Ombrelli costosissimi e arredamenti: la Corte dei Conti chiede il risarcimento all’ex direttore Arpab
Un’azione della Procura regionale della Corte dei conti di Potenza avrebbe presentato il conto a Vincenzo Sigillito, l’ex direttore generale dell’Agenzia per l’ambiente di Basilicata. Si tratterebbe di più di 230mila euro che Sigillito dovrebbe restituire – stando alla tesi dell’accusa – per spese non idonee e superflue messe in conto all’agenzia, sempreché il Procuratore regionale della Corte dei Conti Michele Oricchio, riuscirà a dimostrare la sua richiesta di risarcimento. La Procura regionale avrebbe chiesto anche di bloccare tutti gli eventuali crediti che Sigillito avanzerebbe dall’Arpab, se esistenti. Le spese riguarderebbero ombrelli costosissimi, arredamenti sfarzosi – è l’ipotesi dell’accusa – al di là di ogni giustificazione per un ufficio, pur se di direzione, di decorazioni e pitturazioni «che – sostiene chi ha potuto vederli – neanche in nobili abitazioni si vedono».
Fra l’altro fatte in una condizione economica dell’Agenzia disastrosa, vista la notevole mole di debiti accumulati. «Alcuni dipendenti dell’agenzia – si legge su blogallo.it – lamentano addirittura che questo accadeva in periodi in cui i laboratori degli esami dell’agenzia erano in crisi per poter svolgere al meglio il loro operato, per mancanza di fondi ». La Regione Basilicata che deve ripianare i milioni di debiti accumulati dall’Agenzia sotto la gestione Sigillito, come si comporterà se dovesse arrivare una condanna definitiva? Oggi Sigillito fa parte dello staff del presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo. In passato è stato al centro di feroci polemiche sulla stampa.
Ma ai duri attacchi dei sindacati Sigillito ha risposto con una citazione civile, ritenendo che ci sia stata una «campagna gravemente lesiva della sua persona». Le affermazioni fatte sarebbero state tali da ingenerare «idee distorte sull’operato, sulla dignità e sulla rispettabilità », e anche le dichiarazioni fatte alla Terza Commissione della Regione Basilicata «si appaleserebbero del tutto pretestuose, con l’unico ed evidente scopo di offendere la dignità personale», creando un quadro che «potrebbe inficiare l’eventuale rinnovo dell’incarico». E ora è arrivata la tegola dalla Procura regionale della Corte dei conti. Si attendono le controdeduzioni dell’ex manager.











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