Di Sabato (Prc): “Fermare le trattative in atto con la Geogastock”
Il gas russo non è ancora stato stoccato nelle viscere tormentate della Lucania, ma c’è già chi mette in guardia sulle possibili esalazioni che già starebbero “annebbiando le menti dei lungimiranti amministratori regionali”. Infatti – sottolinea Italo Di Sabato di Rifondazione Comunista – FDS – in Basilicata sembra che non ci sia da parte loro, quella giusta e doverosa attenzione alla tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini che pretendono di governare. L’assillo maggiore è costituito dalla richiesta di compensazioni economiche alla società, senza aver sciolto i seri interrogativi e problemi che il progetto ancora presenta”. Di Sabato cita ad esempio l’inesistenza del piano della qualità dell’aria, l’assenza dello studio sulle falde acquifere, il mancato ripristino e messa in sicurezza dei pozzi interessati allo stoccaggio o la mancanza del Piano di Gestione dei Rifiuti (ndr petroliferi). E’ del tutto evidente quindi per l’esponente di sinistra, che il Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata, esprimerà un parere tecnico-ambientale favorevole subordinandolo ad un accordo squisitamente economico, per di più non previsto dalla normativa italiana. Rifondazione e FDS non ci stanno “a una logica miope e mercantile e, nel ribadire la vicinanza a chi si batte per l’affermazione del diritto alla piena conoscenza, chiede alla politica regionale di fermare qualsiasi trattativa con la Geogastock”.










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