente sull’immenso valore anche economico che hanno il paesaggio e l’ambiente( non lo scopriamo certo oggi, ma male non ci fa rileggere quanto al riguardo dicono grandi professionisti come Tiziano Tempesta della Università di Padova o Nicola Giuliano Leone della Università di Palermo .

“ Per quanto riguarda la localizzazione dei parchi eolici caratterizzati da un notevole impegno territoriale, l’inevitabile modificazione delle configurazione fisica dei luoghi e della percezione dei valori ad essa associati, tenuto conto dell’inefficacia di misure  volte al mascheramento, la scelta della localizzazione e la configurazione progettuale , ove possibile, dovrebbero essere volte, in via prioritaria, al recupero di aree degradate laddove compatibile con la risorsa eolica e alla creazione di nuovi valori coerenti con il contesto paesaggistico. L’impianto eolico dovrebbe diventare una caratteristica stessa del paesaggio, contribuendo al riconoscimento delle sue specificità attraverso un rapporto coerente con il contesto. In questo senso l’impianto eolico determinerà il progetto di un nuovo paesaggio.” Queste poche righe, tratte pari pari dalle recenti linee guida nazionali emanate per gli impianti di produzione di energia alternativa , se applicate “sic et simpliciter”,con la stessa  disarmante ragionevolezza con la quale sono state concepite, eliminerebbero la maggior parte delle difficoltà e dei conflitti che caratterizzano la scelta del sito ove localizzare gli impianti eolici e consentirebbero di conservare intatto il potere di “appeal” della nostra Basilicata . Chi pensate che vorrebbe fittare o comprare, Straniero, Padano o Lucano che sia ,un terreno, una bella abitazione rurale, o perché no (come da decenni fanno in Spagna ) un bene architettonico, una antica masseria, per valorizzarli e recarne benefici per sé e per la collettività, se accanto a questi beni piazziamo un bell’impianto eolico?

E dunque, così come suggeriscono le linee guida, non lasciamo che i” benefattori” della Basilicata scelgano i siti più belli e più vocati ad altri e più vantaggiosi usi, ma sfidiamo, “costringiamo” gli imprenditori che vogliano installare impianti di energia alternativa e più in particolare impianti eolici, a “riprogettare” territori degradati o di scarso pregio.
Abbiamo il dovere di farlo, avete il dovere di farlo, Amministratori di ogni livello,che ad ogni Vostro intervento parlate con convinzione di ambiente come risorsa e della necessità di “non consumare territorio”. Traducete quanto affermate in normative , avete tecnici validi, e a livello di uffici, e a livello di consulenti…ascoltateli. Per gli impianti al di sopra di 60 kw le linee guida raccomandano molta attenzione ai Beni situati entro un raggio pari a 50 volte l’altezza dei generatori eolici: occorre dunque rivedere al rialzo il livello di attenzione posto nel PIEAR e , meglio ancora, nella bozza dello stesso predisposta dagli uffici regionali.

Per concludere, sarebbe bello e molto utile, a mio modesto avviso, se quanto si legge  sulla stampa internazionale , nazionale e regionale a riguardo della nostra Regione, fosse sempre oggetto di attenti studi e dibattiti al fine di approfondire e magari anche migliorare i provvedimenti che adottiamo, le scelte che compiamo per il futuro dei nostri figli. Per cominciare, riflettiamo su quello che dice nelle ultime ore il Presidente Napolitano…”l’Ambiente è volano di sviluppo” [Articolo di Vitantonio Iacoviello]

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